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Parole, soltanto parole

Feltri, la verità amara sul terremoto: "Perché pensano ai morti, ignorano i vivi"

Feltri, la verità amara sul terremoto: "Perché pensano ai morti, ignorano i vivi"

Di solito succede questo: le grandi tragedie nazionali mobilitano i mezzi di comunicazione, che per qualche giorno non fanno altro che parlarne in tutte le salse fino alla saturazione. Le maratone televisive, che riprendono da ogni angolazione i danni provocati dal terremoto, durano meno di una settimana, sempre le stesse, i soliti cumuli di pietre, mani nude che scavano, cadaveri, gente disperata, lacrime.

D'altronde che altro potrebbero fare i giornalisti se non raccontare ciò che hanno sotto gli occhi? Ma la ripetitività a lungo andare spegne le emozioni che si tramutano in noia. Tra un po' i riflettori si trasferiranno dall’Umbria, dalle Marche e dal Lazio in altri luoghi e anche l'ultima sciagura sarà archiviata, salvo tornare a bomba quando si scoprirà che qualche malfattore, approfittando del dolore altrui, avrà trovato il modo di arricchirsi: appalti, stecche, prezzi gonfiati.
C'è una regola che non muta mai: le disgrazie sono occasioni d'oro per chi non ha scrupoli. L'esperienza ci ha istruiti. Cosicché alla fine di settembre saranno pochi, oltre ai terremotati, a ricordarsi del flagello che ha martoriato il Centro Italia. Compariranno qua e là notizie riguardanti la ricostruzione, che tarderà a cominciare, il recupero dei capitali necessari a finanziare le opere, le beghe tra le imprese che cercheranno di accaparrarsi gli appalti. Nulla di appassionante. E le nostre coscienze si quieteranno. Ecco quanto è sempre successo e succederà ancora. Le brutte abitudini sono le più resistenti.

Personalmente, in veste di cronista ho seguito parecchie calamità: il sisma che distrusse il Friuli nel 1976, quello che sbriciolò l'Irpinia nel 1980, quello di Perugia e dintorni nel 1997 e, assai recente, quello che ha violentato l'Emilia. L'indomani di ogni catastrofe si è assistito alle medesime immancabili scene e si sono uditi i medesimi discorsi improntati a buone intenzioni, a prescindere dal colore del governo in carica: faremo, brigheremo, ci impegneremo affinché le prossime scosse non ci colgano impreparati.

Parole, parole, soltanto parole. Esportiamo in vari Paesi le nostre tecnologie da applicarsi agli edifici al fine di renderli sicuri, ma non le applichiamo in Patria. Siamo bravi nella cura di ogni territorio tranne quello che calpestiamo. Perché? Si possono avanzare soltanto ipotesi: non siamo capaci di organizzarci, abbiamo una classe politica scucita e perennemente in polemica con se stessa. Risultato, anziché fare, discutiamo. Si pensi che non abbiamo ancora un piano per le zone attualmente disastrate. Le istituzioni, la Boldrini in testa, si dannano per ottenere esequie collettive per le vittime. Sono più preoccupate dei morti che dei vivi. Spendono molti quattrini per i profughi e lesinano aiuti per i nostri connazionali bisognosi.
Insomma, questa è la situazione e non promette niente di buono. C'è il timore che i terremotati siano costretti a stare in tenda mesi, mentre gli extracomunitari si crogioleranno in belle camere d'albergo, ben pasciuti, nutriti e riveriti. L'accoglienza e la solidarietà sono solo per individui di importazione.

Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • scorpio53

    31 Agosto 2016 - 09:09

    la risposta l'avete sotto gli occhi: avete dato notizia sulla prima pagina megafono sovernativo, qual'è l'unità: serve a spostare l'attenzione e la pressione della gente e dei media, ddagli azzeccacarbugli di turno alias il pifferaio magico!!! nel frattempo, negli ultimi giorni sono arrivati decine di barconi, carichi di migliaia di invasori e forse di qualche centinaia di neo dinamitardi.

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  • capitanuncino

    29 Agosto 2016 - 05:05

    A mio parere pensano più agli immigrati che agli italiani ed ancora meno a chi ha necessità.State pure certi che quei poveri cristi rimarranno nelle tende molto a lungo.Del resto,un atteggiamento irrispettoso e razzista nei confronti dei propri connazionali,denota un marcato interesse a scopo elettorale.

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  • libero14

    29 Agosto 2016 - 03:03

    Riccardo Cecchini (più sotto) : 1) Non si scrive "che gli dà pure la colpa per il terremoto", ma "che dà loro pure la colpa per il terremoto" (immigrati, plurale). - 2) Sempre con queste bananas nella sua bocca. Provi a cambiare ogni tanto gustando il brivido di un corposo cactus. - Ebetino.

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    • JamesCook

      31 Agosto 2016 - 09:09

      Che classe!!! in quanto a finezza lei lo mette in culo a tutti......

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  • fiorgio

    28 Agosto 2016 - 16:04

    Bravo direttore Feltri un articolo che non fà una grinza mi sono schifato vedere la Boldrini in scena dal primo giorno come un avvoltoio sulla preda, almeno avessero avuto la furbizia di firmare un assegno per questa povera gente, ma è chiaro se hanno quelle posizioni politiche sono avidi e spilorci senza nessuna umanità.

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