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La vita dopo il caso di Carlo Giuliani

"Minacciato ogni giorno, sono senza lavoro". A 15 anni dal G8 di Genova, parla Placanica

"Minacciato ogni giorno, sono senza lavoro". A 15 anni dal G8 di Genova, parla Placanica

Sono passati quindici anni dal G8 di Genova.
«Cerco di dimenticare ma ogni anno mi disturbano con messaggi anonimi. Mi arrivano minacce».

E cosa le scrivono?
«Minacciano di morte me e mio figlio. Mandano anche stelle rosse».

Lei ha avuto anche un brutto incidente d' auto.
«Sì, nell' agosto 2003».

Il suo legale dell' epoca sospettò un sabotaggio.
«Il sabotaggio è stato insabbiato. Nella schiena mi hanno messo una piastra ma nessuno mi ha mai risarcito. C' era un temporale, dalla collina scendeva fango sulla strada provinciale e io ho perso il controllo».

Perché pensò a un sabotaggio?
«Tante volte ho trovato i cerchi dell' auto lesionati. Spesso, in discesa, dovevo fermarmi perché la macchina tremava. Non riuscivo a guidare».

Eppure quella sera pioveva, c' era fango. Può essere stato un semplice incidente.
«Sì...».

Adesso come sta?
«Ho appena perso il lavoro, la mia ex moglie mi ha denunciato ma sono innocente! Ho subito del mobbing. Sento delle voci».

Che voci?
«Voci dentro e fuori la testa, mi torturano, dicono che mi uccidono e che mi castrano. Sto male».
Catanzaro. Mario Placanica, classe 1980, è il carabiniere che il maledetto 20 luglio 2001 era in servizio a Genova. Piazza Alimonda. Un Defender è assediato dai no global. Un ragazzo col passamontagna s' avvicina minaccioso. Ha un estintore. Altri manifestanti insultano i carabinieri, tirano di tutto. Dal mezzo fanno fuoco. Il giovane manifestante stramazza a terra. Morto. Si chiama Carlo Giuliani. Classe 1978. A sparare, Placanica. «Libero» raccolse centinaia di migliaia di euro per aiutare il carabiniere ad affrontare spese mediche e legali. Oggi, ci racconta l' inferno: deve difendersi da accuse infamanti dell' ex moglie, racconta storiacce di droga, complotti, psicofarmaci. Gli spettri del G8 lo ossessionano. Ha una Postepay numero 4023600654586835 ( codice fiscale: PLCMRA80M13C352Z). Dice: «Vi prego, aiutatemi. Bastano pochi euro».

Placanica, ha detto che le hanno somministrato psicofarmaci per cacciarla dall' Arma.
«Non li prendevo quando ho comincato a vedere la psicologa all' ospedale militare. Poi sono iniziati i problemi: più o meno un annetto prima di congedarmi. Prima di allora, ogni tre mesi avevo un consulto medico e non avevano mai riscontrato anomalie. Anzi, mi trovavano solo un po' di ansia e mi davano un ansiolitico. Ma ora...».

Ora?
«Sto male. Dal gennaio 2008 sono separato da mia moglie, che poi mi ha denunciato. Ho un figlio di 11 anni. Vivo a casa dai miei, a Catanzaro, e posso vederlo in presenza dei servizi sociali».

Parliamo del 20 luglio 2001.
«Ero a Genova da nemmeno una settimana. Facevo il carabiniere dal 6 gennaio 2001 e...».

...e sparava pochissimo.
«Sì, avevo fatto tre mesi di corso e di addestramento di tiro ma non ero tra i migliori, anche se andavo meglio con l' arma lunga piuttosto che con quella corta. Poi, quando andai al reparto in Sicilia - battaglione Palermo - non ci portarono nemmeno una vota a sparare».

Quando le dissero di andare a Genova?
«Avevo appena concluso un corso anti-incendio. Poi, circa quattro giorni prima, mi dicono di andare a Genova. Pensi che dovevo restare a Palermo, ma un altro carabiniere calabrese che doveva andare al G8 cambiò idea. Mandarono me».

