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Omicidio Varani, le frasi agghiaccianti del killer e le foto per ricattare De Sica

Omicidio Varani, le frasi agghiaccianti del killer e le foto per ricattare De Sica

Le frasi in chat, i legami tra killer e vittime, le foto di Christian De Sica, le millanterie. Nei fascicoli dell'inchiesta romana su Marco Prato e Manuel Foffo, accusati della morte di Luca Varani al termine di una notte di sesso gay, droga e violenze indicibili, stanno emergendo particolari sempre più inquietanti. 

Come riporta Il Tempo, nelle carte degli inquirenti è rimasto materiale che riguarda il noto attore, già tirato in ballo da Prato. Un testimone riferisce che il pr romano "con lo smalto alle unghie e il ciuffo di capelli finti" (lo descrive così la dottoressa che lo visita all'ospedale Pertini) aveva nel cellulare sequestrato tre video pornografici, tra cui quello che lo ritrae mentre riceve sesso orale da Foffo la notte di Capodanno scorso. Prato avrebbe usato quei filmati per ricattarne i protagonisti e averne in cambio altri "favori sessuali". Non solo: "Uno dei modi che Marco Prato voleva usare per convincerci - spiega un testimone - a farsi fare un (...) è stato mostrarci delle foto con delle conversazioni avvenute tramite Facebook con Christian De Sica. In particolare ci ha proposto che se avessimo accettato le sue avances ci avrebbe dato tutto, dicendoci che avremmo potuto fare ciò che volevamo, facendoci intendere che potevamo usarle per ricattarlo. In una si vedeva De Sica che stava al bar con la camicia rosa, in un' altra a mezzo busto con una maglietta nera". Una bruttissima storia di ricatti: presunti, perché la veridicità è ancora tutta da verificare.

Quel che è certo è che Prato era molto attivo nella comunità gay romana e cercava di sfruttare tutte le armi a sua disposizione. Impressionante la tecnica con cui aveva adescato la vittima del feroce assassinio. Varani viene descritto dai testimoni "come dedito alla prostituzione, perché aveva bisogno di soldi". "Guadagnava 180 euro a settimana (dal lavoro in carrozzeria), spesso quando usciva con la fidanzata era lei a pagare e lui aveva il vizio di giocare alle slot. Avrebbe inoltre - si legge nelle carte - rateizzato debiti con Equitalia per multe e bolli non pagati; frequentemente chiedeva al suo datore di lavoro piccole somme a sconto sulla paga della settimana. (...) Luca di tanto in tanto scroccava pasti o altre cose di poco valore, viveva alla giornata, secondo la fidanzata, e qualche volta sarebbe andato in compagnia di amici a fare le catenine". "Uno stile di vita malsano", secondo gli inquirenti, di cui avrebbe approfittato Prato.

Agghiacciante la ricostruzione dei loro messaggini via Whatsapp la mattina dell'omicidio. Varani non aveva memorizzato sul cellulare il numero del suo carnefice, che invece aveva salvato il ragazzo con il nome "Mogliettina+Mascottino" tra due cuori. Il 4 marzo 2016 alle ore 6,50 Prato gli scrive: "Poi prendi un autobus che ne so. O un taxi. Dai ti aspettiamo. Chiama quando stai per arrivare". Luca risponde: "Tranquillo, ma per le 12 devo anda via". "Ok sbrigati". A un conoscente incontrato sul treno che lo sta portando verso la morte Varani spiega: di dover "incontrarsi con una persona che gli doveva dare 1.000 euro per una macchina". Soldi, droga e sesso: "Dove sei?", gli chiede Prato alle 7,37. "A Tiburtina", risponde la vittima ignara. "Mi raccomando, non dire nulla a Giacomo altrimenti non posso pagarti oggi! Se mantieni il segreto te li do oggi stesso". "Ma quando me li dai, quando arrivo?", insiste Varani. "Luca ti sembro uno che ti vuole fregare??", gli scrive Prato. "No no, ma almeno me li metto in tasca e poi se divertimo. Me tocca arriva a Ponte Mammolo e prende l'auto. Te pare che se non me fidavo venivo", risponde Luca, poche ore prima di venire massacrato.

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Commenti all'articolo

  • fausta73

    25 Novembre 2016 - 17:05

    la foto di Foffo non è naturale, mettete quella vera dove si vede come è. Un consiglio a tutte le persone, maschi, femmine, adulti e non: dite sempre a qualcuno dove andate e che la persona che incontrate sappia che qualcuno lo sa.

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