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In corso Como

"Così ho comprato bamba in centro a Milano". E la polizia? Così la sfotte lo spacciatore

"Così ho comprato coca in centro a Milano". E la polizia? Così la sfotte lo spacciatore

Sono bastati appena trenta minuti per comprare una dose di cocaina in corso Como. Siamo due trentenni intenzionati a passare una serata tranquilla, appena usciti da lavoro, in cerca di relax. Ci mettiamo sulla seduta di pietra di una delle aiuole di corso Como, l’afa agostana è micidiale in questo mercoledì sera, il week-end è ancora lontano, ma la strada è animata come sempre in questo periodo dell’anno. La musica che arriva dalle porte spalancate dei locali copre il chiacchiericcio dei gruppi di ragazzi seduti ai tavolini, si sente parlare russo, a volte tedesco, ci sono anche coppie con bambini, sono solo le 22.30. Per tanti la serata sta cominciando ora, come per noi che sul bordo di quell’aiuola cerchiamo scampo dal caldo con una birra fresca.

Distratti dal passeggio delle ragazze in tiro, non ci accorgiamo di aver incrociato lo sguardo di alcuni uomini che qualche metro più in là cercano di fermare i passanti offrendo sconti per drink e chupiti nei bar dei dintorni. Eravamo già passati da lì, appena arrivati dai bastioni di Porta Garibaldi. Erano in quattro, un ragazzo italiano che se ne stava un po’ per conto suo, gli altri tre nordafricani, più vivaci nel loro lavoro. Ed è stato proprio uno di loro che a furia di occhiate e sguardi incrociati, si è avvicinato a noi. L’uomo viene da noi, ha  una quarantina d’anni, sorriso di cortesia e una parlata da caratterista milanese: “Ragazzi, drink o chupito a 5?”. Con la birra ancora in mano tentenniamo, lui attacca subito bottone. Gli raccontiamo che siamo a Milano per qualche giorno per lavoro, vorremmo divertirci un po’, magari con qualcos’altro oltre al chupito o magari marijuana: “Oltre non si trova niente?” gli chiediamo. Con una mossa alla mago Silvan ci mostra il palmo della mano pieno dei bigliettini da visita del locale per il quale lavora, li solleva un attimo e sotto ci mostra un mucchietto di sacchettini bianchi a forma di cipollette, sono palline di cocaina: “Bamba, 50 euro per mezzo grammo” ci dice sereno come quando compri le zucchine al mercato. La scena è andata in onda giovedì mattina, durante L’aria d’estate su La7, all’interno dell’ottimo servizio realizzato da Valerio Mammone con una telecamera nascosta.

Di istinto ci guardiamo intorno, la strada è sempre più affollata, siamo un po’ spiazzati per il colpo di teatro e visibilmente imbarazzati. Lui richiude subito la mano, si rimette a chiacchierare e ci racconta un po’ di fatti suoi. È originario del nord Africa, ma vive in Italia ormai da almeno vent’anni, gli ultimi quindici li ha passati a Milano, per cui ha una sorta di memoria storica dell’evoluzione dello spaccio sulla sua piazza. Ci spiega che i prezzi nella zona sono più o meno omogenei sul mezzo grammo: “Perché qua ci stanno i calabresi”.

Per quelle strade ci siamo passati decine di volte e altrettante ci siamo fermati per un aperitivo o un boccone al volo. Mai però avremmo potuto capire fino in fondo cosa accadeva intorno a noi, soprattutto da una certa ora in poi: “Intorno a mezzanotte - ci racconta lo spacciatore - quelli che sono i capetti vengono qua per pulire, mandano via i neri”. Come una sorta di tacito patto, la piazza di corso Como è in mano ai piccoli spacciatori fino a mezzanotte, poi arriva chi comanda davvero e caccia tutti. Anche se non sempre tutti accettano le regole: “Anche l’altra volta - ricorda - c’è stata una sparatoria di là…” in una stradina vicina.

Il nostro nuovo “amico” insiste per offrirci il chupito, sempre a 5 euro, lo seguiamo verso il suo locale, ma prendiamo tempo sul resto della merce, accampando scuse sul poco contante che abbiamo in tasca. Lui da esperto commerciante non molla e con una stretta di mano ci piazza una pallina a trenta euro. Siamo sempre per strada e di gente ce n’è sempre di più, divise invece neanche l’ombra. Solo una mezz’ora prima l’arrivo di un’ambulanza sembrava aver fatto innervosire il gruppetto di buttadentro che avevamo adocchiato, qualcuno si era anche allontanato a passo svelto, una volta vista una volante della Polizia municipale che è soltanto passata senza fermarsi.

Prima di arrivare al locale, a pochi metri da corso Como, accontentiamo lo spacciatore ancora increduli di essere riusciti a far tutto passeggiando nel pieno della movida: “Non vi dovete preoccupare - ci rassicura lui - basta che camminate e chiacchierate, qui non controllano”. Sarà, ma vogliamo allontanarci al più presto da lì. Beviamo il nostro chupito e andiamo verso piazza Gae Aulenti. Prima di arrivarci però ci ferma un altro buttadentro, un italiano, che promuove un locale per adulti. Il connubio ci incuriosisce e dopo quattro chiacchiere di rito, lo provochiamo su cosa ci potrebbe essere là dentro per divertici anche se siamo stanchi: “Solo ragazze e da bere - garantisce lui con piglio sicuro - Dentro è tutto pulito e legale, i buttafuori non fanno entrare nessuno”.

In mano aveva solo biglietti da visita, intaschiamo anche il suo e ci allontaniamo di qualche metro. Giusto il tempo per sederci su un gradino e un gruppo di ragazzi neri accanto a noi è pronto a offrirci un po’ di tutto: “Anche Lsd”. Ringraziamo e ce ne andiamo, ormai è l’una, attraversiamo di nuovo corso Como, che non ci vuol lasciare andare. Ci affianca un ragazzo, non doveva avere più di 25 anni, non prova neanche a portarci in un locale: “Che hai? Md (Mdma, ndr)?” gli chiediamo. Scuote la testa, ma ci offre un intero grammo di bamba a 80 euro. A corto di scuse, ci inventiamo che siamo in attesa di un gruppo di amici e non abbiamo denaro con noi. Lui non si arrende e insiste per lasciarci il suo numero di cellulare. Fingiamo di segnarlo e finalmente riusciamo ad allontanarci. A poche centinaia di metri, in corso Garibaldi, cerchiamo un cestino per liberarci dell’acquisto della serata. Diamo un ultimo sguardo intorno, ma il nostro timore di incappare in un controllo si dimostra ancora una volta infondato. La zona è ben controllata, dagli spacciatori.

Giovanni Ruggiero
@juan_r

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