Cerca

Alla sbarra, alla sbarra

Vallettopoli, Vittorio Sgarbi riapre il processo: chiamati a deporre Briatore, Totti & Co

Vittorio Sgarbi e Flavio Briatore

Più che un processo, rischia di diventare un grandissimo show. Ed era presumibile, visto che per l’ennesima volta alla sbarra ci sarà Vittorio Sgarbi, il critico d’arte che raramente tiene a freno la lingua. Ancora una volta è imputato per diffamazione, per una grandinata di parole che sette anni fa aveva investito suo malgrado l’ex pm di Potenza (ora sta a Napoli), John Henry Woodcock, che quindi l’ha querelato. Il processo è in corso davanti al tribunale di Catanzaro, e siccome l’oggetto del contendere era- chiamiamole così- una serie di critiche all’inchiesta su Vallettopoli che Sgarbi rivolse al pm durante una puntata dell’Arena di Massimo Giletti il 5 aprile 2009, i legali del critico d’arte hanno avuto la bella idea di rifare quel processo nell’aula di Catanzaro.

GILETTI E L’ARENA
E così hanno compilato una lista testi a difesa che dal gennaio prossimo accenderanno i riflettori su quel tribunale. Perché in aula subito sfileranno oltre allo stesso conduttore televisivo Giletti, anche gli altri partecipanti a quella puntata dell’Arena: Alba Parietti e Klaus Davi. Dovranno raccontare che cosa esattamente è stato detto in quella trasmissione, e con quale spirito e clima di studio si è infiammato il dibattito che subito scandalizzò molti telespettatori: era infatti il pomeriggio della domenica delle Palme 2009, e certo il pubblico non si attendeva nel pieno della festa religiosa i fuochi di artificio di Sgarbi, a cui era comunque abituato da anni. Giudizi più che taglienti sulla utilità di quell’inchiesta vip, successivamente in gran parte smontata dalle sentenze, e accuse dirette al pm che ne fu protagonista, offeso anche dal fatto che Sgarbi nel suo tipico crescendo, lo aveva appellato in questo modo: «secondo me Woodcock è un Fabrizio Corona mancato...».

ALTRI TESTIMONI
Anche per questo motivo i legali di Sgarbi, in primis l’avvocato Giampaolo Cicconi che lo ha difeso in molti processi di diffamazione, e poi Vincenzo De Caro, hanno allargato la lista testi anche all’ex fotografo dei vip, finito ancora una volta in carcere (ad Opera) per avere nascosto in casa di una collaboratrice dei compensi in nero milionari di cui nulla aveva detto alla magistratura. Ma non ci sarà solo lui, perché Sgarbi prova a farsi difendere dalle testimonianze degli indagati più noti dell’inchiesta di Vallettopoli. Chiamerà quindi a raccontare quel che gli è accaduto Vittorio Emanuele di Savoia, che dovette subire- accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di sfruttamento della prostituzione- l’onta del carcere, sia pure per una settimana. Vittorio Emanuele poi è stato assolto da tutte le accuse, e ha fatto causa allo Stato italiano ottenendo 40 mila euro per l’ingiusta detenzione, e da Sgarbi sarà chiamato a testimoniare proprio la sua disavventura giudiziaria.

Da Montecarlo dovranno arrivare a Catanzaro in soccorso del critico d’arte anche Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore. La prima fu coinvolta insieme all’ex portavoce di Gianfranco Fini - Salvatore Sottile- nell’indagine di Woodcock per presunti favori sessuali concessi (e poi si dimostrò che non fu così) per avere una parte in programmi Rai. Il secondo già all’epoca era il fidanzato della soubrette, e certo deve avere masticato amaro pur restando sempre a sostenerla. I legali di Sgarbi chiameranno a testimoniare anche il calciatore Francesco Totti e Flavia Vento. Anche loro furono con ruoli diversi sfiorati dall’inchiesta di Potenza, che ipotizzò un ricatto di Corona e della Vento nei confronti di Totti. La show girl avrebbe rilasciato interviste a settimanali scandalistici su un suo presunto flirt con il calciatore, che era alla vigilia del matrimonio con Ilary Blasi, già in stato interessante. Corona avrebbe trattato con l’entourage di Totti un compenso di 50 mila euro per non fare pubblicare l’intervista. Ma nel prosieguo del procedimento anche questa accusa sarebbe saltata. La diffusione sulla stampa dell’epoca dell’intera vicenda ha creato però problemi alla vita dei protagonisti, che probabilmente non hanno oggi un affettuoso ricordo di John Woodcock.

di Franco Bechis
@FrancoBechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • direttoreemilio

    28 Ottobre 2016 - 20:08

    Che i profittatori di vallettopoli siano stati con il tempo assolti non vuol dir niente siamo in Italia allora regnava Silvio e la magistratura era al suo capezzale, mangiavano nei stessi piatti delle vallette e dei parassiti come Sgarbi Ditemene una che non ha fatto il provino sul sofá o direttamente nel letto di PUTIN (ZAR)

    Report

    Rispondi

  • maci

    23 Ottobre 2016 - 19:07

    la presunta diffamazione di Sgarbi (che per me ha ragione) si è compiuta in una trasmissione: perchè i giudici non si vanno a rivedere la registrazione ? risolverebbero subito il caso

    Report

    Rispondi

  • francori2012

    23 Ottobre 2016 - 18:06

    E' facile non avere grandi simpatie,per Vittorio Emanuele.Però.in quel frangente,e non solo quello,la giustizia e Woodcock,hanni fatto una figura di Pupù,anche se,chiunque avrebbe lo stesso diritto alla dignità. Ma che fanno gli organi più alti della giustizia? Anzichè intervenire,stanno a guardare,però incassano senza battere ciglio,lauti stipendi. Francori2012

    Report

    Rispondi

  • Anna 17

    Anna 17

    23 Ottobre 2016 - 17:05

    John Woodcock, ovvero l'arroganza del potere. Non ne ha mai azzeccata una ha sempre fatto grandi polveroni sempre conclusi a favore degli accusati. In più questo strano pm non ha mai pagato nulla per le sue malefatte. Dovrebbero fargli cambiare mestiere. Si è dimostrato inadeguato.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog