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Il caso

Braciamiancora, chiusa la pagina Facebook: vendetta vegana?

Braciamiancora, chiusa la pagina Facebook: vendetta vegana?

Bloccano una pagina dedicata ai fan della carne alla brace, ma nella vicenda di Tiziana Cantone (la donna napoletana morta suicida il 13 settembre in seguito alla pubblicazione in rete di alcuni filmati che la ritraevano in rapporti intimi con alcuni uomini), Facebook ha affermato di considerarsi soltanto un hosting provider, una realtà che mette a disposizione uno spazio web. Ebbene sì una bistecca, una brace bella fiammante e qualche presa in giro nei confronti dei vegani per la policy dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg sono contenuti più scottanti della morte di una donna. Per Facebook che ritiene di non essere tenuto al monitoraggio preventivo del contenuto dei post ci sono evidentemente criteri contrastanti.

A raccontare il curioso episodio di censura da parte del social network è il direttore del sito Braciamiancora.com e carnivoro convinto, Michele Ruschioni, che da qualche giorno sta seguendo una dieta "esclusivamente vegana fino a che non mi riapriranno la pagina". Che cosa avranno scritto mai Ruschioni e suoi follower, 582mila, per spingere Facebook ad oscurare la pagina? "Una settimana fa", spiega il direttore di Braciamiancora, "ho pubblicato una foto, già divenuta virale, di un bambino che mangiava un hamburger ed il commento di una vegana convinta che aveva scritto Speriamo crepi di cancro da giovane. Del caso se sono occupati anche Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico del programma La Zanzara su Radio 24, e David Parenzo che lo scorso 27 ottobre infatti avevano raggiunto telefonicamente la donna, la quale a riguardo aveva fornito spiegazioni nebulose: "Io faccio parte di un gruppo di vegani, il gruppo è stato hackerato con furto di identità, coloro che hanno hackerato il gruppo hanno postato queste foto, che non è solo quella del bambino ma svariate, dopodiché io ho commentato sotto con quello che ritengo".

Anche Ruschioni posta il commento della donna e scrive: "L’Italia non merita la vegana che augura la morte ad un bambino" e specifica: “Niente insulti nel commentare la notizia!”. Il post viene condiviso da 7mila volte, commentato da 2.600 persone raggiungendo 2milioni e 100mila contatti. Il primo novembre la pagina Facebook Braciamiancora viene chiusa. "Ho scritto a Facebook e nessuno mi ha risposto, quattro giorni di silenzio mentre io continuo questa tremenda dieta. Da poco sono riuscito ad ottenere un indirizzo email dal quale spero di avere una risposta", racconta il direttore.

Per Ruschioni c’è anche il danno economico. Il sito Braciamiancora.com, che registra quotidianamente circa 4.000 visite, dopo la chiusura della pagina di Facebook ne tocca circa mille. Non è la prima volta che Ruschioni viene investito dall’onda vegana. "Vengo insultato quotidianamente", racconta, "ormai gli ignoro. Per loro sono un cannibale, mangia cadaveri, uomo primitivo. La cosa più difficile sarà proseguire questa dieta assurda, non posso mettere nemmeno il parmigiano nella pasta né concedermi il cornetto con il cappuccino la mattina".

di Chiara Pellegrini

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Commenti all'articolo

  • angelux1945

    06 Novembre 2016 - 16:04

    Bisognerebbe oscurare Facebook!!!!!!!

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