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Il giallo di Genova

Anziano decapitato, confessa il nipote: "Mi ha insultato e sputato, non ci ho visto più"

Anziano decapitato, confessa il nipote: "Mi ha insultato e sputato, non ci ho visto più"

Ha confessato in lacrime l'omicidio dello zio, Antonio Crocco, e lo ha fatto davanti al gip Paola Faggioni e al pubblico ministero Silvio Franz durante l’interrogatorio di garanzia. Una confessione inattesa quella di Claudio Borgarelli,
arrivata in tarda mattinata a Genova nel carcere di Marassi dove l'uomo è rinchiuso dal 28 ottobre. L'infermiere avrebbe ammesso di  aver ucciso lo zio, colpendolo con due colpi di pistola, e poi di avergli tagliato la testa con il machete. "Ha raccontato che si sarebbero parlati - spiega l'avvocato dell'uomo, Antonio Rubino - e poi lo zio gli avrebbe rivolto ingiurie e uno sputo". Da lì il presunto raptus omicida, che orienterebbe la difesa a chiedere la perizia psichiatrica.

Il movente è assodato: i dissidi nati dall'ossessione per l'accesso pedonale e carrabile ad un terreno vicino a casa di Borgarelli. Quella mattina, secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'infermiere ha visto la macchina dello zio, i paletti
divelti e lo ha raggiunto nel bosco di Craviasco, armato. Tornato a casa Borgarelli ha cercato di coprire il gesto, preso un sacco, una corda ed è tornato sul posto. I reperti, spiegano ancora gli inquirenti, sono stati buttati in quei cassonetti
della spazzatura ritratti nelle immagini delle telecamere contestate nella misura cautelare a carico di Borgarelli e taciuti dall'uomo: l'infermiere aveva raccontato di aver gettato alcuni sacchi di immondizia in bidoni vicini a casa mentre alcuni video di telecamere di sicurezza lo ritraevano gettare altri sacchi in diversi contenitori di rifiuti a Genova, in Valbisagno.
Le indagini non hanno consentito di ritrovare reperti organici tra il materiale gettato nella spazzatura. Sulla pistola, invece, è arrivato l'esito positivo dello stub.

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