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Autunno da incubo

Le promesse di Renzi? A rischio: da terremotati a profughi

Le promesse di Renzi? A rischio: da terremotati a profughi

Nella concitazione del post-terremoto non è sfuggita una promessa del governo: entro un mese i 2.500 sfollati del fazzoletto di Appennini compreso tra Amatrice e Pescara del Tronto lasceranno le tendopoli d'emergenza allestite dopo il sisma. Matteo Renzi ha sempre professato "calma e gesso", e anche oggi l'ha voluto ribadire: "C'è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate". 

In attesa dei minichalet - Tutto condivisibile, ma proprio per questo quella promessa di far presto (un mese) anche per evitare ai terremotati le insidie del freddo invernale sembra scontrarsi con la realtà. La concertazione tra governo ed enti locali ha portato all'accantonamento sia dell'ipotesi "new town" modello L'Aquila sia dei container tradizionali. Si procederà con la consegna di prefabbricati in legno, 700 mini-chalet più economici (costo totale 35 milioni) e più facili da allestire in attesa della ristrutturazione (forse meglio dire ricostruzione) dei borghi originali, ipotizzata con ottimismo in 5 anni e al via dalla primavera 2017. Qui sorge il problema. I tempi di consegna dei mini-chalet sono decisamente più lunghi: tre mesi, con 20 giorni per allestire interni e allacciamenti. 

Tre mesi da profughi - Cosa faranno dunque gli sfollati in quei 2-3 mesi tra l'abbandono delle tende e l'insediamento nei mini-chalet? Dovranno ripiegare su sistemazioni d'emergenza, hotel sulla costa di Lazio e Marche. "A gruppi, per non disperdere la comunità", spiega il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Nel frattempo sarà diventato operativo il piano di governo e protezione civile, che prevede un contributo di 600 euro mensili a famiglia per trovare una sistemazione autonoma, con 200 euro aggiuntivi per quei nuclei che hanno un over 65enne, un disabile o portatore di handicap con percentuale superiore al 67% (300 euro di contributo massimo, invece, per i nuclei composti da una sola persona). Il contributo viene concesso "dalla data di sgombero dell'immobile e sino al rientro nell'abitazione". Tra qualche mese, si spera, si parlerà concretamente del "Casa Italia", mirabolante (e per ora molto fumoso) piano da 2-3 miliardi l'anno che dovrebbe prevedere, svela il consulente di Renzi Renzo Piano, incentivi e sgravi fiscali per chi ristruttura casa. Un problema che riguarderà però chi la casa ce l'ha ancora.

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Commenti all'articolo

  • encol

    30 Agosto 2016 - 09:09

    Le promesse di un ballista di mestiere potete immaginare che cosa siano.

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    30 Agosto 2016 - 09:09

    una nuova irpinia, a fine emergenza terremoto alla matriciana in italia ci saranno nuovi milionari e nuovi poveri, come sempre, e nel frattempo aspetteremo il prossimo terremoto alla puttanesca.

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  • er sola

    30 Agosto 2016 - 00:12

    Magari li facessero vivere come i profughi, con tutte le comodità che gli danno. Purtroppo dovranno vivere come gli altri terremotati mentre questi mascalzoni continueranno a percepire pensioni d'oro e privilegi di ogni genere.

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  • nick2

    29 Agosto 2016 - 21:09

    Prima eravate incazzati perché i terremotati non venivano trasferiti negli hotel, adesso vi incazzate perché verranno trasferiti negli hotel in attesa dell’allestimento dei mini chalet. Fai una cosa, anonimo scribacchino, spiega a protezione civile e governo cosa dovrebbero fare per rendervi contenti. Buffone!

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    • blackhunter

      31 Agosto 2016 - 08:08

      Per nick2: ci fai o ci sei ? Prima il sindaco Pirozzi ha affermato che gli abitanti non vogliono abbandonare il paese, poi ha detto che verranno sistemati in alberghi lungo la costa (d'inverno ?). E' a lui che devi rivolgere l'invito ad essere coerente...

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