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La sentenza

Cassazione, un processo fiscale può decadere se la moglie si addebita i versamenti sospetti

Cassazione,  un processo fiscale può decadere se la moglie si addebita i versamenti sospetti

La moglie ti salva dal Fisco. Proprio così: basta un intervento della vostra signora per evitarvi la mazzata. La Corte di Cassazione, con la sentenza 18065 del 14 settembre, ha stabilito che l'accertamento fiscale può cadere se la moglie del contribuente si attribuisce i versamenti sospetti. La Corte ha accettato l'ottavo motivo presentato dagli avvocati di un cointestatario di un conto con la moglie, contestando l'aumento dell'Irpef richiesto dagli uffici tributari.

Secondo il Collegio di legittimità il giudice, fermo restando il principio di formale divieto di prova testimoniale nell'ambito di un processo tributario, non può non tenere conto delle dichiarazioni di un testimone anche se a favore del contribuente. Il collegio infatti ha ribadito che queste dichiarazioni non posso diventare la base per l'esito di un processo ma il giudice è obbligato a tenerne conto.

 Nell' affermare questo principio favorevole ai contribuenti, la sezione tributaria ha inoltre chiarito che l' accertamento bancario basato sui versamenti può riguardare anche persone fisiche che non siano imprenditori, professionisti o comunque autonomi.

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Commenti all'articolo

  • maxdemax

    maxdemax

    16 Settembre 2016 - 06:06

    Quindi se leggo bene, non sifaceva un accertamento bancario se non solo a imprenditori, professionisti o comunque autonomi. MA LA LEGGE NON è UGUALE PER TUTTI. Cosi il solito fancazzista lavora in nero e nessuno gli può fare un accertamento. Tu sei un artigiano e ti massacrano con la presunzione che sei un BASTARDO EVASORE. FALLITAGLIA

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