Cerca

Altro giorno in Cappella Sistina

Seconda fumata nera: 
Il Conclave si complica. Sarà Scola contro Scherer?

Roberto Formigoni e Angelo Scola

Roberto Formigoni e Angelo Scola

Altra fumata nera, questa mattina, dal comignolo della cappella Sistina, dove è in corso il conclave per l'elezione del nuovo pontefice. In piazza San Pietro c'era grande attesa e la fumata è stata accolta con grande delusione e da qualche "buuu" da parte dei presenti. Il conclave non pare dunque essere "veloce" come si era detto qualche giorno fa e i 115 cardinali appaiono divisi. In pole-position c'è ancora Angelo Scola che può contare, secondo i calcoli dei suoi sostenitori, su circa 40-45 voti. L'arcivescovo di Milano potrebbe però pagare la sua estrazione ciellina e in particolare i suoi rapporti con l'ex governatore della Lombardia. Il giornale inglese Guardian lo ha scritto senza mezzi termini denunciando "l'amicizia di vecchia data con Roberto Formigoni", ma anche i giornali americani avevano puntato l'indice sulla sua vicinanza a Cl accusando Scola di essere "troppo legato alla politica". "Discuterò di Comunione e Liberazione in Conclave", ha detto il porporato europeo, chiedendo l'anonimato, al Wall Street Journal, che aveva puntato i riflettori sul movimento fondato da don Giussani per i suoi legami col più quotato tra i "papabili".



In realtà, anche se continua ad essere uno dei preferiti, anche il brasiliano Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo, avrà il suo da fare nella Sistina sigillata per fronteggiare i malumori di chi lo etichetta come "curiale" per il sostegno dei cardinali di estrazione diplomatica e di chi in alternativa vede meglio il messicano Robles Ortega, arcivescovo di Guadalajara, devoto di Padre Pio. Tra Scola e Scherer si inseriscono gli americani. Un gruppo di undici statunitensi molto coesi che spingono per Timothy Dolan o Sean O'Malley.  Il quorum è fissato a due terzi dei 115 elettori: servono 77 voti per eleggere il Papa e questo rende più facile "bloccare" un nome con la conseguenza che più passano i giorni, più prenderanno forza i cosiddetti "outsider": tra questi l'ungherese Peter Erdo, l'austriaco Christoph Schoenborg, gli italiani Gianfranco Ravasi e Angelo Bagnasco, e il filippino Hong Kong John Tong Hon.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bettely1313

    13 Marzo 2013 - 12:12

    ora potrebbe essere il cardinale cappuccino americano seguace della regola francescana. l'Es. di S.Francesco, ricco che si priva di tutto per donare ai poveri e vivere lui stesso in povertà e vivere intensamente la fede, lo troviamo persino nei luoghi delle Crociate a predicare il cristianesimo è quanto ci vuole oggi in una società ingorda e degradata priva dei valori cristiani che sono alla base della ns. civiltà per un vivere civile. Oggi l'uomo è esaltato più per il male capace di fare che il contrario. Senza il cristianesimo che riesca a costruire l'uomo artefice del bene a vantaggio della comunità intera ci sarà odio e morte per tutti. Questo è il compito della Chiesa, di un Papa trasmettere il messaggio di Cristo per la salvelzza dell'uomo e del mondo. m

    Report

    Rispondi

  • bettely1313

    13 Marzo 2013 - 12:12

    ora potrebbe essere il cardinale cappuccino americano seguace della regola francescana. l'Es. di S.Francesco, ricco che si priva di tutto per donare ai poveri e vivere lui stesso in povertà e vivere intensamente la fede, lo troviamo persino nei luoghi delle Crociate a predicare il cristianesimo è quanto ci vuole oggi in una società ingorda e degradata priva dei valori cristiani che sono alla base della ns. civiltà per un vivere civile. Oggi l'uomo è esaltato più per il male capace di fare che il contrario. Senza il cristianesimo che riesca a costruire l'uomo artefice del bene a vantaggio della comunità intera ci sarà odio e morte per tutti. Questo è il compito della Chiesa, di un Papa trasmettere il messaggio di Cristo per la salvelzza dell'uomo e del mondo. m

    Report

    Rispondi