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La protesta

L'orrore di un marocchino in carcere: l'arma con cui ha massacrato 2 agenti

L'orrore di un marocchino in carcere: l'arma con cui ha massacrato 2 agenti

Un marocchino di 40 anni, detenuto per reati minori nel carcere di Vigevano e vicino alla scarcerazione, ha usato parti degli arredi per ottenere un bastone appuntito con il quale ha colpito alla mano due agenti che, successivamente soccorsi, sono stati giudicati guaribili in 8 giorni. Una volta bloccato, l’aggressore è stato spostato in un’altra cella ma anche lì ha continuato a rompere gli arredi. Un secondo intervento del personale lo ha fatto finalmente desistere.

Il gesto folle dell'uomo è nato da una protesta senza nessun motivo logico. Sulla vicenda è intervenuto il il segretario regionale della Uil, Michele De Nunzio: "Dobbiamo constatare che gli episodi di aggressione iniziano a essere numerosi. Se la separazione per tipologie e circuiti detentivi ha una sua logica, in una casa di reclusione questo non dovrebbe accadere. Il detenuto pare sia stato inopportunamente assegnato a Vigevano in virtù della sua posizione giuridica. Segnalare questi fatti non basta: vogliamo avanzare suggerimenti dettati dall'esperienza sul campo all'amministrazione, chiedendo che, in determinati circuiti, si usino alternative".

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Commenti all'articolo

  • adler0068

    29 Settembre 2016 - 00:12

    in un carcere ex sovietico o cileno ai tempi di pinochet non avrebbe creato nessun problema...

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