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Terremoto ad Accumuli, Amatrice e Arquata, la tragica coincidenza con L'Aquila. Il sismologo: "Verranno altre scosse"

Terremoto ad Accumuli, Amatrice e Arquata, la tragica coincidenza con L'Aquila. Il sismologo: "Verranno altre scosse"

Il paragone è automatico: Accumoli, Amatrice e Arquata come L'Aquila. Il terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito l'area compresa tra Marche, Umbria e Lazio appartiene allo stesso fenomeno di "stiramento dell'Appennino". Diciotto scosse di varia intensità, dalle 3.36 del mattino (a L'Aquila il 6 aprile 2009 il disastro iniziò alle 3.32) fino alle 7 passate. "È una zona ad altissimo rischio sismico in cui incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che secoli passati hanno fatto già registrare gravi episodi sismici", spiega all'agenzia Adnkronos Andrea Tertulliani, sismologo dell'Ingv. Quest'area, evidenzia il sismologo
Tertulliani, "è un'area Appenninica dove incidono faglie sismogenetiche simili a quelle che hanno già fatto registrare nei
secoli scorsi terremoti imponenti". Dunque, continua il primo ricercatore dell'Ingv, scosse come questa che ha colpito il Centro
Italia "sono state già registrate nei decenni passati" e "riteniamo che altre ne verranno".

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Commenti all'articolo

  • wilegio

    wilegio

    24 Agosto 2016 - 09:09

    Quindi? Cosa facciamo? Quando? Dove? E' assolutamente inutile diffondere panico, perché nessun terremoto è prevedibile, almeno non in un lasso di tempo preciso. Si possono solo definire "aree a rischio sismico" e provvedere alla sostituzione di tutti gli edifici con altri antisismici... ma chi paga? Altre fantasiose soluzioni, come evacuazioni in massa, sono impraticabili.

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