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La lettera

L'anatema del prete contro le banche: "Truffatori, ecco che dovete fare"

L'anatema del prete contro le banche: "Truffatori, ecco che dovete fare"

Alla sua età, 78 anni, tanti colleghi di Don Enrico Torta hanno appeso l'abito al chiodo da anni. Lui invece non sembra averne abbastanza e si è messo alla testa dei tanti risparmiatori truffati dalla Popolare di Vicenza e da Veneto Banca. Il fenomeno è ben noto ai lettori di Libero, sono circa 205 mila i correntisti che negli ultimi tre anni si sono visti bruciare sotto gli occhi 19 miliardi di euro. Come riporta il Giorno, alla vigilia di Ferragosto, il parroco di Dese, piccola comunità vicina al capoluogo veneto, ha preso carta e penna e ha scritto una lettera ai manager delle due banche per una ramanzina che scuote d'orgoglio tutti i truffati: "È stato commesso un crimine - ha detto don Enrico - e ora a pagare sono i risparmiatori. Devono mettere a posto tutto quello che è stato defraudato. Devono dare indietro i soldi. Sono convinto che ci sono fondi nascosti per garantire la salvezza delle banche. Hanno tante case, palazzi, quadri... - ha aggiunto il prete - che vendano tutto e che diano i soldi ai risparmiatori". Secondo il parroco di Dese la truffa non ha niente di diverso di una bestemmia: "Quando il denaro entra nel cervello non si riesce più a controllare, uno diventa avaro senza accorgersene. E allora le persone non valgono più niente, valgono i miliardi, i paradisi fiscali".

Anche don Enrico come i tanti rispamriatori truffati si chiede dove fosse lo Stato e gli organi di controllo quando tutti quei soldi venivano mal gestiti dai banchieri. Però conserva una speranza fortissima: "La giustizia deve tornare a essere alla base dell'etica. Questa riflessione deve essere nazionale, le persone devono aprire gli occhi".

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    17 Agosto 2016 - 10:10

    Don Torta ha perfettamente ragione, è ora di chiamare le cose col loro nome. Il sistema bancario è assolutamente e gravemente immorale, non meno che chi scippa o rapina la gente per strada. Vox clamantis in deserto, temo, però meglio dirle che tacerle, certe cose.

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  • Vittori0

    17 Agosto 2016 - 08:08

    ...ce lo stiamo chiedendo anche noi da qualche anno!!!

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  • filen

    filen

    17 Agosto 2016 - 08:08

    Belle parole che finiranno al vento quelli hanno la faccia come il culo e vanno a braccetto con i politici c è solo un modo per farsi ritornare indietro una parte dei soldi che hanno sperperato stanarli dalle loro case e metterli in piazza di fronte al popolo e dopo sono cazzi loro

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    17 Agosto 2016 - 08:08

    ho sempre scritto dapertutto, alle banche non si deve dare niente, ci obbligano al conto corrente e alla carta di credito, ma si lascia nel conto solo il denaro sufficiente a pagare le bollette, nulla di più. ed i soldi viverli, goderseli da vivi, poi per i poveri ci pensa il vaticano con la montagna di miliardi che si ritrovano i vescovi, possono anche vivere più semplicemente, come san feancesco

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