Cerca

Chi pagherà

Terremoto ad Amatrice, tutti gli errori: gli avvertimenti e un documento inquietante

Terremoto ad Amatrice, tutti gli errori: gli avvertimenti e un documento inquietante

Il fazzoletto di Appennini tra Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto ha "rischio sismico alto", e questo si sapeva praticamente da sempre. Il terremoto sarebbe arrivato. Impossibile sapere quando, ma sarebbe arrivato. E la frequenza drammatica dei sismi di entità rilevante è di uno ogni 10-15 anni (nel 1979 e nel 1997 a Norcia, nel 2009 a L'Aquila), non uno ogni secolo. Eppure, tutti questi "avvertimenti" nei paesini montani delle province di Rieti e Ascoli sono stati praticamente ignorati. Risultato: centri abitati rasi al suolo e quasi 300 morti. Errori e sottovalutazioni di cui qualcuno, tra politici e amministratori, dovrà pagare il conto.

Nel 2012, sottolinea Repubblica, alla Regione Lazio venne consegnato il Piano di Protezione civile, poi aggiornato. Si legge: "Dobbiamo rilevare che l'edilizia abitativa e non del territorio comunale è per lo più risalente all'Ottocento e ristrutturata con vari interventi risalenti al Novecento, gli interventi in cemento armato e la loro diffusione sono sicuramente riconducibili agli interventi realizzati dopo il 1960, pertanto il rischio sismico è alto, lo testimoniano i danni riportati dall'edilizia causati dal sisma del 1979 e da ultimo quello del 2009 che interessò la città dell'Aquila".

Il Comune di Amatrice, già allora retto dal sindaco Sergio Pirozzi, avrebbe dovuto dunque "attuare le attività di previsione". Sempre in quel rapporto si legge: "Senza dubbio la tipologia costruttiva (muratura portante in pietrame locale) influenza in maniera determinante la vulnerabilità degli edifici esistenti con potenziali rischi per la popolazione, nei piccoli borghi e nel capoluogo, caratterizzati da vie strette senza slarghi". Dito puntato anche sui mancati controlli degli edifici pubblici, sia "in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso" sia per "le finalità di Protezione civile". Il Piano di Protezione civile aveva una precisione inquietante: il costone a Nord presso l'Hotel Roma "presenta terreni alluvionali sabbiosi limosi depositatesi su formazioni più consolidate che li rendono generalmente instabili". Ancora: nonostante l'alto rischio sismico certificato dallo stesso Comune, sono crollati dopo il sisma di magnitudo 6.0 edifici cruciali per la sicurezza della comunità come la scuola Capranica (ristrutturata nel 2013, se il terremoto fosse avvenuto di giorno avrebbe dovuto ospitare i cittadini in fuga dalle loro case), il municipio e l'ospedale, oltre a infrastrutture fondamentali per la viabilità (e i soccorsi) come il ponte di Retrosi. Pirozzi si è difeso così: "So quello che ho firmato, lo spiegherò alla magistratura. Certo, non sono un tecnico".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • kufu

    28 Agosto 2016 - 16:04

    Pirozzi non è più superstar???? Eppure i primi giorni c'erano certi titoloni da sindaco coraggio per l'ex AN

    Report

    Rispondi

  • kufu

    28 Agosto 2016 - 16:04

    Pirozzi non è più superstar???? Eppure i primi giorni c'erano certi titoloni da sindaco coraggio per l'ex AN

    Report

    Rispondi

blog