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Orrore senza fine

Delitto Varani, le frasi di Foffo in carcere: "Siamo peggio dell'Isis, Prato voleva evirarlo"

Delitto Varani, Foffo e Prato: "siamo peggio dell'isis"

Manuel Foffo, il proprietario dell'appartamento in via Igino Giordani (luogo dove si è consumato l'omicidio) e Marco Prato, il pr che usava ricattare le sue vittime per ottenere servizi sessuali, sono ancora in carcere, otto mesi dopo l'uccisione del ventitreenne Luca Varani, seviziato e torturato. Il giovane, solo otto mesi fa, si era fidato delle persone sbagliate e, bisognoso di soldi, aveva preso appuntamento con Prato, la fatidica sera del 3 marzo, per vendergli una macchina. Quella leggerezza, come sappiamo gli è costata fatale e i due torturatori, rispettivamente a Rebibbia e a Regina Coeli, continuano a pensare al modo in cui scagionarsi dal terribile omicidio. 

Foffo continua ad addossare le colpe a Prato, colpevole di averlo ricattato con un video porno del loro incontro del 1 gennaio. Si sfoga con il fratello e, disperato dopo le sue azioni deplorevoli, è pronto anche a suicidarsi per fare un "gesto eroico",  ed è proprio il fratello a fermarlo dal compiere il gesto estremo, a consolarlo e infine a giustificarlo dato che in quella circostanza "stava solo svalvolato, non era in sé". Come riporta il Messaggero, Foffo, in cerca di sostegno, cerca di liberarsi la coscienza, confidandogli i suoi più intimi pensieri, come se bastasse a cancellare tutto: "Ho fatto una cosa peggio dell' Isis, un crimine vigliacco, infame, crudele. Non mi piace essere me stesso" e ancora "a quel ragazzo ce penso tutti i giorni. Se gli sparavo finiva subito la cosa". Prato invece, trova conforto solo nel padre e nella terapia, non nella madre che è capace anche di ricattare affettivamente: "Mamma non viene? Io ho il libero arbitrio. Da bambino mi si è formato un vuoto, ho cercato di colmarlo per tutta la vita con droga e sesso, e poi è successo quello che è successo."

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Commenti all'articolo

  • Angeli1951

    27 Novembre 2016 - 14:02

    Troveranno certamente giudici "comprensivi" che lascieranno i criminali liberi in pochi anni incolpando la vittima per la propria morte sotto tortura

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  • Happy1937

    26 Novembre 2016 - 17:05

    Teniamoli ben rinserrati tutti e due fino al momento di rendere l'anima a Dio.

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