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Guai in famiglia

Quartiere in rivolta. Cassano, fratello arrestato: muro umano contro la polizia

Quartiere in rivolta. Cassano, fratello arrestato: muro umano contro la polizia

La polizia lo ha trovato dietro un cassonetto, con una parrucca da donna in testa. Giovanni Cassano, 44 anni, fratellastro del noto calciatore Antonio, lo scorso 4 novembre è riuscito a fuggire dopo aver puntato la pistola contro gli agenti, ma due settimane dopo è stato fermato per porto e detenzione di arma da fuoco, ricettazione e violenza, minaccia e lesioni a pubblico ufficiale.

La rivolta del quartiere - L'uomo durante una fuga nel quartiere Libertà, dopo avere puntato la pistola contro gli agenti della Polizia di Stato che lo inseguivano, venne acciuffato. Ma poi grazie anche all'intervento e all'aiuto della folla del rione, riuscì a divincolarsi e a salire su un'automobile. Riesce a far perdere le proprie tracce. Da parte loro i due agenti non riescono a fare molto: un vero e proprio "muro umano", composto anche da donne e bambini, rendono impossibile l'arresto. Giovanni infatti è protetto da conoscenti che, sostengono gli inquirenti, "gravitano nella malavita del quartiere", e che addirittura gli forniscono una macchina per scappare. Così per giorni Cassano è introvabile. 

I precedenti - Già nel 2009 venne coinvolto nelle indagini sul tentato furto in una villetta che si concluse con la morte di uno dei ladri, Luigi Bartoli, raggiunto da un colpo di arma da fuoco esploso dal proprietario. In quella occasione rimase anche ferito. Nel 2010 fu arrestato in una operazione contro una banda dedita ai furti e alla ricettazione di gioielli, mentre nel 2013 venne arrestato dopo una pericolosa gincana tra i bagnanti della costa barese mentre era alla guida di un motoscafo. 

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    23 Novembre 2016 - 18:06

    Cari italici,finchè si leggeranno sui giornali,notizie come questa,c'è da disperarsi per un'Italia migliore. E' vero che al Nord,queste porcate non succedono,ma non dovrebbero succedere nemmeno a Palermo e molto spesso a Napoli.Con uno Stato degno di questo nome,queste cose andrebbero represse in modo fermo. Chiunque siano gli attori Francori2012

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