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Mancini sotto accusa

Fermo, la verità della dottoressa sulla morte del profugo nigeriano: non lo ha ucciso il pugno dell'ultrà

Fermo, la verità della dottoressa sulla morte del profugo nigeriano: non lo ha ucciso il pugno dell'ultrà

Non è stato un pugno a uccidere Emmanuel Chidi Namdi, il profugo nigeriano morto lo scorso luglio a Fermo dopo una colluttazione con Amedeo Mancini in seguito a insulti razzisti. A smentire la versione data dalla vedova di Emmanuel, Chenyery, è stato il medico legale Alessia Romanelli che ha depositato i risultati dell'autopsia sulla salma. Come riporta il Giorno, il risultato ribalterebbe la versione iniziale della donna, alleggerendo la posizione dell'ultrà subito additato da molti come il simbolo dell'odio razziale. Contemporaneamente, aumentano i dubbi su come siano andate davvero le cose quel pomeriggio. 

Nessun "massacro", forse neanche il colpo con il segnale stradale di cui ha parlato la vedova del profugo. "Il capo di Emmanuel ha subito due traumi - ha scritto il medico -. Un colpo ha attinto l'ovoide facciale, compatibile per quanto riguarda la produzione con un mezzo naturale, quale un pugno". Un colpo, però, di media entità e per questo si esclude che "possa aver provocato la perdita dei sensi e, quindi, di non aver permesso al nigeriano di attuare i meccanismi di difesa da caduta". "È maggiormente attendibile la dinamica secondo cui Emmanuel sia caduto a terra, impattando il capo e, per il meccanismo del contraccolpo dell'encefalo, si sia verificato il grave trauma che lo ha condotto alla morte. La versione dei fatti, secondo cui il capo dell'uomo sia stato attinto direttamente dal segnale stradale, appare scarsamente compatibile con la lesività riscontrata a livello encefalico". Peraltro, sottolinea la dottoressa Romanelli, se Emmanuel fosse stato colpito con elevata energia al capo da dietro, il corpo, inevitabilmente, sarebbe caduto in avanti.

Mancini è attualmente agli arresti domiciliari per omicidio preterintenzionale. Il suo legale Francesco De Minicis è durissimo: "Ora non ci sono più dubbi, la vedova Chenyery ha mentito spudoratamente. E la Regione Marche, addirittura, ha deciso di consegnarle un premio speciale nell'ambito della Giornata delle Marche. Piuttosto che attribuirle un riconoscimento, andrebbe incriminata per aver calunniato il mio assistito e tutti i testimoni".

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Commenti all'articolo

  • Angeli1951

    16 Novembre 2016 - 11:11

    Per le calunnie della compagna del nigeriano si costituiranno parte civile, per la figura di m.... che hanno fatto, pure boldrini, alfano, mattarella, tutti gli altri parassiti della politica, dell'informazione e delle organizzazioni che si rimpinzano sull'affare dei presunti profughi, ossia clandestini?

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