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Modello fallimentare

Errani, l'uomo dei disastri: così il commissario per Amatrice ha ignorato gli allarmi-terremoto in Emilia

Errani, l'uomo dei disastri: così il commissario per Amatrice ha ignorato gli allarmi-terremoto in Emilia

Il commissario per la ricostruzione post-terremoto ha alle spalle una bella trafila di tragici fallimenti. Matteo Salvini (e non solo lui) ha già definito "una follia" la scelta di Matteo Renzi di affidare a Vasco Errani una poltrona così importante. Il motivo? Basta dare un'occhiata a come la Regione Emilia Romagna retta dal bersaniano Errani dal 1999 al 2014 ha prima (non) gestito l'allarme sismico nei Comuni intorno a Finale Emilia e poi (mal) affrontato il drammatico evento del 2012 che, va detto, ha avuto un bilancio di morti decisamente minore rispetto a quello di una settimana fa (rispettivamente 27 e 292 morti). 

Gli allarmi ignorati - Come ricorda il Giornale, l'allarme sul rischio sismico di quei Comuni emiliani era già arrivato nel 1998, un anno prima dell'insediamento di Errani. Quell'allarme diventa ufficiale nel 2003, con un decreto della Presidenza del Consiglio. La Regione Emilia Romagna approvò la nuova classificazione, ma il decreto venne ignorato. Nessun intervento significativo per mettere in sicurezza l'area, una sottovalutazione che ha avuto effetti disastrosi. La Commissione d'inchiesta successiva non ha chiarito le responsabilità di chi governava, non escludendo nemmeno ipotesi "collaterali" come quelle che vedevano le estrazioni petrolifere con la tecnica del fracking come possibile causa del terremoto. Un anno prima, l'11 maggio 2011, la Regione voleva anche snellire la normativa antisismica e criticava la classificazione del governo, ritenuta troppo vincolante. 

"In 12mila ancora sfollati" - C'è poi la questione ricostruzione. Da molti il "modello Emilia", come quasi 30 anni prima il "modello Friuli", viene indicato come un esempio da seguire in tutta Italia per tempistiche e modalità di intervento. Il Giorno però mette in dubbio questa immagina da cartolina. Quattro anni dopo il sisma, per i sindaci dei nove comuni della Bassa modenese la ricostruzione è al 70%. Per il Comitato Sisma 12 addirittura al 30%. "Ai carissimi terremotati del centro Italia - commenta Sandro Romagnoli, di Sisma 12 - suggeriamo di non prendere a modello l'Emilia. La gente è ancora fuori casa anche se Regione e sindaci vogliono far credere il contrario". A funzionare è stata la ricostruzione del sistema economico (fabbriche, capannoni, stabilimenti industriali quasi subito tornati operativi), spesso a spese di imprenditori, privati e rimborsi assicurativi mentre, accusa Elisabetta Altrovandi, presidente di No Tax Area, "i centri storici sono al palo e pensare di riproporre un modello di ricostruzione fallace, proprio rispetto ai centri, in un contesto abitativo in cui il sisma ha distrutto i borghi è impensabile". Nel Modenese gli sfollati sono ancora 11.500, 12mila in tutto il cratere emiliano.

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Commenti all'articolo

  • Ben Frank

    Ben Frank

    01 Settembre 2016 - 08:08

    Vaskerrani commissario (politico) per il terremoto? Ma allora facciamo Schettino contrammiraglio della marina! Vabbè, Schettino un risultato lo porterebbe: l'aumento dei naufragi dei barconi, ma il kompagno Vasko cosa farà di buono. oltre a rimpinzare di appalti e milioni le coop rosse di famigliari, amici e kompagni di merende?

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  • orione1950

    orione1950

    31 Agosto 2016 - 12:12

    Ma allora non si é capito che le casse del pd sono a zero. La nomina é politica proprio per fottersi i soldi!!! Alla faccia della trasparenza tanto sbandierata dal buffone.

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  • bilauri

    31 Agosto 2016 - 11:11

    È possibile che tra tanti tecnici di notevole capacità e bravura si debba ricorrere ad un incapace politico?

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  • aliange

    aliange

    31 Agosto 2016 - 10:10

    Operare in pianura e operare nelle zone dell'ultimo sisma sono 2 cose diverse ,difficoltà maggiori è come se ad un marinaio gli fai scalare una montagna.........però se sono "amici o compagni" va bene così.

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