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L'inchiesta

La vergogna dei fondi anti-sisma. Ecco in che modo venivano spesi

La vergogna dei fondi anti-sisma. Ecco in che modo venivano spesi

Un euro su tre di quelli stanziati per il terremoto andavano ai consulenti. È questa l' interpretazione di chi ha potuto dare un' occhiata ai faldoni di carte che la Guardia di finanza ha iniziato a sequestrare ieri, bussando alle porte della Regione Lazio, della Provincia e del Genio civile di Rieti. Nel mare di una vasta documentazione è saltato agli occhi un documento del "sub commissario al sisma" datato 10 gennaio 2000 e che «dava approvazione a progettazioni» per oltre 60 milioni di euro destinati alla provincia di Rieti. Ciò che a una prima analisi sembra sospetto è che per ogni appalto siano stati incaricati tre progettisti, facendo di conseguenza lievitare i costi delle consulenze anche per lavori minori. Il risultato è che su uno stanziamento di 150mila euro, almeno 50mila andavano nelle tasche dei tecnici e appena due terzi del denaro era effettivamente impiegato per migliorare la sicurezza degli edifici pubblici (scuola, caserme, chiese).

Nel lungo elenco sequestrato dai finanzieri, e che presto sarà all' esame dei pm di Rieti che indagano per disastro e omicidio colposi, saltano agli occhi due anomalie: la frammentazione degli appalti - spesso entro i 150mila euro, così da rientrare tra quelli ad assegnazione diretta - e i nomi dei consulenti che si sono alternati da un paese all' altro, molti dei quali sono ex sindaci, assessori, figli di politici di lungo corso. E quando non progettavano collaudavano, o viceversa.

L' accelerazione chiesta nelle indagini dal Comune di Amatrice, che si è costituito parte civile, è arrivata dalla presentazione spontanea di Gianfranco Truffarelli all' Anac, l' associazione nazionale anti-corruzione che ha il compito di analizzare se le procedure d' appalto si svolgono in maniera corretta. Nel caso del geometra a capo della ditta Edilqualità, si è trattato di spiegare i dettagli dell' appalto che nel 2012 ha permesso di ristrutturare parte della scuola "Romolo Capranica", parzialmente crollata al centro della città sabina. Ieri l' imprenditore è andato spontaneamente a portare ai Finanzieri che cercano le carte dei lavori quelle che riguardano la ristrutturazione dell' istituto, proprio perché sicuro di essersi attenuto alle istruzioni del bando di gara che aveva vinto. Insieme alla documentazione, il geometra - accompagnato dall' avvocato Massimo Biffa - ha prodotto una ricostruzione fotografica di tutti gli step: 1.300 scatti delle fasi di ristrutturazione (riscaldamento, infissi, pavimentazione), che vanno dal primo muratore che mette piede nel plesso scolastico fino alla consegna dei lavori, più una lettera di Truffarelli, il quale spiega le «migliorie sismiche» che erano state richieste dal capitolato e per le quali erano stati stanziati appena 150mila euro, a fronte dei 700mila totali. Il geometra ha messo in chiaro che il Comune aveva commissionato una «parziale miglioria antisismica» che avrebbe riguardato solo i pilastri di due porzioni della scuola, quelle più esterne, quelle cioè rimaste effettivamente in piedi dopo il terremoto del 24 agosto scorso. Il faldone consegnato in serata all' Anac è uguale a quello che ieri mattina l' avvocato Biffi ha portato alla procura di Rieti e messo nelle mani dei pm che indagano: un incartamento molto ampio, almeno 20 fascicoli, con una lettera di accompagnamento che auspica una rapida verifica sul campo dei pilastri «incamiciati con fibra di carbonio» dalla Edilqualità, gli unici che hanno retto alle scosse di questi giorni.
riproduzione riservata Non ci sono indagati a Rieti, il fascicolo è «ancora abbastanza vuoto», dice il procuratore Giuseppe Saieva.

