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Dopo il terremoto, è corsa ai soccorsi. Le accuse di volontari e feriti

Dopo il terremoto, è corsa ai soccorsi. Le accuse di volontari e feriti

Un dispiego di forze enorme per soccorrere l'Italia Centrale devastata dal terremoto. È il ministro degli Interni Angelino Alfano ad annunciare le risorse messe in campo: "Ad Amatrice sono operativi 131 Vigili del Fuoco e 27 ad Accumoli che è stato il luogo più difficile da raggiungere; 178 raggiungeranno a breve i luoghi del disastro per essere distribuiti nelle zone più colpite. Nell'area di Ascoli Piceno, ad Arquata sono al lavoro 31 uomini e ne arriveranno altri 52, mentre a Pescara del Tronto ce ne sono 20 e se ne aspettano altri 36. Il bilancio complessivo delle risorse umane impiegate è quindi di 219 già operative in tutto il teatro e 276 che vi giungeranno a breve per un totale di 485 forze dispiegate. Le unità provengono dagli assetti operativi delle regioni Lazio, Toscana, Campania, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Umbria". Al lavoro, per l'individuazione di persone rimaste sotto le macerie, 17 unità cinofile e 6 funzionari tecnici, con altri in arrivo. "Strategico - spiega Alfano nel comunicato - il ruolo dei reparti volo: 6 elicotteri sono impiegati per il trasporto di uomini nei luoghi interessati all'evento sismico e per trasportare nei più vicini ospedali le persone ferite in modo più grave. I 6 elicotteri hanno una operatività diffusa e provengono dai reparti di Roma, Bologna, Pescara ed Arezzo. Ci sono infine 40 mezzi movimento terra utilizzati per la rimozione delle macerie. Tra questi sono compresi anche dei mezzi speciali, chiamati USAR, destinati a contenere i crolli degli edifici pericolanti". 

La polemica sui soccorsi - Imponente anche la partecipazione di decine e decine di volontari, accorsi dai Comuni limitrofi. Molti di loro nelle prime ore della mattina hanno accusato la "mancanza di coordinamento": "Nessuno ci dice cosa fare, così è tutto più difficile", lamentavano intervistati in tv. Anche tra gli scampati affiorava la rabbia per soccorsi arrivati in grave ritardo, "anche tre ore dopo la scossa". A questo proposito, comunque, è la stessa Protezione civile a mettere in guardia i volenterosi: prima l'invito a non intasare la via Salaria, principale arteria di soccorso. "Per i soccorsi - è l'invito ufficiale - non improvvisarsi ma rivolgersi a realtà (CRI, Protezione Civile, SMOM, Avis per sangue) collegate ai soccorsi istituzionali". Proprio la Croce Rossa ha attivato una raccolta fondi dedicata: è possibile donare attraverso l'IBAN: IT40F0623003204000030631681 utilizzando la causale "Terremoto Centro Italia". L'Avis in mattinata ha invitato tutti a donare il sangue all'ospedale De Lellis di Rieti (portando documento d'identità e codice fiscale).

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Commenti all'articolo

  • arwen

    24 Agosto 2016 - 17:05

    "anche 3 ore dopo la scossa". Capisco chi è rimasto provato dal sisma. La confusione, delusione, rabbia e paura provata. Ma che ci sia qualcuno pronto a sfruttare queste parole dettate dal momento per costruirci sopra castelli di inutili polemiche lo trovo sordido. Qualcuno conosce le strade che portano ad Accumuli e Amatrice? No? Sapete che le strade erano inagibili o ostruite? 3 ore? un miracolo

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  • kufu

    24 Agosto 2016 - 14:02

    Polemiche?!? Non staremmo in Italia

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