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Misure estreme

La sorella indossa la minigonna, lui le spara: non è successo in Arabia ma in Italia

La sorella indossa la minigonna, lui le sparaNon è successo in Arabia ma in Italia

Geloso, possessivo, arrabbiato per alcuni atteggiamenti troppo disinvolti - secondo lui - della sorella minore. E così le ha sparato. Non è successo in Arabia Saudita ma in Italia, nel 2016. L'Isis non c'entra, nemmeno il Corano.

E' accaduto in Calabria, a Nicotera, in provincia di Vibo Valentia. "Mio fratello sembrava un diavolo", racconta la ragazza, Marisa Putortì, 21 anni, al Corriere, "mi ha puntato addosso il fucile e ha sparato. Sono caduta e ho chiuso gli occhi per il dolore". Marisa parla della gambizzazione ad opera del fratello Demetrio, quattro anni più grande. 

Marisa spiega che dopo la morte del padre Carmelo, sei anni fa, Demetrio pensava di sostituirsi alla figura paterna. E' diventato molto presente nella vita della sorellina, pressante, ossessivo. Le proibiva di frequentare persone che non gli andavano a genio e di vestirsi in un certo modo, a suo parere troppo provocante. Non andavano d'accordo da anni, quasi non si salutavano.

La ragazza si sfoga con i giornalisti dal suo letto di ospedale: "A lui dava fastidio ogni cosa che facevo... Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici".

Marisa ha anche un figlio di 5 anni, Carmelo, avuto in adolescenza dal suo attuale compagno, Massimo D’Ambrosi, 24 anni e un lavoro saltuario. "Ero vigile in ambulanza. Sentivo i medici che si auguravano che i pallini non avessero colpito l’arteria femorale, “altrimenti non ci arriva in ospedale”, dicevano tra loro.

Davanti agli inquirenti, la giovane ha taciuto il nome dell'aggressore, forse per proteggere il fratello. "Lui è uno schizofrenico. Non lo odio però, provo solo indifferenza. Voglio che paghi per quello che ha fatto e quando lui uscirà di prigione io me ne andrò da Nicotera".
 
Demetrio Putortì 24 ore dopo aver sparato alla sorella si è costituito ammettendo le sue responsabilità. L'uomo è in stato di fermo e si indaga su come abbia potuto reperire il fucile e sui suoi rapporti con esponenti della criminalità organizzata locale.  In carcere ha incontrato sua madre. Quanto alla sorella, è stata operata perché i pallini del calibro dodici le hanno bucato le gambe e spezzato il femore destro. Dovrà stare ferma per alcuni mesi dal lavoro. Fa la barista in un locale del centro di Nicotera Marina dove venerdì sera è avvenuta la sparatoria e dove lei era stata assunta sei mesi fa. 

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Commenti all'articolo

  • bozzicolonna

    22 Agosto 2016 - 23:11

    i coglioni non hanno patria , religione o colore.. li trovi dappertutto!

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  • fausta73

    22 Agosto 2016 - 12:12

    Dopo la morte del padre, sei anni fa, la ragazza rimase subito incinta e il fratello si sarà preoccupato. Ma ormai doveva disinteressarsi, visto che il ragazzo fisso ce l'aveva. piuttosto poteva cercare di far trovare un lavoro al cognato.

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  • blues188

    22 Agosto 2016 - 11:11

    Sembre in Galabbria succede. Ma che t'aggia a dì, solo da nnoie bossiamo fare giò che vogliamo e loSdado non medde mano. Arrabbiada saudita fu e ber davvero.

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  • FabiettoFJ

    22 Agosto 2016 - 11:11

    Ha ragione la Boldrina. Integrazione ? Si può. Questo è l'esempio lampante di come gli italiani (o meglio, i meridionali) si stanno adeguando agli usi e costumi delle nuove risorse. "Presto lo stile di vita dei migranti sarà lo stile di vita di tutti noi", disse un giorno la presidenta. La missione si sta compiendo. Timoteo complice.

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