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La testimonianza

"Come ho visto morire dieci donne". Cancro, la verità horror del chirurgo

Caso Hamer, parla il chirurgo: "Imbrogli contro il cancro, ho visto 10 donne morire"

"In cinque anni una decina di donne mi hanno detto di no, rifiutavano la chemioterapia". E poi sono morte. Parole di Domenico Samorani, responsabile di chirurgia al seno all'ospedale di Santarcangelo di Romagna (a pochi chilometri da Rimini), che intervistato dal Fatto Quotidiano si esprime in merito al metodo Hamer, di cui molto si è discusso negli ultimi giorni a causa della morte di una giovane donna che aveva rifiutato le cure.

"Con le terapie attuali la guarigione per questo tipo di tumore arriva anche al 90 per cento dei casi. E invece queste donne sono tutte morte. C'era una professoressa di lettere, una donna istruita, che è venuta da noi e le abbiamo diagnosticato un tumore alla mammella, l'ho quasi aggredita e le ho detto quali sarebbero state le conseguenze ma non c'è stato niente da fare perché era convinta di guarire come se la sua opinione fosse più importa della ragione e migliaia di ricerche scientifiche".

Samorani disegna un ritratto delle pazienti che hanno detto no alle terapie: "Uno potrebbe pensare che siano donne poco istruite, deboli. Invece spesso è il contrario, hanno studiato e sono istruite ma ormai siamo abituati a negare la morte, ad allontanarla. A volte sembra che il pensiero di perdere i capelli, di vedere il corpo sofferente per le medicine conti più dell'idea di guarire. Invece bisogna sottolineare come dopo la chemioterapia la vita ricomincia, più forte e bella di prima".

Sono soprattutto le più giovani a dire no, pazienti fra i 25 e i 45 anni. Se una paziente rifiuta la cura non c'è più niente da fare: "Non possiamo giudicare o condannare le pazienti - ha concluso Samorani - anche perché spesso poi ritornano e ci chiedono di assisterle."    

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