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Dopo la lettera del direttore

Matteo Renzi risponde a Feltri: "Sulle pensioni ecco come farò"

Matteo Renzi risponde a Feltri: "Sulle pensioni ecco come farò"

Dopo la lettera aperta del direttore di Libero Vittorio Feltri, il premier Matteo Renzi risponde sul tema delle pensioni.

Gentile Direttore, ho letto con interesse l' editoriale con il quale ha manifestato il suo disaccordo in merito alla nostra volontà di intervenire sulle pensioni basse. Rispetto la sua idea, ma ovviamente non la condivido. Per noi l' intervento sulle pensioni basse risponde ad una questione di equità e sta dentro una visione strategica dell' economia che poggia su due pilastri: inclusione e crescita. Rientrano nel paradigma dell' inclusione tutti quei provvedimenti che combattono l' impoverimento delle classi medie, come gli 80 euro a chi guadagna meno di 1.500 euro al mese (una riduzione strutturale delle tasse, altro che bonus!), l' eliminazione dell' Imu e Tasi prima casa, gli 80 euro per le forze dell' ordine, gli interventi appunto sulle pensioni a reddito complessivo da pensione al di sotto dei 1.000 euro e le agevolazioni per l' uscita anticipata dal lavoro.
Per la crescita, invece, sono stati messi in campo strumenti come il Jobs Act, che ha permesso la creazione di 585mila nuovi posti di lavoro in due anni, le riforme strutturali attese da decenni, la riduzione del costo del lavoro, gli sgravi strutturali alla contrattazione aziendale e al salario di produttività, il taglio all' Irap e all' Imu agricola, il super-ammortamento al 140%, la ripresa degli investimenti pubblici, il nuovo codice degli appalti e le norme sulla competitività che saranno nella prossima Legge di Stabilità. A proposito di pensioni, però, occorre essere chiari su un punto e fare una distinzione: nessuno tocca le pensioni retributive.
Chi prende una certa cifra, anche se inferiore rispetto a quanto effettivamente versato, non rischia in alcun modo di vedersela ridotta. Le pensioni, oggi, sono sicure per tutti. Per la prima volta in Italia, dopo anni, ne converrà che si parla di pensioni non per ridurle, ma per aumentarle.
Tra intervento sulle pensioni basse e meccanismi per favorire l' anticipo di uscita, sulla previdenza vogliamo mettere più soldi, e non di meno come accaduto in passato.
Le decisioni nel merito verranno assunte nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, è importante però che sia chiara la nostra filosofia di fondo: nelle tasche dei pensionati non si mettono le mani, ma più soldi. L' equità deve essere la stella polare della nostra politica economica. John Kennedy è stato il primo a dimostrare che le riforme che puntano ad aprire l' economia, a renderla più libera e più competitiva, funzionano solo se sono accompagnate da misure che rafforzano la rete di sicurezza che protegge i più deboli. L' unico modo per uscire dalla crisi, non solo in Italia, ma anche in Europa, è di riscoprire questa lezione troppo spesso dimenticata.
Grazie per le sue critiche, comunque, caro Direttore.
In un tempo di scontro totale, all' arma bianca, potersi confrontare con civiltà - anche senza pensarla allo stesso modo - è già un grande passo avanti.

Matteo Renzi

Ecco la contro-replica di Vittorio Feltri

Illustre Presidente, la ringrazio per la cortese risposta al mio intervento sulle pensioni. Sono convinto della pertinenza della sue osservazioni, gran parte delle quali condivido, specialmente quelle relative alla necessità di non penalizzare i pensionati, già abbastanza in difficoltà. In altri termini, non sono affatto contrario all' aumento degli assegni più bassi, ci mancherebbe. Il problema da me sollevato riguarda un altro aspetto assai delicato della questione. L' Inps introita ogni mese i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro. Questi soldi, oculatamente amministrati, dovrebbero essere restituiti in toto a chi li ha versati quando, a una certa età , va in quiescenza. Non si tratta di un regalo, bensì del rimborso di somme elargite in anticipo. Chiaro fin qui?
Nella realtà invece succede che i fondi accumulati grazie ai dipendenti e agli imprenditori vengano utilizzati anche per finalità diverse da quelle previste in origine. Ossia, servono per pagare le pensioni sociali a chi non ha sganciato contributi, per pagare la maternità, per finanziare la cassa integrazione guadagni e per acquistare immobili destinati di norma ai soliti raccomandati, che li occupano a pigioni di favore. Questo dal mio punto di vista è sbagliato. O meglio, è giusto dare una pensione anche a chi non ha versato contributi, ma non dovrebbe essere la Previdenza a provvedere alla bisogna. Certe spese, come la maternità, la cassa integrazione eccetera andrebbero sostenute attingendo alla fiscalità generale, separando la Previdenza dall' assistenza. Mi auguro che lei riesca - ma non sarà un gioco da ragazzi - a restituire all' Inps le funzioni che ne hanno ispirato la fondazione.
Ancora grazie.

Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • nik-nak

    11 Settembre 2016 - 14:02

    Le prediche e le promesse dei bugiardi, opportunisti, come da un poco più di un paio d'anni, vengono puntualmente smentite. Anche queste promesse faranno la stessa fine.

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  • marcellonove

    11 Settembre 2016 - 12:12

    Vittorio Feltri....e' come essersi sgolato inutilmente ovvero come aver parlato al muro, tanto lui fara' solo quello che gli ordina Napolitano da dietro le quinte.

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  • Leopard47

    11 Settembre 2016 - 11:11

    A Milano lo chiamerebbe Rosa il Bauscia detto "Bischero"

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  • Borg52

    11 Settembre 2016 - 10:10

    Come sempre grande Feltri! Ma, purtroppo, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il grosso problema è che le pensioni non supportate dai contributi versati sono quelle di coloro che dovrebbero modificare la situazione attuale ...... auguri.

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