La pagarono di più?
«150 euro. Non al giorno, in tutto».

È vero che i superiori vi avevano messo in guardia? Temevate attacchi terroristici, addirittura il lancio di sangue infetto?
«Sì, ci avevano messo paura!».

Lei ha visto violenze delle forze dell' ordine?
«Ho visto pestare dei giornalisti, non ricordo se fossero poliziotti o carabinieri»

Torniamo a quel 20 luglio.
«Dormivamo alla Fiera, avevano allestito un campo. La sveglia suonava prima delle 7, verso le 8 eravamo già in servizio».

E lei salì subito sul Defender?
«No, ero su un Combi blindato, un camioncino a ruote alte. Seguivamo un corteo. Poi scoppiarono alcuni scontri, non ricordo dove di preciso. Sono passati troppi anni. Ci lanciarono delle pietre. Verso le due e mezzo ci fermammo per un panino».

E poi?
«Subito dopo ci furono scontri in via Tolemaide, con lanci di fumogeni e cariche. Ho avuto problemi agli occhi e salii sul Defender perché mi facevano male, ero come allucinato. Mi tolsi il casco: ecco perché riuscirono a ferirmi al volto, poco dopo».

Cioè quando arrivaste in piazza Alimonda. Quanti eravate sul Defender?
«In tre. Io ero salito dietro, proprio per difendermi. Con me c' erano Raffone e Cavataio. Io ero dietro con Raffone».

E cosa successe?
«Arrivati in piazza Alimonda, vedemmo in lontananza del fumo nero. Poi gente che gridava e ci insultava. Fiumi di gente! I no global correvano verso di noi. I carabinieri a piedi decisero di arretrare, noi andammo in retro ma ci incagliammo. Poi il Defender si spense. Non si riaccendeva. Eravamo rimasti soli».

Gli altri carabinieri dov' erano?
«Non erano distanti ma comunque noi eravamo soli. Ed eravamo tre ausiliari, non c' era nemmeno un responsabile!».

Prosegua.
«I no global ci colpirono anche con una trave, mi faceva male la testa, mi sentivo il sangue sulla faccia ma non vedevo bene perché ero ancora allucinato. A quel punto ho preso la pistola e sparato due colpi... Ma non ho visto chi c' era davanti a me, avevo sparato il più in alto possibile per intimorirli».

Alt. Ci sta dicendo che non vide Giuliani con l' estintore?
«Poco prima sì, ma offuscato perché i lacrimogeni mi avevano dato problemi agli occhi».

Le sembra possibile, Placanica, che il suo proiettile sia stato deviato da una pietra - scagliata in aria da chissà chi - e poi abbia ucciso Giuliani?
«Nel video si vede benissimo, non penso che i video si possano modificare! Anche perché dal corpo di Giuliani non hanno mai estratto un proiettile, ma solo una scheggia».

L' hanno accusata di tutto.
«In alcuni libri hanno scritto che mi ero cosparso la faccia col mercurio cromo. Non è vero niente! Era il mio sangue, la jeep era piena di sangue! Solo dopo riuscimmo ad andarcene, facendo la retro passando sopra il corpo di Giuliani. Non ce ne accorgemmo. Poco dopo salirono sul Defender altri due carabinieri».

E lei finì in ospedale.
«Non stavo bene ma mi hanno fatto dimettere per interrogarmi».

Chi le disse che aveva ucciso un ragazzo?
«Un maggiore dei carabinieri. In ospedale».

E lei?
«Ci rimasi. Non ne sapevo niente. Poi sono entrato nell' incubo dei processi. Mi hanno torturato. I no global mi stanno facendo mobbing da una vita».

Ci ha già raccontato dell' incidente in auto e dei suoi sospetti.
«A Reggio stavo andando allo stadio e alcuni no global mi avevano riconosciuto. "Bastardo, ti uccidiamo!". Non ero armato, cercai di avvicinarli ma scapparono. Ma cosa pensano? Fanno le bestie, attaccano le istituzioni e pensano che non succeda nulla?»

