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La direttiva

Arriva il test dell'ascella al lavoro . Occhio, se ti puzza rischi grosso

Arriva il test dell'ascella al lavoro . Occhio, se ti puzza rischi grosso

Puzzare è un diritto da difendere? E profumare è da consigliare vivamente? Se si lavino o meno prima di prendere servizio è affar loro. Ma a difendere il diritto di puzzare o meno ci pensa, immancabilmente, il sindacato. Che si è messo di traverso contro la decisione dell' Ulss 18 di Rovigo di monitorare lo stato di pulizia dei 1.500 infermieri e operatori socio-sanitari che lavorano nelle strutture sanitarie di propria competenza.

Il «test dell' ascella» è stato già ribattezzato, e prevede, anzi pare proprio che imponga, ai lavoratori che stanno quotidianamente a contatto con i pazienti, un test personale di igiene.

Sulla questione il sindacato dei dipendenti sanitari prima si fa serio e definisce il provvedimento «ai limiti della decenza».
Poi ironizza: verranno usati nasi speciali o degli annusometri? Ma l' Ulss non se ne cura e va avanti per la sua strada spiegando che "rilievi" e valutazioni sulla qualità dell' igiene dei lavoratori e affini verranno fatti in base a dei precisi «indicatori». Di certo, in tutta questa storia, c' è che avere a che fare con persone con le ascelle che puzzano, che sia al lavoro o sull' autobus, al mare o in montagna, in palestra o per strada, è davvero nauseante.

Figuriamoci in ospedale quando, per esempio, l' infermiere allunga la mano per darti il termometro o ti misura la pressione. Quella puzza che arriva al naso potrebbe diventare ancora più insopportabile.

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