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L'uomo di cui si fidava

Massimo Bossetti, il consulente indagato: chi ci va di mezzo è l'imputato

Massimo Bossetti, il consulente indagato: chi ci va di mezzo è l'imputato

Sabato scorso, venti minuti prima che chiudesse la cancelleria del Tribunale e scadesse l’ultimo tempo utile per consegnare le carte, lui era con il difensore di Massimo Bossetti, avvocato Claudio Salvagni. Insieme hanno depositato il ricorso in Appello contro l’ergastolo inflitto in primo grado (corte d’Assise di Bergamo, 2 luglio scorso) al carpentiere di Mapello, ritenuto l’assassino di Yara Gambirasio.

Lui si chiama Ezio Denti, ragioniere sotto inchiesta perché al processo, nel quale figurava come consulente della difesa, avrebbe sbandierato un titolo falso. Ossia la laurea: «ingegneria con specializzazione in balistica applicata alla criminologia» aveva dichiarato davanti alla Corte il consulente nominato da Salvagni. «Conseguita dove?» domandò il pm Letizia Ruggeri, aggiungendo che «da verifiche non risultava alcuna laurea ma soltanto il titolo di ragioniere», diplomato col minimo: 36 su 60. «A Friburgo. Mi sono laureato a Friburgo, Svizzera» giurò il consulente sentito anche in qualità di testimone.

In udienza il magistrato contesta che in Svizzera fanno notare che a Friburgo «non esiste alcuna università d’Ingegneria». Polemiche, schermaglie, il pubblico presente in aula indignato e diviso fra oppositori e sostenitori dell’improbabile ingegnere; incaricato di eseguire l’importante perizia sul furgone dell’imputato. E invitato, per questo, nei salotti televisivi di Mediaset in qualità di criminologo esperto oltre che di ingegnere. Memorabili le sue dichiarazioni «ho seguito migliaia di casi nell’ambito delle investigazioni private e delle indagini difensive. Mi sono occupato di una decina di omicidi nell’ultimo anno, casi abbastanza di rilevanza nazionale». Ora la prefettura di Bergamo apre un fascicolo e ipotizza una sanzione amministrativa. Il provvedimento scatta dopo che la procura di Bergamo ha inoltrato la notizia di altre indagini in corso su Ezio Denti, avviate ipotizzando i reati di falsa testimonianza e falsa attestazione a pubblico ufficiale.

A prescindere dalle eventuali conseguenze giudiziarie, ci si chiede se sia lecito che un avvocato in un processo (oltretutto complesso e articolato com’è quello riguardante la fine di Yara Gambirasio e il futuro di Massimo Bossetti), si possa servire di un consulente che non abbia un titolo adeguato al compito che è chiamato a svolgere. Di fatto Ezio Denti (fino a quando scriviamo) resta il consulente della difesa del muratore in prigione e dichiara che: «l’Institut Technique Superieur di Friburgoi ha inviato copia del titolo alla Polizia elvetica, su richiesta della Procura di Bergamo, il resto sono falsità per screditare un consulente della difesa di Bossetti». Denti e Salvagni, in Appello, proveranno a demolire la condanna. Un ricorso di 258 pagine, per dimostrare, come dice la difesa che «la corte d’Assise ha fatto passare degli indizi (come il Dna trovato sulle mutandine della ragazzina) come prove, solo per la posizione in cui sono stati trovati». b «le sferette di metallo e le fibre - aggiunge Salvagni - non valgono, ma per i giudici si trasformano in elementi che vanno in una direzione univoca solo perché c’è il Dna, è inamissibile». La dinamica. Bossetti che carica Yara sul furgone. La storia precedente dello stesso condannato.

Questi, di fatto, sono tre buchi neri che la condanna inflitta non colma. Partiamo dal terzo. Fino a prima dell’omicidio di Yara si sapeva che Massimo Bossetti raccontava balle. Menzogne clamorose. Un bugiardo seriale. Mentiva al lavoro: inventando di avere un tumore al cervello per giustificare l’assenza in cantiere. Mentiva alla moglie, negando di fare la lampada. Mentiva ai colleghi dicendo di avere tentato il suicidio per amore della bella consorte, che lo tradiva. Anche in carcere ha raccontato farse mastodontiche, come quella del sequestro di 587 mila euro all’estero, in suo danno. Massimo Bossetti per chi lo conosce bene, prima di essere un assassino presunto, era il Favola. Un Favola però senza un precedente penale, se non fosse (come poi si scoprirà) che il suo computer era zeppo di ricerche a sfondo sessuale al limite con la pedo-pornografia (reato che in ogni caso non gli è stato contestato). Possibile allora che un uomo dal simile profilo, impegnato a lavorare come un somaro, legatissimo ai figli, senza hobby né interessi e con la fedina penale intonsa, possa arrivare a compiere un delitto di tale malvagità come quello che gli viene imputato?

Resta poi da chiarire come abbia fatto a caricare Yara davanti alla palestra, quel tardo pomeriggio di novembre 2010? Se è vero che non la conosceva (lo dicono i giudici), come ha fatto a convincerla? Il processo ha dimostrato che la bambina è salita senza ribellarsi. La dinamica non è chiara. Tanto che gli stessi giudici, nelle motivazioni della sentenza, scrivono che «la dinamica del fatto resta in gran parte oscura, ma ciò non scalfisce il dato probante rappresentato dal rinvenimento del Dna su slip e pantaloni della bambina». Ma basterà, in Appello, quel Dna?

di Sara Gizzi

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Commenti all'articolo

  • scorpio53

    29 Novembre 2016 - 07:07

    sapete il perchè di questo articolone??? perchè sin dall'inizio. quando ancora la procura indagava sui fatti e raccoglieva prove contro il Bossetti (molto prima della condanna) il direttore di questo giornale, come se fosse una cosa personale, aveva già assoto quello che poi è stato condannato all'ergastolo. Sono già decine di articoli a difesa del muratore che questo giornale pubblica. Feltrii???

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  • marco53

    23 Novembre 2016 - 14:02

    Bossetti è senza ombra di dubbio l'assassino! Su questo non ci piove. Però certamente anche l'avvocato che difendeva gli interessi dell'assassino è un delinquente. Anche questo è poco ma sicuro!

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  • iuventinos

    21 Novembre 2016 - 10:10

    ma cosa racconta sta sbugiardata fasulla .. gia sulla dichiarazione che scrive che Denti ,,q((memorabili le sue dichiarazioni ho avuto migliaia di casi )gia ha deragliato perchè queste parole le ha suggerite la pm a denti.. che ha risposto . che non sono migliaia ma decine di casi !!ì cogliona scrivi cose esatte non false .ìma adesso tutti i giorni spuntano questi imbecilli querelare.

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  • nick2

    19 Novembre 2016 - 16:04

    Sara Gizzi, non ti pare di aver ribaltato la frittata? Io direi che la situazione di Bossetti era talmente compromessa da prove schiaccianti che l’unico disposto a difenderlo sia stato un personaggio losco non in possesso dei requisiti per farlo. Sara, se l’imputato fosse un musulmano, avresti dubbi sulla sua colpevolezza? W Il fantastico mondo dei banana!

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