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Amatrice e dintorni

Inchiesta, le carte su cui indagare sono sotto le macerie

Terremoto nel Centro Italia, il bilancio: tra le vittime suore e un bambino di 13 anni

Entreranno nel vivo domani le indagini sui crolli avvenuti alle 3.36 dell' alba del 24 agosto, uccidendo nel sonno almeno 292 persone. Ieri i vigili del fuoco hanno continuato a scavare nelle macerie per trovare gli ultimi 15 dispersi, oggi è il giorno dei funerali ad Amatrice e domani il procuratore di Rieti, Giuseppe Saieva, firmerà le richieste di acquisizione degli atti dai quali far partire le indagini per omicidio colposo e disastro colposo, i reati già ipotizzati all' indomani della catastrofe che ha colpito i quattro comuni a cavallo tra il Lazio e le Marche.

I tempi dell' inchiesta per accertare i responsabili dei crolli - che, secondo gli esperti, potevano essere evitati - non saranno rapidissimi. Le carte degli appalti messi in discussione dai cedimenti di strutture di recente ristrutturazione sono sommersi da cinque metri di calcinacci, le rovine sulle quali si è accartocciato il Comune di Amatrice. Lì sotto ci sono anche gli incartamenti della Edilqualità srl, la ditta di Gianfranco Truffarelli, che solamente nel 2012 aveva avuto mandato di rimettere a posto la scuola "Capranica", rovinosamente venuta già fin dalla prima notte maledetta e ormai quasi rasa al suolo, a causa delle scosse che continuano a far tremare la terra del borgo laziale. Truffarelli giura di aver vinto una gara per 700mila euro e che solo 163mila erano destinati dal bando al miglioramento sismico: nessun cenno ai necessari interventi strutturali che avrebbero potuto salvare l' edificio.

Ne è sicuro, l' imprenditore, anche perché «con 700mila difficilmente si poteva fare l' adeguamento sismico di tutta la struttura», ha ripetuto Truffarelli. Sicuramente il 65enne, costruttore edile, sarà sentito dai magistrati che indagano su questo e su tutti gli altri crolli, ma solamente dopo che le copie dei contratti saranno recuperate dalle rovine del palazzo del Comune, che era proprio al centro del Corso principale di Amatrice, la parte maggiormente colpita dal terremoto. Per ora la zona è transennata, per indicare a chiunque che è vietato l' accesso e che lì in mezzo c' è del materiale posto sotto sequestro giudiziario. Domani, probabilmente, partiranno anche i primi sopralluoghi tecnici dei periti che la procura di Rieti incaricherà di fare le perizie.

Gli inquirenti del reatino hanno le idee chiare: per ora non ci sono indagati, ma dopo aver verificato le défaillance strutturali della scuola e dell' ospedale di Amatrice e del campanile della chiesa di Accumoli, l' inchiesta punterà a chiarire anche le responsabilità dei privati per non aver messo in sicurezza le proprie abitazioni. Il dramma nel dramma, però, è che qualcuno lo aveva fatto. Ma palazzine adeguate sismicamente sono state trascinate al suolo da costruzioni abusive o ampliate in modo scellerato, seppellendo anche chi aveva provato a correre ai ripari, dopo il terremoto che nel 1997 aveva colpito Norcia, facendo da monito ai piccoli centri abitati che si espandono in tutta quell' area. Tra l' altro è del 1996 la legge sull' edilizia sismica che obbliga chiunque intervenga su «elementi strutturali dell' edificio» a fare almeno un «miglioramento sismico». Operazioni delle quali la procura di Giuseppe Saieva è intenzionata a cercare tracce, senza ignorare lo spunto del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il quale ha rivelato che ai suoi uffici «risultano stanziamenti antisismici per 29 edifici di Amatrice».
I magistrati della procura di Ascoli Piceno dovranno occuparsi dei crolli ad Arquata e Pescara del Tronto: per ora hanno aperto un fascicolo a modello 45, cioè senza indagati e senza ipotesi di reato.
L' obiettivo sarà quello di provare a fare una mappa quanto più possibile precisa dei cedimenti strutturali e dei punti dai quali sono state estratte le vittime, così da poter attribuire responsabilità precise.
L' ospedale di Amatrice, infine, è al centro di uno scaricabarile. La struttura non era stata messa in sicurezza, ma chi avrebbe dovuto occuparsene si giustifica dicendo che il nosocomio era finito nella black list del Governo, che nel 2012 aveva deciso di tagliare le strutture sanitarie con meno di 20 posti letto.
Perciò nessuno aveva dato il via libera a investire soldi per un ospedale che aveva i giorni contati, ma che nonostante tutto era agibile e in funzione. Anche su questo, dovrà fare chiarezza la magistratura.
riproduzione riservata Ogni terremoto di una certa energia può generare una sorta di "effetto domino": la faglia che si è messa in movimento finisce inevitabilmente per caricare di energia alcune delle faglie vicine, che a loro volta potranno liberare l' energia accumulata in un terremoto. «Ma il dove e il quando questo possa avvenire è imprevedibile» ha detto Warner Marzocchi, dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Così nell' area interessata dal terremoto del 24 agosto «ci sono tante faglie, ma non sappiamo se ed eventualmente quale di queste sia quella pronta ad attivarsi». In ogni caso, dopo un forte terremoto, le probabilità che avvengano altri forti terremoti sono «solitamente inferiori al 10%».
Anche il mondo del calcio si mobilita. «La Nazionale rappresenta la parte sportiva della nazione ed è sempre stata vicina alle persone quando sono accaduti fatti così tragici. La Federazione farà una donazione importante per ricostruire gli impianti che sono andati distrutti». Lo ha dichiarato il commissario tecnico della Nazionale azzurra, Giampiero Ventura, nel corso della conferenza stampa a Coverciano nel primo giorno di ritiro per preparare le partite degli azzurri contro Francia e Israele. «Anche noi della squadra vogliamo fare qualcosa di utile e bello - ha poi aggiunto Ventura -, ma questa è una sorpresa».
Passare in pochi giorni da eroe nazionale a presunto responsabile dei crolli. Destino amaro per Sergio Pirozzi, dal 2009 sindaco di Amatrice. Mercoledì notte è stato il primo a raccontare in tv ciò che aveva sotto gli occhi: un' ecatombe. E ringraziava i giornalisti, in lacrime, per l' opera di divulgazione. Adesso se vede un taccuino si scansa. Chiama i carabinieri per allontanare le telecamere: «Mi state buttando fango addosso». È l' ottovolante mediatico. Un giorno a narrare le gesta del «comandante in capo, «l' allenatore», che si aggira tra le macerie con la felpa "Amatrice" e le Adidas Trainer, prendendosi cura dei sopravvissuti e versando una lacrima per i morti. Il giorno seguente, tutto finito. La Procura fa capire che per il sindaco amatriciano è in arrivo un avviso di garanzia. La Regione scarica sul Comune. La ditta costruttrice scarica sul primo cittadino.
Lui prova a girare la responsabilità sull' ufficio tecnico: «Io sono parte lesa». La destra lo difende. Alla fine, ricordano, Pirozzi è un "camerata". Gianni Alemanno è stato tra i primi ad arrivare in aiuto. Fabio Rampelli idem. «Sergio è una brava persona», giura Francesco Storace, «mi danno fastidio questi attacchi, ci dimentichiamo la sofferenza nel vedere la sua città devastata e molti amici e concittadini morti sotto le macerie».

Roberta Catania

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