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Le lettere

Quel "poverino" del colonnello dell'Isis. Così i compagni italiani lo difendevano

Quel "poverino" del colonnello dell'Isis. Così i compagni italiani lo difendevano

C'è un filo nero che collega l'estremismo islamico e i militanti anarchici e neobrigatisti italiani. Un collegamento raccontato anche dalle lettere che il colonnello dell'Isis arrestato in Libia, Fezzani Moez Ben Abdelkader, detto anche Abu Nassim, scriveva agli "amici", i compagni anarchici attivi a Milano. Abu Nassim era stato arrestato a maggio 2010 e detenuto nel carcere di Rossano Calabro, in provincia di Cosenza. Il destinatario delle sue lettere era l'associazione Ampi orizzonti, che ha inserito le carte nel dossier "è Ora di Liberarsi dalle Galere", con il quale gli anarchici milanese fanno controinformazione sullo stato delle carceri.

I punti in comune tra le rinascenti Br e i terroristi islamici stanno tutti nella lotta all'imperialismo americano e contro la misura dell'isolamento nelle carceri. Per i compagni italiani, gli estremisti islamici sono "prigionieri di guerra arabi". Nel dossier "Guantanamo italiane - Dalle sezioni speciali per araboislamici" del 2014 c'è la rappresentazione plastica del legame tra i due mondi, considerando che il dossier porta le firme dei principali "prigionieri politici" rossi come Alfredo Davanzo e Claudio Latino. Dal carcere di Siano, in provincia di Catanzaro, scrivono: "Siamo solidali con la loro lotta contro il carcere dello Stato imperialista italiano".

Per far breccia nei cuori dei compagni italiani, Abu Nassim aveva raccontato il suo curriculum carcerario. Quegli ultimi sette anni passati a Bagram, in Afghanistan, prigioniero dell'esercito americano, lo hanno reso praticamente un martire: "Ero legato al muro con i ferri - racconta in una lettera agli amici italiani - come i gladiatori romani, ricoperto dal suono della musica rock 24 ore su 24... Non dovrei trovarmi in carcere perché ho diritto all'asilo politico, perché dopo 7 anni nell'inferno di Bagram sono stato considerato innocente". Quando è tornato in Italia, Abu Nassim è stato espulso nel 2013, prima della condanna. In Tunisia ha fatto carriera tra le fila dell'esercito del Califatto, fino a toccarne i vertici.

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    20 Agosto 2016 - 10:10

    chi lo difende sono le solite teste di cazzo della sinistra ,brigatisti ecc.?

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  • lupoclauss

    19 Agosto 2016 - 10:10

    Il problema è sempre lo stesso. Questi delinquenti e terroristi vengono protetti e accolti da rinnegati delinquenti e terroristi italiani. La rete del terrore supporta i criminali. Perché non si indaga seriamente su connivenze e complicità di cui godono in Italia terroristi e criminali di ogni genere (anche istituzionali ). A partire dagli scafisti di mare ASI (associazione scafisti italiani) ex marina militare che li traghetta a chiamata dei lori colleghi scafisti libici.Per continuare con i cosiddetti "scafisti di terra" (sindacati, associazioni e coop specializzati nello spillare soldi al nostro disastrato bilancio statale, avvocati senza scrupoli che si arricchiscono a spese nostre inventandosi cause e ricorsi ...), per finire ai complici nella politica e anche in parlamento . Credo che il CSM potrebbe indagare anche su alcune sentenze Pro terroristi ...

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  • nick2

    19 Agosto 2016 - 08:08

    Chi scrive cazzate del genere ha il dovere di firmarsi. Non si vergogna?

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    • bocciatore

      20 Agosto 2016 - 00:12

      nik, vai a cagare beota rosso

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    • infobbdream@gmail.com

      infobbdream

      19 Agosto 2016 - 21:09

      penso che il lupo abbia ragione su tutto, perché deve vergognarsi ? perché scrive la verità? si deve vergognare chi fa finta di non vedere e si nasconde con l'omertà.

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