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L'inversione a U

La vera faccia di Matteo Renzi: quanti impiegati licenzia (e dove)

La vera faccia di Matteo Renzi: quanti impiegati licenzia (e dove)

Dal governo delle assunzioni al governo dei licenziamenti. Sono bastati due anni e tre leggi finanziarie per assistere a un netto cambio di direzione del premier Matteo Renzi. Dagli incentivi per i nuovi contratti a tempo indeterminato inseriti nella legge di stabilità approvata a fine 2014, ai sussidi per i prepensionamenti inseriti nella legge di bilancio varata ieri dal consiglio dei ministri.


Una clamorosa svolta a "U", quella fatta dal governo sull'occupazione: svolta che segna la rinuncia ad assicurare le condizioni per creare posti di lavoro. Nella manovra è stata inserita una norma che garantisce alle banche un sostegno per i prepensionamenti (il sostegno dovrebbe essere garantito a tutti i settori che hanno fondi di solidarietà "interni"). Per gli istituti il regalo di circa 100 milioni di euro l'anno per un triennio.


La mossa, come accennato, segna un radicale cambiamento nella politica economica del governo. Due anni fa l'esecutivo aveva voluto dare un segnale: nuova occupazione grazie alla decontribuzione. Quegli incentivi - che hanno funzionato lo scorso anno drogando il mercato occupazionale e nel 2016, ridotti, hanno mostrato tutta la loro debolezza (tant'è che i nuovi contratti sono drammaticamente calati) - ora si apprestano a lasciare spazio ad altre forme di sostegno per le aziende. Non per assumere, ma per ridurre gli organici. Lo faranno certamente le banche, potrebbero approfittarne anche altri comparti.


Per gli istituti di credito l'emergenza esiste e metteranno alla porta 40-50mila addetti in 3 anni. Tuttavia, lo stesso governo avrebbe potuto pretendere, in cambio, un piano: ovvero quel nuovo modello di banca di cui parlano tutti, ai piani alti dei grandi gruppi creditizi del Paese, che fatica a materializzarsi. Sta di fatto che nel giro di pochi anni, da 309mila addetti si scenderà a 260-270mila. In banca - così come in altri settori produttivi - ci saranno sempre meno posti.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • francoruggieri

    17 Ottobre 2016 - 09:09

    Purtroppo lui non attua la "vera" svolta: far valutare da una società esterna le prestazioni dei fancazzisti pubblici e licenziare chi non raggiunge gli obiettivi. Licenziando questi fancazzisti, che si possono valutare nel 20% dei ministeriali, comunali, ecc., si risparmierebbero 25 - 30 miliardi all'anno. Altro che manovre: questa sì che sarebbe la soluzione di nostri problemi!

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  • babbone

    16 Ottobre 2016 - 17:05

    Musica dolce.

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