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È morto Nantas Salvalaggio

primo direttore di Panorama

È morto Nantas Salvalaggio
Si è spento questa notte a Roma lo scrittore e giornalista Nantas Salvalaggio, famoso per le sue grandi interviste e per i romanzi della maturità. Nato a Venezia il 17 settembre del 1923 (avrebbe compiuto il prossimo settembre 86 anni) è morto nella clinica Villa Mafalda, circondato dall'affetto della sua famiglia che ne ha dato notizia. Selvaggio, corrispondente per ‘Epoca’ e ‘Corriere della Sera’,  è stato il fondatore e il primo direttore di 'Panorama', la rivista nata nel 1992 per volontà dell'editore Alberto Mondadori. Autore di una ventina di romanzi, nel 1986 conquistò il premio Strega con Fuga da Venezia. Il suo esordio come romanziere risale al 1953 con 'Il vestito di carta' e tra i suoi libri più fortunati si ricordano 'Malpag'a  (1972) e 'Il campiello sommerso' (1974).


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  • ghorio

    30 Maggio 2009 - 09:09

    Mi unisco all'erudito commento di "gasparotto" sulla scomparsa di Nantas Salvalaggio. Mi piace ricordarlo come grande reporter, anche se al suo esordio ero ancora quasi in fasce. Nella sua biografia figura la collaborazione al grande "Tempo" di Roma, al "Corriere", a "Epoca" e in ultimo anche a"Libero".Tra l'altro è stato fondatore di "Panorama", nel 1962, non 92,come da notizia di agenzia che figura anche nella "pillola" di Libero.All'inizio "Panorama" fu mensile e poi diventò sttimanale, ma non il primo di "news", come si è sempre propagandato, in qunto il primo settimanale del genere fu "Vita" diretto dal bravo Luigi d'Amato. Giovanni Attinà

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  • gasparotto

    29 Maggio 2009 - 20:08

    Nemo immortalis est. Nessuno è immortale, nemmeno le anime nobili ed i grandi scrittori. Orazio il poeta latino, epicureo e bonvivant, disse avvicinandosi la sua fine: non omnis moriar, non morirò del tutto, qualcosa di me resterà. E difatti cosa sarebbe la nostra vita, che scopo avrebbe se non quello di lasciare la nostra impronta, qualche orma di questo nostro effimero passaggio? E Salvalaggio lo ha fatto, una sua impronta, come quella che lasciano i divi di Hollywood sul cemento fresco, l'ha sicuramente lasciata con la sua vita spericolata di grande reporter ed i suoi libri ed articoli. Entusiasmanti i suoi scritti da Parigi quando fu inviato da un settimanale e lui le prime notti dormì sulla 500. Seguivo i suoi scritti ed i suoi libri. Raccontava con nostalgia struggente i suoi anni giovanili nel liceo veneziano, dove era nato. Scrisse un racconto su una giovane amica che aveva perso la testa per Ernest Emingwai, detto papà burbon, che io segui preso da grande curiosità, mi pare sul Giornale,allora diretto da Feltri. Una prosa che ti prendeva, secondo lo stile della vecchia guardia, di coloro che sapevano usare la penna collegandola con il cervello ben coltivato da studi classici e da letture di grande spessore. Ultimamente lo avevao perso di vista, lui come tanti altri che non leggo più e che erano i miei preferiti. E' una scomparsa che lascia un vuoto , sia nel mondo del giornalismo sia nel mondo della cultura. Sicuramente mancheranno gli onori che merita, Salvalaggio non era uno della nomenclatura di sinistra, dove stanno i turibolieri di turno pronti a consumare chili di incenso quando se ne va uno di loro. Addio Nantas, mi mancherai.

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