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Delitto

Uomo decapitato a Genova, svolta nelle indagini: in manette il nipote

Uomo decapitato a Genova, svolta nelle indagini: in manette il nipote

E' stato arrestato Claudio Borgarelli, il nipote di 55 anni dell’uomo  ucciso e decapitato l’11 ottobre nei boschi di Lumarzo, Genova. Borgarelli, accusato di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi, è stato trasferito nel carcere di Marassi a Genova. 

Decisive le intercettazioni ambientali in casa di Borgarelli. L’abitazione dell’infermiere infatti, dopo la perquisizione, era piena di microspie. L'uomo parlava da solo, e in uno di questi dialoghi con se stesse avrebbe pronunciato le frasi che lo hanno inchiodato: "È anche giusto fare così, ho ammazzato", "uccidere te, con il rischio di fare quello che ho fatto...uccidere".

Sin dai primi giorni del ritrovamento del corpo di Albano Crocco, 67 anni, infermiere in pensione, Borgarelli si è sempre dichiarato innocente: "Ho litigato con mio zio e non ci parlavamo da cinque anni ma non l’ho ucciso io". Eppure tutti gli indizi hanno portato a lui, infermiere nell’ospedale  Genova, per tutti un uomo molto scrupoloso sul lavoro ma poco socievole, un solitario.

Crocco è stato ucciso con una raffica di pallini alla nuca. Il colpo letale è stato un contellaccio, forse un machete, che gli ha staccato la testa, mai ritrovata.

Il movente non è ancora noto, forse la lunga lite familiare per il diritto di passaggio di un sentiero. 

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