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Il caso

Lo sfregio dei rom ai terremotati italiani. Il furto che li condanna ad arrostire

Lo sfregio dei rom ai terremotati italiani. Il furto che li condanna ad arrostire

Gli zingari al fresco dei condizionatori e i terremotati a crepare di caldo nelle baracche. Succede anche questo nella bassa modenese colpita dal sisma quattro anni fa. A Mirandola alcuni «nomadi» (in realtà residenti stanziali da generazioni) hanno rubato una serie di condizionatori dai moduli prefabbricati dei terremotati, li hanno installati nelle loro roulotte e hanno passato l' estate godendosi, senza rimorsi, il refrigerio di un impianto gratuito, destinato alle famiglie rimaste senza casa.

La scoperta è stata fatta dalla polizia durante un controllo nel campo Santa Giustina dove risiedono circa una decina di famiglie. All' interno di alcune roulotte gli agenti hanno notato, appesi alle pareti, cinque impianti di climatizzazione con una forma differente da quella delle comuni marche industriali. Gli agenti hanno verificato le etichette interne ed hanno scoperto che si trattava di cinque condizionatori rubati, tempo fa, proprio dai Moduli abitativi provvisori, dove hanno alloggiato i senzatetto per il sisma, tristemente noti, tra l' altro, per essere freddissimi in inverno e bollenti d' estate a causa della scarsissima coibentazione.
Gli impianti non erano l' unica refurtiva accumulata nel campo: gli agenti hanno trovato anche altri oggetti e attrezzature di valore tra cui un tagliaerba di ultima generazione. Tutto è stato restituito ai legittimi proprietari, tra cui il Comune di Mirandola e quattro persone sono state denunciate a piede libero per ricettazione.

I fondi - Il campo all' interno del quale è stata trovata la refurtiva esiste grazie alle tasse versate dai cittadini.
Non solo, a suo tempo, era stato attrezzato per rendere possibile la permanenza delle famiglie con l' utilizzo di fondi pubblici, ma dopo il sisma, è stato pure rimesso a nuovo con denaro destinato ai terremotati.

Le scosse del 2012 infatti avevano provocato alcuni danni alle fognature e agli impianti dell' area di sosta e poiché, senza chiedere alcun permesso, le famiglie di «nomadi» si erano spostate poco più in là, occupando abusivamente le piazzole sul viale di ingresso del cimitero di Mirandola, il Comune aveva deciso di intervenire quanto prima. Utilizzando fondi regionali per circa 50mila euro e prendendo il resto dalle donazioni fatte al Comune dai cittadini solidali con i terremotati, il sindaco Pd di Mirandola, Maino Benatti, aveva provveduto a riparare fogne ed impianti, spendendo quasi 100mila euro per gli interventi. E ben prima di aver completato l' assistenza ai mirandolesi. Il campo infatti era tornato agibile già nel 2014 e i «nomadi», una volta finiti i lavori, si erano convinti a rientrare, liberando (bontà loro) l' accesso al cimitero, e ritrovando l' area di sosta più accogliente di come l' avevano lasciata.
Ma non basta: poiché i nomadi nel periodo passato fuori dal campo avevano utilizzato più elettricità del previsto, il Comune aveva deciso di andar loro incontro, stanziando un fondo da 25mila euro per coprire i disavanzi in bolletta. Il tutto mentre sui mirandolesi alloggiati nelle baracche incombeva la minaccia del taglio delle utenze per i ritardi accumulati nei pagamenti delle salatissime bollette dei Map, completamente alimentati ad energia elettrica e, appunto, freddissimi in inverno e bollenti in estate.

Il sindaco - Appena tre giorni fa undici residenti del secondo campo nomadi di Mirandola erano stati denunciati per furto d' acqua: un idrante era stato manomesso in modo da portare acqua corrente alle roulotte, rifornendole senza che in bolletta venisse addebitato un solo euro. E, stessa cosa, era successa circa un anno fa con la corrente elettrica, alla quale le famiglie si erano abusivamente allacciate.

Giustificando le spese sostenute per il ripristino post-sisma del campo il sindaco aveva garantito che la nuova sistemazione avrebbe facilitato le operazioni di controllo e sicurezza. Dopo il ritrovamento della refurtiva, però, il primo cittadino, a chi ha sollecitato una espulsione dei colpevoli del furto dall' area attrezzata, non ha nemmeno risposto.

Alessia Pedrielli

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Commenti all'articolo

  • er sola

    16 Agosto 2016 - 08:08

    Zingari di merda voi e chi vi protegge.

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  • luigin54

    16 Agosto 2016 - 07:07

    E bruciare il campo con loro dentro ??? Sembra una buona soluzione x toglierci questa feccia umana dai piedi una volta x sempre. Questi non cambieranno mai è la loro cultura rubare xchè si fa fatica a lavorare.

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  • burago426

    16 Agosto 2016 - 00:12

    ma inutile dire che se hanno votato PD. E che c'entra!? Io non ho votato PD eppure abbiamo il Sindaco e giunta de PD. Ma con questo non mi dovranno incolpare se per esempio le strade fanno schifo ed è pieno di "parassiti"..

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  • realityman17m

    15 Agosto 2016 - 22:10

    RIAPRIRE TUTTI FORNI PER ZECCHE COME QUESTE, PER MUSSULMANI E ISLAMICI. ITALIANI , BASTA PD , RIPRENDIAMOCI L'ITALIA.

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