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La storiaccia

"Quel cane è fascista, non lo vogliamo". Facci, la verità sul segugio camerata

"Quel cane è fascista, non lo vogliamo". Facci, la verità sul segugio camerata

Il primo tempo è ambientato nel consiglio comunale di Albenga. È la sera di giovedì 3 novembre e maggioranza e opposizione stanno discutendo di sicurezza. Si sapeva che il comando dei vigili stava per comprare un cane antidroga (ufficialmente: stava per istituire un' unità cinofila) perché quello dello spaccio è un problema molto sentito e la criminalità locale è molto cresciuta, ma qualcosa nell' acquisto del cane è andato storto e il centrodestra vuole capire perché. «Il sindaco vuole solo cani del Pd, e, se possibile, per il si al referendum» tuonano i consiglieri di Forza Italia e Lega Nord. Pausa di stordimento. Poi riattaccano: «Risulta che al comando dei vigili, in cui si erano iniziate le prime trattative, sia stato suggerito l' allevamento "Decima Mas" visti i prezzi più convenienti, ma che poi sia intervenuta la Cgil per proibire l' acquisto di cani fascisti».

Rumore in sala. A parlare è Eraldo Ciangherotti, consigliere di Forza Italia che per qualche ragione ha in mano una foto del Duce e quella di un pastore tedesco. Un membro della maggioranza, bevendo un caffè al bar, gli ha raccontato questa strana storia. E il dibattito, in aula, si scalda. La maggioranza dapprima ci gira intorno alla democristiana: «La politica sulla sicurezza di questa amministrazione», taglia corto l' assessore Manlio Boscaglia, «è basata sul riportare i vigili in strada e sul potenziamento della videosorveglianza»; «attualmente le nostre risorse», precisa il sindaco piddino Giorgio Cangiano, «non ci permettono di investire per acquistare un cane». I consiglieri si guardano in faccia. «Non neghiamo il problema dello spaccio e della microcriminalità», conclude il sindaco, «ma le iniziative intraprese al momento non contemplano questa possibilità».
Non hanno i soldi per il cane. Albenga ha un bilancio di 41 milioni di euro e il cane ne costerebbe 800, dopodiché, tra addestramento e mantenimento, si arriverebbe a 7mila. Ci credono tutti.

Il dibattito esplode. L' opposizione: «Avete appena speso 35 mila euro per comprare un secondo autovelox per fare cassa, ma l' amministrazione del Pd non vuole tirare fuori i soldi per il cane». Tra l' altro risulta che la delibera per comprarlo stesse per arrivare in giunta, ma poi dev' essere successo qualcosa. Si mormora di un veto non solo della Cgil, ma anche del cugino piddino del sindaco. Boh. Ed è proprio il sindaco il primo a cedere: «Il motivo principale per cui abbiamo deciso di respingere la proposta è che prevede dei costi per noi eccessivi... poi, certo, il nome dell' allevamento da cui proviene, "Decima Mas", ha un ruolo nella nostra scelta». Decima Mas. È il nome del corpo d' armata della Repubblica Sociale (dove militò anche Dario Fo con Valter Chiari, Enrico Maria Salerno e Giorgio Albertazzi), ma anche il nome dell' allevamento che aveva fatto l' offerta più conveniente e, pare, qualificata. «È una questione di rispetto per la storia di Albenga», aggiunge il sindaco, «perché se dovessimo prendere un cane antidroga lo faremmo da un altro allevamento, non da uno che porta il nome della milizia anti-partigiana». Fine primo tempo. Lo scrivente approfitta per ricordare che nel giornalismo, quando una storia c' è, non serve sprecare avverbi e aggettivi.

Secondo tempo, dove intervengono anche l' Associazione partigiani e Forza Nuova. È il 5 novembre quando la sezione locale dell' Anpi (l' associazione partigiani, appunto) scende dall' iperspazio e interviene con solennità: «Condanniamo fermamente la leggerezza con cui un rappresentante delle istituzioni si permette di trattare il periodo del fascio. È vergognoso che in consiglio comunale si mostri una foto del duce». Ah, il problema è la foto. Il presidente dell' Anpi di Albenga, Claude Acasto, ce l' ha con Eraldo Ciangherotti (Forza Italia, odontoiatra, cattolicone) per quell' immagine portata in aula. «Chiediamo che tutte le istituzioni», insiste l' Anpi, «intervengano per stigmatizzare questa stupidata. Albenga è conosciuta come una delle città che ha dato il contributo più alto alla causa della Resistenza, l' antifascismo è un valore fondante della nostra città che non può essere sbeffeggiato e calpestato per argomenti così futili come l' acquisto di un cane». Eh, appunto. «Su questo avevamo già espresso i nostri più che legittimi dubbi», insiste tuttavia l' associazione, «non solo per la spesa, ma anche per il richiamo al canile di Ancona della Decima Mas». Manca nessuno? Sì: l' Anpi di Ceriale (5000 abitanti al confine con Albenga) fa sapere che «concorda appieno con le considerazioni dell' Anpi di Albenga». Ce lo segniamo. E, sull' allevamento, aggiunge che «il canile (sic) ha raggiunto una certa notorietà ostentando simboli chiaramente nostalgici-fascisti».

Parentesi: l' allevamento "Decima Mas" (senza X) non sta proprio ad Ancona ma ad Agugliano (Marche) e non è la cuccia di un nostalgico che ha il busto del duce in tinello, ma un allevamento qualificato e conosciuto in tutto il mondo che ha fornito cani alle forze dell' ordine statunitensi, per dire; probabilmente avete visto i loro cani in qualche video sulle ricerche dei superstiti del terremoto. Sono pastori tedeschi hanno passato gli esami della Protezione Civile e che hanno vinto tutti i concorsi e campionati possibili, ma chissà, forse sono cani fascisti. Forse l' Anpi preferirebbe un pastore bergamasco (nel senso di cane) col barilozzo di cordiale. Dimenticavamo il fondamentale intervento di Forza Nuova, che dice cose sensate e perà è Forza Nuova: «Prendiamo atto che il sindaco rifiuta di contrastare il mercato della droga utilizzando tutti gli strumenti che potrebbe avere a disposizione, negando l' arrivo di un esperto cane antidroga per una stupida pregiudiziale antifascista... gli ricordiamo che gli Eroi della Decima Flottiglia Mas si resero protagonisti di azioni talmente ardite da meritarsi medaglie d' oro al valore militare e, soprattutto, il rispetto del nemico».

Bene. Hanno parlato tutti? Quasi: «Bau», ha infine dichiarato una fonte che ha preferito mentenere l' anonimato. Titoli di coda. Del cane.

Filippo Facci
@FilippoFacci1

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Commenti all'articolo

  • giancarlop

    09 Novembre 2016 - 14:02

    Credo che un bastardino si sentirebbe più a suo agio in un ambiente PD. ma non sono sicuro che accetterebbe la compagnia.

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  • wilegio

    wilegio

    08 Novembre 2016 - 19:07

    Questo articolo me lo conservo, Facci: è bellissimo! Devo però farle notare che un Pastore Bergamasco potrebbe essere tacciato di eccessiva vicinanza con la Lega, quindi essere parimenti messo al bando. Meglio un cattolicissimo San Bernardo, razza selezionata dai Monaci, che metterebbe tutti d'accordo.

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