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Cinque omicidi in ospedale

Saronno, le intercettazioni tra l'anestesista e l'amante: "Se vuoi ammazzo i bambini"

Saronno, le intercettazioni tra l'anestesista e l'amante: "Se vuoi ammazzo i bambini"

Quando il dottor Leonardo Cazzaniga, anestesista di 60 anni al pronto soccorso dell’ospedale di Saronno (provincia di Varese), si trovava tra le mani pazienti anziani e in difficoltà, gli scattava qualcosa dentro - chissà, forse delirio di onnipotenza o complesso di superiorità - e improvvisamente si sentiva in diritto di poter giocare con la vita e la morte. Quella altrui. E così il medico mescolava i farmaci, manipolava le cure, aumentava i dosaggi fino a uccidere. L’ha fatto con almeno quattro persone - è quanto è emerso dopo le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Busto Arsizio - e per questo è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Non è stato il solo a finire in manette, però. Perché in questa maledetta storia di malasanità (ci sono altri 14 indagati) e follia c’è una seconda figura che complica la vicenda: quella di Laura Taroni, 40 anni, madre di due figli, infermiera nello stesso pronto soccorso. E amante dell’uomo (che è separato e viveva a Rovellasca, vicino Como).

Le intercettazioni - Proprio i due, in coppia, secondo l’accusa avrebbero maturato il progetto di uccidere il marito di lei (aveva 45 anni e gestiva un’azienda agricola a Lomazzo, provincia di Como), facendogli credere di avere il diabete e quindi somministrandogli per un lungo periodo una serie di farmaci che lo hanno debilitato fino alla morte (il 30 giugno 2013). Non solo. La Procura sta indagando anche sul decesso della madre della donna, che non era favorevole alla relazione tra la figlia e il medico, e sta valutando una serie di intercettazioni ambientali choc nelle quali Laura Taroni diceva all’amante di voler ammazzare anche i suoi due figli («Se vuoi uccido anche i bambini». «No, i bambini no»), oppure nelle quali, al telefono con il figlio di 11 anni, spiegava: «Ma poi la nonna Maria la facciamo fuori...». «Ma non hai capito». «La Nene la possiamo far fuori quando vogliamo e anche la zia Adriana» , «Tua nonna non è possibile, a tua nonna e a tua zia non è semplice... A meno che non gli fai tagliare i fili dei freni a tua zia... Gli tiri l'olio dei freni». (...) «Poi c'è tua zia Gabriella... Non sei abbastanza grande per poter... Non sei abbastanza grande!».

L’operazione che ha portato all’arresto del “dottor morte” (così era chiamato da chi indagava) e della sua amante complice è stata denominata “Angeli e demoni”. L’anestesista è accusato di aver creato negli anni un “protocollo” (la somministrazione di dosi letali di farmaci, che lui stesso chiamava «protocollo Cazzaniga») che applicava ad alcuni malati terminali arrivati al pronto soccorso mentre era di turno. Gli omicidi - che secondo quanto ricostruito dalle indagini sarebbero stati commessi solo dal medico (escluso il motivo economico) e senza l’aiuto di nessun altro - sarebbero avvenuti il 18 febbraio e il 30 aprile del 2012 e il 15 febbraio e il 9 aprile del 2013. «Si trattava di persone anziane e malate - spiegano gli inquirenti - alle quali il medico aveva somministrato dosi letali di farmaci per via endovenosa, in sovradosaggio e in rapida successione tra di loro. Tra questi morfina, clorpromazina, midazolam, propofol e promazina». Altre volte è stato riscontrato un uso eccessivo e anomalo di farmaci ma «non è stato possibile escludere che il paziente, tenuto conto delle sue condizioni, sarebbe morto comunque».

Le indagini - Le indagini sono scattate nel giugno 2014 in seguito alla denuncia di un’infermiera al nucleo operativo dei carabinieri di Saronno. Grazie alle intercettazioni, alle testimonianze di oltre 150 persone e ai riscontri medici, i militari dell’arma sono riusciti a portare alla luce i cinque presunti omicidi. Ieri gli arresti (la donna era da qualche giorno in malattia ed è stata fermata a casa sua: i due figli, che frequentano le elementari, sono stati affidati a una struttura protetta con un’ordinanza del Tribunale per i minori) e le perquisizioni negli ospedali di Angera (dove erano stati trasferiti da tempo), Busto Arsizio e Saronno e negli uffici della dirigenza ospedaliera.

Oltre all’arresto di Leonardo Cazzaniga e di Laura Taroni ci sono altri 14 indagati, a vario titolo, tra medici e dirigenti: pur avendo ricevuto segnalazioni su episodi sospetti da altri sanitari della struttura, non si sarebbero attivati con la necessaria diligenza per accertare le responsabilità».

di Alessandro Dell'Orto

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    01 Dicembre 2016 - 10:10

    C'erano alre persone che sapevano e hanno taciuto o non hanno preso provvedimenti per fermarli e quindi sono dei delinquenti come loro e vanno cacciati e puniti.

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  • Anna 17

    Anna 17

    01 Dicembre 2016 - 08:08

    Niente giustizia, che solitamente non funziona. Basta suicidarli in carcere e farlo sapere. Avrà lo stesso effetto di una giusta pena, incuterà lo stesso timore agli altri eventuali delinquenti.

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  • Anna 17

    Anna 17

    01 Dicembre 2016 - 08:08

    Niente giustizia, che solitamente non funziona. Basta suicidarli in carcere e farlo sapere. Avrà lo stesso effetto di una giusta pena, incuterà lo stesso timore agli altri eventuali delinquenti.

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  • capitanuncino

    30 Novembre 2016 - 11:11

    L'Angelo della morte di Auschwitz è tornato....Assieme alla belva Ilse...Ammazzateli subito prima che facciano altri danni.

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