Si è sentito abbandonato e tradito dall' Arma?
«La fiamma dei carabinieri è sempre nel mio cuore, ma sono deluso e amareggiato. Non si abbandona così un figlio che doveva essere protetto per tutta la vita. È stato uno sgarbo. Forse ci sono state pressioni politiche per farmi fuori».

Voleva candidarsi con An.
«Poi ci ho ripensato, senza un minimo di studio non si può andare in politica. Però ringrazio Maurizio Gasparri: purtroppo, dopo il G8, entrai nel tunnel della droga e lui mi ha mandato in comunità. Ne sono uscito».

Prima del G8 cosa votava?
«Anche i Verdi. Poi An».

Che rapporto ha con la famiglia di Giuliani?
«Ho incontrato una volta Giuliano Giuliani, padre di Carlo, alla stazione di Roma. Mi chiese di ricordare il quarto uomo sul Defender. Ma eravamo solo tre!».

Hanno dedicato una sala del Parlamento a Carlo Giuliani.
«Quello che con condivido è che non mi abbiano mai elogiato, eppure sono uscito pulito dai processi».

La madre di Carlo, Haidi, è diventata senatrice.
«Magari anche io sarei stato un ottimo politico, ma se comincerò lo farò da zero. Senza sfruttare questa storia».

Cosa vorrebbe chiedere a Renzi?
«La riammissione al ministero della Difesa, anche da civile. Io devo lavorare! Dall' Agenzia delle Entrate prendo circa 300 euro di pensione e ho l' indennità da carabiniere: 439 euro. Ho debiti e devo mantenere due figli. Un altro l' ho avuto da una polacca».

Chi ha sbagliato, al G8?
«L' unico colpevole è chi ha voluto il G8 in una città come Genova».

Sarebbe d' accordo con l' intitolazione di una strada a Carlo Giuliani?
«Sì».

Perché?
«Non lo vedo come un teppista, lo vedo come una persona che...».

Scusi, le stava scagliando un estintore!
«Stava commettendo un reato, cercavano di aggredirci e linciarci. Non era un santo. Ma non direi di no, se vogliono intitolargli una strada. Siamo vittime tutti e due».

Placanica, lei ha cambiato una raffica di avvocati. Ha avuto perfino Taormina.
«A un certo punto, non l' ho più sentito. Li ho cambiati perché ero malconsigliato dalla famiglia».

Veramente, l' avvocato Pruzzo la lasciò perché lei aveva cambiato versione.
«Fu colpa dei santoni».

E chi sono?
«A Roma li chiamano così, sono tipi con modi mafioseschi che fanno promesse alla gente senza mantenere la parola. Volevano far riaprire il caso, e l' unica strada possibile era farmi ritrattare».

E lei perché gli dava ascolto?
«Mi avevano dati gli psicofarmaci, stavo male. Li ho denunciati tutti».

Ma che interesse avevano?
«Non so, la mia ex moglie parlava al telefono con una senatrice appena io salivo in camera. Forse c' erano complotti anche alla base del matrimonio. La famiglia mi ha fatto fare parecchie fesserie».

Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • etano

    10 Agosto 2016 - 09:09

    10, 100,1.000, 10.000 Placanica. LO stato lo ha lasciato solo. se si fosse trattato di un comunistardo o di un rom feccia o un clandestino feccia sarebbe stato super rimborsato sempre dallo stato dei compagni di merende al concime.

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  • lucaschiavoni

    09 Agosto 2016 - 20:08

    neanche UNA domanda sui processi che ha in piedi per abusi su una minore ?

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  • nordest

    09 Agosto 2016 - 18:06

    È così che questo stato di merdx paga i suoi servitori : danno la vita per questi politicanti arruffoni e poi vengono abbandonati ; non ha futuro questo stato .

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  • nordest

    09 Agosto 2016 - 15:03

    Questo carabiniere merita rispetto ha eliminato un scampato criminale : grazie grazie grazie.solo che in questa nazione di merdx non viene riconosciuto viva i Carabinieri.

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