Ma le indagini della Guardia di Finanza si stanno concentrando su 21 appalti e altrettante autorizzazioni che non dovevano essere date. Sotto accusa, più di tutti, è la scuola "Capranica" di Amatrice ristrutturata nel 2012 e già crollata come un castello di sabbia. Chi non ha voluto seguire criteri antisismici? «Lavori irregolari», secondo i finanzieri, che sono andati ieri negli uffici della Provincia di Rieti e della Regione Lazio a caccia di documenti sugli appalti per i lavori negli edifici pubblici e privati inopinatamente crollati. Carte, in parte, ancora introvabili, seppellite sotto le macerie. Le fiamme gialle hanno fatto visita anche alle ditte incaricate delle opere, in particolare quelle alla scuola della cittadina del Reatino, che ha pagato il tributo più alto di vittime, e alla sede del Genio civile. Sotto osservazione i permessi e le certificazioni delle imprese. Il Nucleo anticorruzione e i Nuclei di polizia tributaria della Finanza si sono presentati a Torino e a Bari.

L'inchiesta dei quattro pm coordinati dal procuratore Saieva punta in modo inevitabile sugli appalti per la ristrutturazione degli edifici. Prima si raccoglie «tutto il materiale utile. Quindi si porrà un problema logistico», ha detto Saieva. La Finanza agisce anche su mandato dell' Autorità nazionale anticorruzione (Anac), il cui presidente Raffaele Cantone ha dichiarato che le verifiche riguarderanno pure altri edifici di Amatrice. «Chiederemo di allargare le indagini», ha affermato. Il presidente della Provincia di Rieti, Giuseppe Rinaldi, ha ricordato che la Regione Lazio stanziò dopo il terremoto dell' Aquila 5 milioni per i Comuni del Reatino. Oltre un milione andò ad Amatrice, scuola Capranica compresa.

Intanto, ieri, le vittime del sisma sono salite a 294. All' ospedale di Pescara si è spento il ragazzo 23enne ferito gravemente sotto alle macerie della sua casa ad Amatrice. Un bilancio destinato a salire, visto che mancano all' appello ancora alcuni degli ospiti dell' hotel Roma dove i vigili del fuoco continuano a scavare senza sosta. Ma la paura cresce perché le scosse continuano: due, forti (3.7 di magnitudo), si sono sentite nel pomeriggio tra Ascoli e la zona di Macerata. Altre due più forti verso sera. Per la paura la gente si è riversata in strada.

dall'inviato a Rieti
Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    02 Settembre 2016 - 08:08

    non è che oggi cambia, sarà la stessa cosa, cosa, il consulente del consulente che deve essere il paesan, amico del sindaco, cognato del giudice e nipote del finanziere del paese, insomma paesani, sappiamo bene come hanno funzionato le cose da sempre in quei posti e come va a finire, tutto insabbiato, meno i costi della magistratura e degli avvocati, per chiarire che sono tutti amici degli amici.

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  • anna.tomasi

    01 Settembre 2016 - 21:09

    un altro business per la sinistra: la Regione Emilia Romagna ha finanziato con schei pubblici, 600 mila euro, la moschea di Mirandola, lasciando invece in macerie del luogo di culto cristiano della medesima.. Questi sono gli affari della sinistra e son certa che il papa pro tempore (per poco si spera), non ha nulla da obiettare.

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  • orione1950

    orione1950

    01 Settembre 2016 - 19:07

    Conoscendo come funzionano queste cose, bisognerà dare mandato alla Guardia di Finanza di controllare le entrate del partito democratico e le uscite dell coop e dei consulenti che errani chiamerà a dargli una mano.

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    • anna.tomasi

      01 Settembre 2016 - 21:09

      anche qui terre emerse? o sommerse?

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  • Yossi

    01 Settembre 2016 - 18:06

    Per favore pubblicate i nomi di questi consulenti e di chi ha emanato appalti ad assegnazione diretta; credo che come contribuente, ho diritto di conoscere questi i nomi di questi campioni

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