Cerca

Lo studio

Laurearsi non conviene: si fa la fame
La paga horror degli italiani, i più poveri

Laurearsi non conviene: si fa la fameLa paga horror degli italiani, i più poveri

Laurearsi conviene? Non sempre. Almeno in Italia. La Commissione Ue mostra che l' Italia nel 2013 ha una delle quote di abbandono universitario più alte in Europa (45%), e una delle più basse di laureati fra i 30 e i 34 anni. Come spiega il Corriere, nella distrazione generale, "il Paese sta vivendo un' esperienza che ne mette in pericolo il ruolo nella competizione globale dei prossimi decenni: l' istruzione superiore è arrivata alla crescita zero".
Per la prima volta dal 1945 il numero dei laureati disponibili per le imprese sta smettendo di crescere. La Commissione Ue mostra che l' Italia nel 2013 ha una delle quote di abbandono universitario più alte in Europa (45%), e una delle più basse di laureati fra i 30 e i 34 anni. Nella distrazione generale, il Paese sta vivendo un' esperienza che ne mette in pericolo il ruolo nella competizione globale dei prossimi decenni: l' istruzione superiore è arrivata alla crescita zero.
Il sorpasso polacco Per la prima volta dal 1945 il numero dei laureati disponibili per le imprese sta smettendo di crescere. Resta fermo ai livelli più bassi nel confronto internazionale, mentre altri Paesi a reddito alto o medio-basso hanno imboccato la direzione opposta. L' Ocse di Parigi mostra che la popolazione laureata in Francia o in Germania cresce almeno il doppio più in fretta che in Italia e la sua incidenza è già molto superiore (vedi grafico). In Polonia nel 2014 vivevano 5,6 milioni di diplomati delle università, come in Italia, ma il sorpasso ormai è inevitabile. In Irlanda o in Corea del Sud l' intensità dell' istruzione superiore nella società è tripla, e in aumento costante.

Per quanto riguarda i compensi, c'è da disperarsi. Questi dati permettono di stimare ragionevolmente che in un anno come il 2015 siano usciti dall' Italia circa 100 mila laureati, ne siano entrati circa 27 mila (su 273 mila nuovi arrivati nel Paese) e altri 65 mila siano morti. Con queste forze in azione, i 212 mila nuovi diplomi dell' ultimo anno - stima Alma Laurea - basterebbero a far salire la quota di laureati sulla popolazione italiana di appena lo 0,12%. C' è però un problema: i 50 mila iscritti in meno all' università in questi anni produrranno presto una flessione nel flusso dei nuovi diplomi e questa può portare il tasso di crescita dei laureati allo zero-virgola-zero-qualcosa. Nel frattempo le tecnologie nei sistemi produttivi globali si fanno sempre più sofisticate, i concorrenti dell' Italia sempre più decisi a dominarle. Per un giovane, la scelta di smettere di studiare può apparire razionale: il salario medio d' ingresso di un laureato triennale è crollato da 1.300 euro del 2007 a 1.004 euro del 2012, se e quando trova lavoro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    12 Settembre 2016 - 11:11

    ...Segue->Allo stato attuale?TUTTO distrutto.Oggi navigano Ucraini,romeni,indiani,filippini,pakistani.Incompetenti teste di caxxo senza esperienza.E a terra rimangono più di 100.000 marittimi italiani.Alla fame.Quindi?Abbiate fede che verranno tempi assai neri avanti.Questo non è solo che l'inizio.Il peggio deve ancora venire.State sereni.

    Report

    Rispondi

  • capitanuncino

    12 Settembre 2016 - 10:10

    IO,da misero diplomato con 42 anni di esperienza mi sono trovato ad addestrare dei laureati...Bravi ragazzi,dalla parlantina lodevole,testa piena di numeri e teorie,purtroppo malizia ed esperienza ZERO.Da mettersi le mani nei capelli.Si sono fatti superare non solo dai polacchi,ma anche dai cinesi.

    Report

    Rispondi

  • brontolo1

    11 Settembre 2016 - 13:01

    la scoperta dell'acqua calda!troppe facoltà con troppi corsi inutili,ma solo poche università hanno (almeno per nomea) un titolo che vale!ci sono alcune in cui,se ti ci laurei,quando vai fare un colloquio per un lavoro,nemmeno ti fanno sedere per la bassa considerazione che hanno..!i rettori poi?molti si comportano da sovrani/tiranni,con tutto lo stuolo di cortigiani/e e ruffiani vari!

    Report

    Rispondi

  • blu_ing

    11 Settembre 2016 - 12:12

    se uno si laurea in stronzologia certo che fa la fame, esempio: filosofia, lettere, psicologia sociologia ecc, se uno si laurea in chimica ed affini e medicina certo che un lavoro lo trova e la laurea serve eccome, il problema e' che molti istituti superiori diplomano inetti ed incapaci figli del lions rotary ed affini i quali vanno a studiare stronzologia ed in fine a fare i CAMMERIERI a LONTTRRA

    Report

    Rispondi

    • capitanuncino

      12 Settembre 2016 - 10:10

      Di medici all'estero italiani ce ne sono pochissimi,Richiedono altri requisiti oltre la laurea.Una scuola che poteva dare posti di lavoro erano gli istituti nautici.Preparavano bene gli studenti e poi a bordo imparavano il resto.2 anni sotto qualificati,di duro lavoro,e sopratutto di studi ed esami presso il ministero della marina mercantile.Sette anni in tutto.5 di scuola e due di training.

      Report

      Rispondi

blog