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Il confronto

Morte di Caprotti, cambia la spesa. La classifica: quali sono i supermercati più economici

Morte di Caprotti, cambia la spesa. La classifica: quali sono i supermercati più economici

Ci sono poche cose che più della spesa al supermercato accomunano gli italiani, al di là dell’età, del luogo e del reddito. Proprio questa attività, nei prossimi mesi, potrebbe subire dei cambiamenti come non se ne vedevano da un decennio. La ragione di questa possibile rivoluzione è la morte di Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, e l’incertezza che ne deriva per quanto riguarda il futuro della sua azienda. Un lungo dissidio con i figli, a cui Caprotti cedette l'azienda alla fine degli anni Novanta, per poi riprendersela, ha sbarrato la strada a una transizione tra una generazione e quella successiva. Nel suo testamento, Caprotti ha diviso le quote dell'azienda tra i suoi figli e la sua seconda moglie, lasciandone il controllo alla seconda moglie e alla terza figlia. Nel panorama di una delle industrie più importanti per la nostra vita di tutti i giorni, molto cambierà se gli eredi troveranno un accordo per gestire una delle più grandi società di grande distribuzione del nostro paese, se si perderanno in battaglie legali o se decideranno di cederne il controllo.

IL CONFRONTO
Quando si parla di grande distribuzione (GDO), una delle questioni più importanti per gli italiani è capire dove è possibile trovare i prezzi più convenienti, che è poi anche uno dei terreni di scontro più aspro tra le varie catene. I dati più aggiornati sul panorama di oggi sono quelli di un'indagine di Altroconsumo, pubblicata all’inizio di ottobre. Secondo l’associazione, molto dipende dal tipo di spesa che i consumatori preferiscono fare: una spesa con prodotti di marca, una di prodotti economici oppure una spesa con prodotti misti. Chi preferisce riempire il carrello con prodotti di marchi, può risparmiare andando ai supermercati Unes, Conad e Coop, che secondo Altroconsumo sono in testa alla classifica. Esselunga, invece, non è particolarmente conveniente, mentre i francesi Auchan e Carrefour lo sono ancora meno.

Chi preferisce i prodotti a basso costo dovrebbe fare la spesa da Eurospin, una catena relativamente nuova, ma che è cresciuta moltissimo negli ultimi anni. Per i carrelli misti, fatti di prodotti commerciali e a basso costo, i più convenienti sono i supermercati Esselunga, Simply e i grandi supermercati Coop (gli Ipercoop).

Il tipo di spesa, però, dipende anche dalle abitudini personali e dalla geografia. Esselunga possiede solo supermercati molto grandi, collocati in genere nelle grandi città o nelle immediate vicinanze. Carrefour, Coop e Auchan hanno invece scelto di creare anche negozi molti piccoli, i mini-supermercati di quartiere. Auchan ha un totale di mille e ottocento punti vendita, Carrefour più di mille e cento e Coop circa ottocento. I piccoli supermercati, però, per quanto siano in genere comodi perché vicini alla propria abitazione, hanno in genere prezzi più alti.

LO SCENARIO
Ma perché la scomparsa di Caprotti rischia di cambiare questo quadro? La risposta è nell’importanza di Esselunga nel panorama della grande distribuzione italiana. Con un fatturato di 6,8 miliardi, Esselunga domina su quasi tutti i suoi concorrenti, come i francesi di Carrefour, che nel 2014 hanno fatturato 4,6 miliardi, e quelli di Auchan, che ne hanno fatturati 4,5. Quella dello scontro tra Esselunga e i giganti francesi è una storia di successo italiana. Carrefour e Auchan sono arrivati in Italia alla fine degli anni Novanta. Per alcuni anni hanno avuto una crescita impetuosa, mettendo in ombra Esselunga e arrivando a minacciare anche il peso massimo del settore in Italia, Coop. Ma tra il 2010 e il 2014, sia Auchan che Carrefour hanno cominciato a mostrare difficoltà. Diversi punti vendita sono stati ceduti o chiusi, i tempi di pagamento dei fornitori si sono allungati e i margini di guadagno si sono assottigliati. Una delle ragioni di questa crisi, secondo alcuni analisti, potrebbe essere che le due catene puntano molto sui franchising, che compongono una fetta maggioritaria dei loro esercizi. Le grandi catene italiane preferiscono di solito gestire direttamente i loro punti vendita.

