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La manifestazione

I fan della Boldrini aizzano gli immigrati. La tragedia: poliziotto muore d'infarto

Laura Boldrini

Una manifestazione di immigrati e «No Border» che finisce in tragedia. A Ventimiglia, terra di confine in tutti i sensi, è caduto il sipario sul buonismo e l’ipocrisia. La protesta «pilotata» è costata la vita ad un poliziotto mentre stava facendo il suo dovere: evitare il peggio. Dopo gli scontri con i manifestanti, usati da antagonisti, anarchici e centri sociali, e le cariche della polizia per alleggerire la tensione, un sovrintedente capo della Squadra Mobile di Genova, 50 anni circa, è morto d’infarto. Troppo stress, troppa tensione, troppa rabbia «pilotata» dai «signori delle proteste» di piazza contro gli uomini in divisa. Troppa, anche per chi aveva esperienza e capacità professionali. Stavolta a Ventimiglia si è davvero superato il limite.

E dire che Carabinieri e Polizia avevano effettuato controlli minuziosi, alla ricerca di armi e ordigni rudimentali da usare nel corso della manifestazione in programma oggi al confine con la Francia. Blitz sfociato in scontri e tafferugli. E proprio a Ventimiglia gli immigrati sono diventati il mezzo per far salire la tensione con la Polizia e le autorità francesi. Un po’ come avvenne al G8 di Genova gli attivisti del movimento «No Border», «quasi tutti lombardi» e «noti antagonisti» come ha chiarito la Questura del capoluogo ligure che ha coordinato le operazioni, usano gli immigrati per far salire la tensione, cercando lo scontro. Gli antagonisti, riconducibili all’area anarchica e a quella dei centri sociali di sinistra, sono stati identificati, denunciati e muniti di foglio di via. I «No Borders» stranieri, assimilabili ai Black bloc, sono stati allontanati dal territorio nazionale. Il G8 ha comunque insegnato qualcosa. Anche perché il movimento «No Border» ha dimostrato la sua permeabilità, avendo «accolto» fra le proprie fila, nel corso di una manifestazione, l’attentatore di Nizza, costato la vita a 85 persone travolte dal camion sulla promenade.

Ma non c’è solo Ventimiglia a preoccupare. Il gip di Trieste Giorgio Nicoli ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti pakistani con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I quattro si facevano pagare dai 350 ai 500 euro per ogni immigrato che trasportavano. E proprio perché il nostro Paese viene considerato una terra fertile per i traffici di esseri umani e non solo Aftab Farooq, il 26enne pakistano residente a Vaprio d’Adda in provincia di Milano, espulso lunedì con l’accusa di essere un «aspirante combattente dell’Isis», si è rivolto direttamente al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per potersi difendere in Italia. Intanto fonti investigative sostengono che due referenti dell’Isis per l’Italia sarebbero pronti a manovrare ed arruolare decine di aspiranti jihadisti nel nostro Paese. Un altro grave indizio.

di Enrico Paoli

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Commenti all'articolo

  • 333fabri

    08 Agosto 2016 - 03:03

    La Boldrini é responsabile di questa e altre tragedie. Ma lei se ne frega. Non ha le capacità intellettuali per gestire il proprio incarico. E' disonesta e ottusa. Una tragedia per l'intero popolo italiano. Deve dimettersi

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  • Lippolino

    07 Agosto 2016 - 15:03

    Aspettando Che ma boldrini e Alfano vadano al fine take Del agente morto a costo Di essere insultati e derisi

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