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Il caso

Bellavista Caltagirone il nullatenente
con yacht, aereo privato e villa a Capri

L'imprenditore con residenza nel Lussemburgo è accusato di evasione fiscale. La Gdf gli ha sequestrato beni per 145 milioni di euro

Francesco Bellavista Caltagirone

Francesco Bellavista Caltagirone

Risultava nullatenente al fisco ma aveva yacht, aereo privato e una villa a Capri. La Guardia di Finanza ha sequestrato all’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone beni mobili e immobili, in Italia e all’estero, per un valore di circa 145 milioni di euro. Il costruttore era fiscalmente residente in Lussemburgo e i numerosi immobili sequestrati oggi, di assoluto pregio, erano intestati a società straniere o nazionali, con mera funzione di schermo.

 

Gallery: yacht, areo e villa:
i beni sequestrati al nullatantente Caltagirone 

na galassia di società - Grazie a numerose perquisizioni locali eseguite in Italia presso imprese, studi legali e commerciali e abitazioni private, erano stati acquisiti "molteplici elementi probanti della riconducibilità, sia in termini di proprietà che di gestione, al Bellavista Caltagirone, dei due citati gruppi societari, oltre che delle 45 imprese nazionali e delle società controllanti estere". Non solo: le indagini delle Fiamme gialle di Roma hanno anche rivelato l’esistenza di una miriade di imprese estere, prevalentemente ubicate, oltre che in Lussemburgo, a Cipro, nel Principato di Monaco, a Madeira, in Francia ed in numerosi "paradisi fiscali" oltreoceano (tra cui le Isole Vergini Britanniche e le Antille Olandesi), per lo più utilizzate dall’imprenditore per l’intestazione di beni mobili ed immobili nella esclusiva disponibilità sua e dei familiari. 

Il sequestro dei beni - "Gli accertamenti - spiegano gli investigatori - hanno consentito di considerare esterovestita una galassia societaria costituita da ben 50 imprese con sede formale non in Italia, con l’attrazione a tassazione in Italia dei redditi conseguiti, pari a circa 600 milioni di euro, cui corrisponde un’imposta evasa, ai soli fini delle imposte dirette, di circa 162 milioni di euro". A conclusione delle indagini, il gip del Tribunale di Roma ha disposto, su richiesta della locale procura, il sequestro preventivo dei beni che, formalmente intestati a soggetti giuridici italiani o esteri, sono da ricondurre alla disponibilità di fatto dell’imprenditore. In particolare, si tratta di 23 immobili del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, di cui 18 in Italia - tra cui appartamenti a Roma, Milano e provincia, Venezia ed una villa ad Anacapri - e 5 in Costa Azzurra (Francia). Tra i beni mobili figurano, invece, un lussuoso superyacht di 71 metri, battente bandiera di Madeira e del valore stimato di circa 100 milioni di euro nonché un aereo privato, tipo Falcon, formalmente intestato ad una società lussemburghese, attualmente custodito in un hangar di un aeroporto estero, del valore di circa 30 milioni di euro.

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Commenti all'articolo

  • deltabravo

    31 Marzo 2013 - 17:05

    casini di nome e di fatto,caltagirone poteva fare e vendere tutto perchè coperto da uomini di potere ed amanti della chiarezza del fumo negli occhi di noi profani,bisognerebbe vedere anche nel mps,e nelle società fantasma della così detta sinistra democratica nel rubare ai poveri per tenersela nelle loro coop famigliari.indagare in questi filoni e non solo di destra,ne vedremmo delle belle.

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  • rugantino

    22 Marzo 2013 - 10:10

    e vabbè, ma co' ste famije allargate te poi pure sbajà, no? Possibbile ke nun fa' parte della ... famigghia di pierferdy? nun c'entra manco n'anticchia? quella famigghia che il pierferdy ha sempre posto al centro dei suoi programmi!

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  • iuchi

    22 Marzo 2013 - 08:08

    Ora dite che Casini non era al corrente di questo parente evasore totale. Lui si permetteva queste cose perché era coperto da Casini altro che storie!!! Finito Casini ecco che esce fuori tutto. Questi parlamentari che si sposano con possenti famiglie di costruttori o latri per potere fare e ricevere privilegi. Vergognatevi tutti e casini per primo. Avrebbe dovuto denunciare Caltagirone per quello che stava facendo e non coprirlo. Invece di arrestarli bisognerebbe IMPICCARLI questi personaggi che non conoscono la vergogna come Caltagirone. Voce di popolo Voce di DIO!!!!

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  • eovero

    21 Marzo 2013 - 21:09

    Sequestare 145 milioni a Caltagirone è come avere tolto una goccia d'acqua dal mare...145 miliardi forse sarebbe più vicino alla realtà

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