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Scandalo equino

Star, carne di cavallo in alcuni prodotti. Sequestrate 300.000 confezioni

L'azienda: "Acquistata dalla Romania, avevamo già attivato forme di autocontrollo

Star, carne di cavallo in alcuni prodotti. Sequestrate 300.000 confezioni

 

Findus, Nestlè, Ikea. E ora anche l'azienda alimentare italiana Star. Con comunicato stampa, il ministero della salute ha comunicato stamattina, mercoledì 6 marzo, "Alcuni prodotti prodotti 'Star' sono risultati positivi a dna equino", spiegando poi che l’'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna di Brescia ha comunicato il riscontro della positività per carni equine non dichiarate in etichetta in quattro prodotti prelevati dal Nas di Milano presso la ditta "Star Stabilimento Alimentare S.p.A." di Agrate Brianza (Mb).

Accertamenti su tutta la filiera - Il ministero fa poi sapere che "nei prodotti citati - secondo l’azienda - erano state utilizzate partite di carne macinata congelata proveniente dalla Romania e acquistate dal fornitore francese Gel Alpes di Saint Maurice -  Manosque, già posto sotto attenzione da parte delle Autorità  transalpine". Dal canto suo, l'azienda ci tiene a precisare che "a seguito dell’allerta europea aveva già attuato il blocco in autocontrollo e le procedure di ritiro dal mercato dei prodotti finiti". Ad ogni modo, il Nas di Milano, che aveva comunque sottoposto a sequestro sanitario cautelativo oltre 300.000 singole confezioni, in data odierna le ha sequestrate giudiziariamente per violazione dell’articolo 515 del c.p. (frode commerciale) e sta procedendo agli accertamenti sulla filiera.

Le reazioni - Dure le reazioni delle associazioni di categoria: "Il comparto in pochi giorni ha perso il 16% delle vendite. E’ una vergogna che ogni volta che si parla di carne si gridi allo scandalo danneggiando un settore così strategico per l’Italia ed il Piemonte. E tutto questo senza che nessuno, magari a livello istituzionale, si prenda la briga di fare dei distinguo, di tentare una difesa". E’ quanto afferma il direttore di Confagricoltura Asti, Francesco Giaquinta, che prosegue: "l'inserimento di percentuali minime di carne di cavallo tra quella di manzo è senz'altro una frode in commercio, in quanto non è stata indicata in etichetta. Ma in quanto alimento sano non influisce in nessun modo nelle qualità sanitarie ed organolettiche del cibo". La pensa diversamente l'associazione dei consumatori Adoc:"E' gravissimo che i consumatori non possano sapere al 100% cosa  mangino sulle loro tavole - dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc - occorre intensificare i controlli, soprattutto preventivi, affinchè venga garantita la qualità dei prodotti destinati alle  famiglie. E’ necessario, in questo senso, potenziare il Nucleo Anti Sofisticazioni del Corpo dei Carabinieri, dotandolo di maggiori risorse affinchè possa svolgere il suo preziosissimo operato nel migliore dei modi".

 

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Commenti all'articolo

  • pinturicchi

    27 Aprile 2013 - 13:01

    Devono fare largo uso di prodotti star ..................Infatti da un po' di tempo sembrano tutti imbizzarriti .

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  • gianko

    08 Marzo 2013 - 20:08

    non è questione di nord o sud..gli allevamenti industriali sono una schifezza..quella BUONA costa molto di più e la comprano i ristoranti di lusso; poi i bovini dovrebbero mangiare solo erba e fieno non CEREALI e tutte le altre porcherie che gli mettono nei mangimi )ormoni, antibiotici, fattori della crescita, ecc..) abbiamo un sacco di montagne e colline che vanno in malora e hanno bisogno di pastori e mandriani.. altro che i capannoni x le mucche che NON SONO BULLONI

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  • allianz

    07 Marzo 2013 - 14:02

    A quanto pare vedo che il. teorema "Costa poco" e "guadagno tanto"da i suoi frutti.A quando i ravioli con il Kitekat?

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  • ubidoc

    ubidoc

    07 Marzo 2013 - 12:12

    La carne la compriamo buonissima in Argentina cioè all'estero. In Italia potremmo comprarla al Sud, cioè come sempre, dalla mafia,e si sa che i cavalli la mafia li usa male prima di ammazzarli.

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