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Dramma immigrati

Ventimiglia, il disagio di una città che sta per scoppiare

Ventimiglia, il disagio di una città che sta per scoppiare

«Basta decisioni calate dall' alto. È ora che il governo inizi a coinvolgere anche le Regioni nelle decisioni sulla gestione dei flussi migratori». Più che un semplice grido d' allarme quello lanciato dalla vicepresidente e assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Liguria, Sonia Viale, è un vero e proprio atto d' accusa nei confronti di dovrebbe decidere e non lo fa. E, soprattutto, una richiesta di assunzione di responsabilità da parte di chi dimostra non avere un metodo.

E se le parole della Viale arrivano al termine del vertice presieduto a Roma dell Commissione Immigrazione delle Regioni significa che la situazione è davvero seria. «C' è un comune forte disagio nei confronti del governo che continua a decidere unilateralmente», sostiene l' assessore ligure, «tramite i prefetti e i Comuni. Per invertire questa rotta, insieme a Veneto e Lombardia, abbiamo presentato la "Carta di Genova" sottoscritta dai presidenti Maroni, Toti e Zaia. Il testo sarà esaminato e approfondito per diventare poi parte del documento che le Regioni presenteranno al governo dopo un passaggio in Conferenza Stato-Regioni.

Nella Carta di Genova si chiede particolare attenzione per le regioni di confine e, vista la situazione di Ventimiglia, che sta precipitando, à urgente affrontare il tema in sede politica». E i numeri non lasciano margini d' interpretazione. Sono oltre 800 le persone, quasi tutte di nazionalità sudanese, presenti al centro di accoglienza allestito dalla prefettura al Parco Roja gestito dalla Croce Rossa e predisposto per accogliere circa 360 persone.

Per sopperire alla carenza di posti letti all' interno dei container, la Croce rossa ha allestito un' area con brandine da campo. «Continuano ad arrivare gli immigrati che nei giorni scorsi sono sbarcati in sud Italia», spiega il responsabile del centro di accoglienza, Valter Muscatello, «noi non mandiamo via nessuno: chi viene riceve i pasti e ha la possibilità di usufruire dei servizi igienici». Situazione difficile anche nella chiesa di Sant' Antonio dove vengono accolte intere famiglie provenienti soprattutto dall' Eritrea. Ad Abano Terme intanto i residenti sono sul piede di guerra, vista l' intenzione di utilizzare l' ex caserma Nato di Giarre per l' accoglienza dei profughi. Il rischio è quello di mettere in seria difficoltà l' attività turistica dell' intera zona. Per il governatore Luca Zaia si tratta di un atto «premeditato del governo» contro la sua Regione.

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Commenti all'articolo

  • milibe

    15 Settembre 2016 - 15:03

    accoglienza, integrazione, integrazione diffusa..............ne abbiamo le p...e piene, da parte dei politici pd e affini soltanto parole fatti concreti mai tutto sulla pelle dei cittadini

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    15 Settembre 2016 - 11:11

    Quando si dice scoppiare di "risorse"! Che a Ventimiglia eleggano sindaco la kongolese, ci penserà lei a mettere a posto le cose: clandestini afrikani nelle case e italiani sugli alberi!

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