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Dopo-terremoto senza fine

L'Aquila è in ginocchio
Ma il suo sindaco torna
a lavorare in ospedale

Massimo Cialente primo cittadino part-time: "Sono anni che sono in aspettativa e ho necessità di un riequilibrio ai fini pensionistici"

Massimo Cialente

Massimo Cialente

 

Nel capoluogo abruzzese, distrutto dal terremoto del 6 aprile 2009, la situazione è disastrosa e il centro storico è nelle stesse identiche condizioni di 3 anni e 10 mesi fa. «Se all’Aquila non si lavora, che è la stessa cosa di “ricostruire”, meglio cominciare a fare il cambio di residenza», si è sfogato giusto ieri Ezio Rainaldi, delegato per la ricostruzione di Confindustria L’Aquila. Spiegando: «Il genio civile è al collasso: 1.200 pratiche sono al palo da sette mesi, nel più totale silenzio delle istituzioni e nella paralisi delle imprese ormai silenti e rassegnate. Stessa paralisi allo Sportello unico attività produttive, che ha decine di pratiche immobilizzate dallo scaricabarile da un ufficio all’altro». Se l’edilizia è al collasso meglio non va per il settore del commercio, con la LeClerc Conad che annuncia centinaia di esuberi nei suoi supermercati e centri commerciali. E in un tale scenario il sindaco che fa?

Massimo Cialente, dopo la batosta subita dal suo Pd alle elezioni (trombati persino big come Franco Marini, Paola Concia e Giovanni Lolli, si è salvata solo Stefania Pezzopane, unica aquilana sui 21 eletti, visto che la grillina Enza Blundo, quella che non sa nemmeno i numeri dei parlamentari che vorrebbe ridurre, è originaria di Castel di Sangro) e dopo aver visto così tramontare il posto da sottosegretario alla Ricostruzione che gli era stato promesso in un governo Bersani, ha pensato bene di tornare al lavoro. 

Il dottor Cialente, che sul web chiamano «Dr House» per la somiglianza con Hugh Laurie e per l’occuparsi, sia pure obtorto collo, di case e di C.a.s.e. (Complessi antisismici sostenibili ecocompatibili), infatti, da questa settimana, abbandonando la dispensa totale, cioè l’aspettativa senza retribuzione, a cui aveva fatto ricorso finora, è di nuovo all’ospedale San Salvatore. Non al reparto di Pneumologia, dove lo si poteva incontrare fino al 2001, prima che la sua carriera politica decollasse portandolo per due volte alla Camera e poi per altre due volte sulla poltrona di primo cittadino, ma all’interno della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Non in prima linea, ma un incarico burocratico nell’ufficio di Risk management, remunerato con 3.200 euro netti mensili. 

«Lo devo fare», ha spiegato Cialente, «perché sono anni che sono in aspettativa e ho necessità di un riequilibrio ai fini pensionistici». E chissenefrega se una città interamente da ricostruire e in una situazione drammatica avrà  un sindaco part-time...

di Miska Ruggeri

 

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Commenti all'articolo

  • eureka.mi

    01 Marzo 2013 - 21:09

    Ora se lo tengano!

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  • Ares78

    01 Marzo 2013 - 18:06

    Quando vi faceva comodo, l'Aquila era praticamente già ricostruita, grazie al vostro padrone Silvietto... Ora invece che vi serve di screditare gli avversari, è colpa del sindaco. Siete penosi, andate giù a dargli una mano, che ci si guadagna tutti!

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  • blu521

    01 Marzo 2013 - 18:06

    Ha subito un terremoto, e cosa ancor più disastrosa, la gestione del nano frottolone. Lo stesso terremoto che bertoladro assicurava che non ci sarebbe stato. Un terremoto e due bananas al cubo, che volete che faccia un povero sindaco?

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  • alvit

    01 Marzo 2013 - 17:05

    Ci sono fior fiore di professionisti, che avanzano milionate di quattrini per i lavori svolti per la ricostruzione e sono quasi al tracollo finanziario, perchè non vengono pagati. Questo pseudosindaco komunista e la sua giunta, hanno altro da pensare, si, pensano ai ca@@i loro e fanno i loro interessi. Ora hanno la grillina che non conosce nulla e con questa buffa persona vogliono risolvere i problemi? Ciò succede dove ci sono le giunte rosse, avanzano le coop e i loro solidali e gli altri li fanno fallire. Ordine di partito.

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