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Esclusiva

Mamma di Lorys, intervista a Libero. "Come abbiamo ucciso mio figlio"

Mamma di Lorys, intervista a Libero. "Come abbiamo ucciso mio figlio"

Si aspettava una simile sentenza, signora Panarello?
«No, perché io ho detto chi è stato. Trent' anni per avere raccontato la verità e per essermi presa anche le mie responsabilità… Ovvio che non me l'aspettavo. Immaginavo sì una condanna (anche il mio avvocato me lo aveva anticipato) ma non immaginavo trent'anni, e non credevo di essere l'unica condannata».

Perché ha aspettato oltre un anno per confessare che Lorys era stato ucciso? Non poteva farlo prima? Magari il giudice le avrebbe creduto.
«Non ho aspettato: l'ho detto quando l' ho ricordato. Quando mi è riaffiorato alla mente che mio figlio era morto e ho trovato la forza di raccontarlo, io l'ho fatto. E poi, scusi, io dubito che il giudice mi avrebbe creduto se lo avessi detto prima».

Perché?
«Se non mi ha creduto dopo, non vedo perché avrebbe dovuto credermi prima».

Avrebbe dato un contributo alle indagini, almeno.
«Quando l'ho ricordato l' ho fatto. Ho sempre risposto a tutto e a mano a mano che nella mia mente emergeva quanto accaduto quella mattina, io chiamavo il magistrato o gli operatori del carcere e raccontavo. Ho aiutato, eccome se ho aiutato.
Ma non è servito. Come si è visto».

Le tre versioni che lei ha dato sulla fine di suo figlio non combaciano. Come la mettiamo?
«Che mio figlio lo avessi portato a scuola, era ciò che ricordavo fino a un primo momento. Poi Lorys che non sta fermo e minaccia di dire certe cose a mio marito, Lorys che muore soffocato nella sua cameretta, Lorys che cade a terra vicino al letto, Lorys che grida fortissimo: tutto questo è grosso modo quello che è avvenuto. È la verità. Io ho soltanto omesso di dire chi c' era in casa con me in quel momento».

Cioè chi?
«Mio suocero».

Ma lei Veronica, ha anche detto che Lorys si è strangolato da solo.
«Invece è stato mio suocero. Che si fosse strangolato da solo, l' ho detto sì. E quella è stata l' unica bugia dettata dalla paura. Una versione a metà, in preda allo choc ho descritto la scena in maniera parziale. Io avevo paura, ero terrorizzata, ma questo nessuno lo capisce».

Perché proteggere suo suocero e assumersi la colpa dell' omicidio? Non le sembra esagerato?
«Io non avevo la forza di parlare. Ho dovuto trovare il coraggio e poi, soltanto a quel punto, ho raccontato tutto. Ho detto come sono andate le cose veramente e mi sono svuotata. Non ho protetto nessuno, io».

Ogni volta in cui lei ha parlato dell' accaduto, ha chiesto d' incontrare prima suo marito Davide in carcere per anticiparglielo. Sperava le credesse?
«Tantissimo. All' inizio, quando gli dicevo che Lorys lo avevo portato a scuola, non capivo perché lui non mi credesse. Io insistevo, perché quello era ciò che ricordavo. Ma lui se ne andava dicendo: "Non ti credo! Veronica, non ti credo, non cercarmi mai più!". Poi, dopo circa tre mesi, quando la verità ha cominciato a riaffiorare, ho iniziato a lanciargli dei messaggi, cercando di portarlo sulla strada giusta».

Cosa gli diceva?
«"Tieni tuo padre lontano da Diego", l' altro nostro figlio. "Stai attento a tuo padre… Pensa al bambino, stai molto attento, non farlo avvicinare a lui e alla fidanzata… Sono successe cose strane, fai attenzione…", insomma io ho provato e riprovato a fargli capire ciò che era realmente accaduto…».

Lei voleva che suo marito sapesse che il padre Andrea Stival aveva (a suo dire) ucciso Lorys perché era l' amante di lei; sua moglie?
«Sì, perché così sono andate le cose. Ma Davide non capiva. O forse non voleva capire».

Perché ha gettato una bottiglia d' acqua in faccia a suo suocero poco prima di essere arrestata?
«C' era molta tensione per la morte di Lorys quel pomeriggio, e lui ripeteva che tutti eravamo sospettati e potevamo essere indagati. Me compresa...».