GUERRA COI FRANCESI
Mentre dalla fine degli anni Duemila i francesi sono entrati in crisi, Esselunga è riuscita a migliorare i suoi conti e non solo: la società guidata da Caprotti ha raggiunto il primato nell'efficienza, ogni metro quadrato di spazio dei suoi supermercati genera sedicimila euro di vendite, il record assoluto in Italia. Alla fine del primo decennio del Duemila, Esselunga è tornata saldamente al secondo posto come maggiore società di grande distribuzione in Italia, riprendendosi la posizione che le era stata sottratta dai francesi. Soltanto Coop ha un fatturato maggiore di Esselunga, circa 11 miliardi.

Ma in questa cifra c’è una sorta di “trucco”, contro il quale lo stesso Caprotti si è scagliato più volte. Coop riesce a rimanere in attivo principalmente grazie alla cosiddetta “gestione finanziaria”, il risultato dei “prestiti sociali” fatti alla cooperativa dai suoi soci. Questi prestiti, vengono successivamente reinvestiti per produrre utili che in genere sono più abbondanti di quelli prodotti dall’attività dei supermercati. Nel periodo 2009-2013, ad esempio, la gestione finanziaria di Coop ha prodotto 889 milioni di euro di utile, contro 249 milioni provenienti dalla parte industriale. Coop, in sostanza, funziona in parte come una banca, raccogliendo e investendo risparmio, anche se, tecnicamente, non è affatto una banca.

LA GEOGRAFIA
Caprotti si batté a lungo contro le Coop e nel 2007 pubblicò il libro Falce e carrello, in cui accusava le amministrazioni di sinistra del centro Italia di ostacolare la penetrazione di Esselunga sul loro territorio. Di conseguenza, Esselunga è rimasta sempre legata al nord Italia e in particolare a Milano, la città dove è nato e dove è sempre vissuto Caprotti. La maggior parte dei centocinquanta esercizi di Esselunga sono concentrati in Lombardia e in una sorta di dorsale appenninica che va dal Piemonte alla Toscana, nessuno a sud di Arezzo (tranne uno aperto recentemente a Roma), ma nessuno nemmeno in Liguria (a parte un super a La Spezia) e nessuno a est di Verona e nemmeno in Romagna. Gli altri maggiori operatori del settore sono il discount Eurospin, quello che negli ultimi anni è cresciuto alla velocità maggiore, con un aumento del fatturato tra 2010 e 2014 di più dei 50 per cento, e Iper-Unes.

LA PREVISIONE
Mercoledì scorso con l’apertura del testamento che ha rivelato sue ultime volontà, Caprotti ha affidato il controllo della quota di maggioranza delle azioni alla sua seconda moglie e alla figlia avuta con lei, Marina Sylvia. Giuseppe e Violetta, che negli anni Novanta e nei primi anni Duemila si occuparono a lungo dell'azienda, controllano poco più del 30 per cento delle azioni.

Il management della società ha dato immediatamente un segno di continuità, dichiarando che per il momento le procedure di vendita di Esselunga iniziate da Caprotti sono state bloccate. Se i manager attuali saranno confermati, se gli eredi troveranno rapidamente un accordo per gestire la società, lo scenario della grande distribuzine organizzata in Italia cambierà poco. Se, invece la società finirà paralizzata dalle battaglie legali o se sarà venduta a una società concorrente, il nostro modo di fare la spesa potrebbe cambiare parecchio.

di Davide Maria De Luca

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Commenti all'articolo

  • scorpione2

    11 Ottobre 2016 - 13:01

    sono il mago di arcore, la mia palla di natale quella sinistra dice: entro un anno esselunga sara' ceduta, cosi parlo' il mago di arcore. uno degli acquirenti sara' il mago di ozzzzz, chi e' il mago di ozzzzz? e' quello che alle udienze sparisce sempre.

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  • ninolorenziniiol.it

    10 Ottobre 2016 - 22:10

    Da quando in qua la Coop è ecconomica? è uno dei supermercati più cari.

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    • Nicocap

      11 Ottobre 2016 - 07:07

      È vero: la Coop è carissima, ma i suoi affari non li fa certo on le vendite. È una vera e propria finanziaria.

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  • Skyler

    10 Ottobre 2016 - 20:08

    Forse prima di scrivere certe cose sarebbe meglio documentarsi: ad esempio, come mai Esselunga ci sta in certe località e in altre no? Modena sta ancora pagando la truffa che fece contro Esselunga per favorire le COOP.......

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