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Questione di eredità

Luigi Gatti, da otto anni ibernato e senza sepoltura per colpa della giustizia

Luigi Gatti, da otto anni ibernato e senza sepoltura per colpa della giustizia

E' ibernato in una cella frigorifera da ben otto anni. Ma Luigi Gatti, armonicista di talento e successo deceduto a 87 anni nel 2008, non è uno di quei visionari convinti di poter tornare in vita quando in un lontano futuro le tecnologie (chissà) lo consentiranno.

E' invece vittima delle lungaggini della giustizia italiana e di una lite per una eredità. Che è quella di Vittorio Cini, conte di Monselice deceduto nel 1977 dopo essere stato ministro dell'ultimo governo Mussolini nel '43 e poi ideatore del porto di Marghera. Uomo ricco, ebbe quattro figli: Giorgio, morto nel '49, e poi Minna, Ylda e Yana. Come racconta il quotidiano Italia Oggi, si sposò anche due volte, la prima volta con Lydia Borelli e la seconda con la marchesa Maria Cristina Dal Pozzo.

Ma nella sua vita personale un ruolo potrebbe averlo avuto anche la madre di Luigi Gatti, l'ibernato, la quale prima di morire dichiarò che il suo Luigi era figlio di Vittorio Cini. A promuovere la causa per accedere all'eredità è stata la moglie di Luigi Gatti. Da lì è partita una querelle giudiziaria che ancora non si è conclusa. Diversi sono stati i prelievi dai tessuti molli e dalle ossa dell'ibernato, con l'obiettivo di ricavarne il dna e compararlo a quello del presunto padre.

I risultati paiono escludere che tra i due vi fosse davvero una parentela, ma tra ricorsi e controricorsi la vicenda giudiziaria non si è ancora conclusa. Ora potrebbe essere la Cassazione, che si dovrà pronunciare tra non molto, a farlo. Sempre che non decida di rinviare gli atti a qualche tribunale. Intanto, il povero Luigi gatti, che in vita non aveva mai avanzato alcuna pretesa di eredità, continua a restare senza sepoltura, "surgelato" in una cella frigorifera dell'ospedale di Bolzano.

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