Per quale ragione ha dato quelle fascette alle maestre di Lorys? Un assassino consegna l' arma del delitto?
«Fossi stata lucida non le avrei consegnate. Se avessi lucidamente ricordato quanto accaduto, non le avrei consegnate quelle maledette fascette. Anche se l' arma del delitto non è quella ma un cavetto».

Cos' ha pensato quando si è resa conto che le telecamere avevano inquadrato ogni suo movimento di quel giorno? Ha temuto di essere scoperta?
«Il contrario: io ricordavo di avere portato Lorys a scuola. Ero sollevata all' idea che le telecamere potessero dimostrarlo».

Invece hanno dimostrato il contrario.
«Io non mi rendevo conto che in quel momento confondevo tutto col giorno prima. Quando ho visto quelle sequenze in questura… allora ho cominciato a ricordare».

Perché ha legato i polsi a Lorys?
«Era agitato, pensavamo solo a farlo calmare».

Pensavamo?
«Sì, io e mio suocero».

Un bambino si calma legandolo? Chiudendogli i polsi dietro alla schiena?
«Così mi disse di fare mio suocero».

Le disse: "Prendi le fascette"?
«Disse: "Prendi qualcosa e legalo… e io presi le fascette. Maledettamente. Non potevo immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco».

Perché ha chiamato proprio suo suocero quella mattina alle 12 e 30, davanti alla scuola? Quando Lorys era già nel canalone morto?
«Lui era la sola persona che frequentavo».

Cosa gli disse?
«Lorys è scomparso. A scuola non è mai arrivato».

Ma se (stando a lei) era l' assassino? Come avrebbe potuto lui non saperlo?
«Io già non lo ricordavo più nulla».

Lui cosa rispose?
«Stai ferma là che arrivo».

Davide ha mai sospettato della relazione con suo suocero di cui lei dice?
«No. Ma speravo lo scoprisse, perché così tutto sarebbe finito. Io avrei preso i miei figli e affrontato il divorzio, per dignità».

Sostiene di essere andata con suo suocero a buttare il bambino nel canale, perché andare insieme?
«Ho solo eseguito ordini. Come una marionetta mossa da fili trasparenti. Ogni volta che mi veniva chiesto di fare qualcosa, io lo facevo. Lui ordinava, io eseguivo».

A cosa pensava al corso di cucina dove lei è andata quella mattina, dopo il delitto?
«Era come fossi dentro un brutto sogno e non nella realtà».

Sua madre e sua sorella l' hanno abbandonata, perché?
«Su mia madre non mi esprimo. Mia sorella? Un' estranea. Ha visto Lorys 2 volte in 8 anni. Per il resto ha sfruttato questa tragedia per farsi intervistare dalla tv».

Suo padre?
«Lui mi conosce. Sa bene che non avrei mai potuto uccidere Lorys».

Pensa che Davide la potrà un giorno perdonare?
«No».

Crede che lui si senta in colpa per qualcosa?
«No, per come lo conosco no. Ma so che se lui fosse stato più presente e non mi avesse lasciata sola, tutto questo non sarebbe mai accaduto».

Il giudice le ha tolto la possibilità di vedere suo figlio piccolo per trent' anni, la durata della pena. Cosa prova?
«Penso sempre a lui. Diego è l' unico a cui devo una spiegazione per quanto accaduto».

E a Lorys cosa vorrebbe dire?
«Piange…».

di Cristiana Lodi

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Commenti all'articolo

  • secessionista

    28 Ottobre 2016 - 10:10

    una domanda , quanto avete pagato l'intervista ??

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  • romamaccio

    28 Ottobre 2016 - 08:08

    Io invece c'ho creduto dal primo momento,dopo aver studiato il caso.Purtroppo lei adultera lasciata sola si è fatta prendere dalla noia! un vizzietto tutto al femminile.

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  • secessionista

    28 Ottobre 2016 - 06:06

    Questa è pazza e basta , strano che non dato abbia una versione che coinvolgeva anche il Papa!

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    • fausta73

      28 Ottobre 2016 - 12:12

      Forse si finge pazza. Ma come fa una madre, dopo aver ucciso il figlio ( sola o in compagnia è lo stesso) ad andare tranquillamente ad un corso di cucina? Io ho il sospetto che lei lo ha ucciso perchè il figlio non ha voluto andare a scuola e lei rischiava di perdersi il corso. Magari non voleva ammazzarlo, avrà stretto troppo per la rabbia.

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  • wilegio

    wilegio

    28 Ottobre 2016 - 00:12

    Ma basta con questa pazza drogata assassina! Se ne stia buona in carcere e cerchi di farsi dimenticare, anziché continuare a farneticare.

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