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Il caso a Trieste

Slavica Kostic, morta da cinque mesi ma non può essere seppellita

Non può essere seppellita senza il certificato di morte: la storia di Slavica

Slavica Kostic, badante serba di 38 che lavorava a Trieste, non trova pace nemmeno dopo la morte. Uccisa dall'ex marito, Dragoslav Kostic, cinque mesi fa, Slavica non può essere seppellita perché manca il certificato di morte che, a sua volta, non può essere rilasciato dall'Anagrafe comunale per il fatto che senza processo non si può stabilire con esattezza dove sia morta la vittima, se in Italia o in Slovenia.

Il processo, che inizierà il 3 marzo, vede come unico imputato il marito, Dragoslav, un muratore di 61 anni, che dopo un'iniziale momento in cui negava le responsabilità (con tanto di alibi falso, simulando addirittura un incidente in automobile) ha confessato il crimine, aggiungendo anche il luogo della sepoltura della vittima: una discarica in Slovenia. L'uomo ha però dichiarato che il delitto è avvenuto in casa (versione confermata dalle tracce di sangue trovate con il luminol) dove aveva picchiato brutalmente l'ex moglie per poi appoggiarle sul collo un cavo elettrico inserito nella presa di corrente.

L'episodio, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato solo l'ultimo di una coppia allo sbando: a far precipitare la situazione, la casa acquistata insieme a Triste, intestata a lei che però aveva già firmato le carte per cederla al marito. L'avvocato della famiglia della donna, Paola Valle, giovedì andrà in Slovenia per richiedere il certificato di morte ed è fiduciosa sul buon esito della faccenda. Tra poco il corpo di Slavica sarà restituito ai due figli e alla nonna e, si spera, potrà finalmente riposare in pace.

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