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Femminismo a seno nudo

Femen in Italia
foto delle adepte
in topless
su Facebook

L'organizzazione è già pronta per la prima Slut Walk in territorio italiano. Lo scopo: combattere contro il femminicidio e la violenza

Femen in Italia
foto delle adepte
in topless
su Facebook

L'organizzazione "Femen" arriva anche in Italia. Certo, non poteva esserci momento più azzeccato mentre la politica italiana si sbizzarrisce a son di imprecazioni sessite  e i cantautori danno della "troia" a qualche donna, loro avanzano a son di slogan femministi stile anni '70 della serie: "Tremate, tremate, le streghe son tornate". Il movimento, nato in Ucraina del 2008, e fondato da Sasha Shevchenko e Anna Hutsol sta raccogliendo adepte anche nella nostra penisola. I passi per candidarsi sono semplici: "Comincia a mettere una tua foto in topless su facebook". Il motivo? "Così capti la reazione dei tuoi amici. Le tue immagini durante una protesta saranno pubbliche. Almeno ti rendi subito conto di quello che ti aspetta" dichiara una seguace al Corriere della Sera. Un lungo percorso, infatti, quello necessario per diventare una soldatessa a "seno scoperto". La preparazione infatti non è solo fisica ma in primo luogo mentale e psicologica: workshop, laboratori teorici e duri allenamenti. Le ragazze devono prepararsi ad essere bloccate dalle forze armate durante le proteste, ad essere ostacolate e magari anche picchiate. E poi c'è il vero e proprio nudo: non tutte resistono alla pressione mediatica anche se si tratta di spogliarsi per una buona causa. In italia però il rischio non è solo quello delle percosse ma soprattutto il pericolo di una condanna che può andare dai 2 ai 7 anni per atti osceni in luogo pubblico, oltre all'aggiunta dei reati di manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.

Femen made in Italy - Le giovani attiviste italiane però non si tirano indietro, sono decise, determinate e vogliono far valere le loro idee e la loro visione sull'universo "donna". In cima alla lista delle priorità  c'è la necessità di una rivalutazione della figura femminile troppo spesso denigrata dall'immagine di una televisione che la rappresenta solo come un mero oggetto sessuale.  L'ong femminista ha un preciso scopo: "Veicolare ed affermare il corpo, passando da quello spettacolarizzato a quello politico, capace quindi di affrontare la repressione senza timori". Una presa di posizione forte e la scelta di porsi in prima linea contro i mali della nostra epoca accompagnano queste giovani donne (per lo più studentesse che hanno girato il mondo) lungo il percorso del militantismo. Per adesso le engagè sparse nel territorio italiano sono circa una trentina e si stanno preparando per realizzare la prima Slut Walk tricolore per gridare il proprio orrore nei confronti del femminicidio e dalla violenza. Questa manifestazione rappresenterà la loro immersione nelle acque del Giordano, il battesimo e la trasformazione da profane a vere e proprie amazzoni dell'era moderna: "Da quel momento in poi saremo pronte".

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Commenti all'articolo

  • plaunad

    29 Marzo 2013 - 18:06

    Toglietevi il tricolore dalle tette, sgualdrine!

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  • Il_Presidente

    28 Marzo 2013 - 14:02

    il trionfo della beceraggine. Eh già,manifestare dignitosamente, civilmente è da retrogradi e bigotti. Che schifo di discarica ideologica che stiamo costruendo.

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  • oasis77

    28 Marzo 2013 - 12:12

    Facile venire in questo paesetto a sfoderare le tette.. Chiederei a queste gentili "signorine" per quale motivo non vanno a fare le stesse cose nei democratici paesi arabi.. Forse perchè dopo 30 secondi sarebbero giustiziate in piazza?!?! Io credo di si.. se volete difendere le donne partite dove proprio le donne vengono uccise ogni giorno.. farlo qua è troppo facile...

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  • pclaudio

    28 Marzo 2013 - 11:11

    Esibire il davanzale in Italia. Capirai, basta accendere la tv per assistere allo stesso spettacolo. Queste novelle (e ridicole) paladine del femminismo dovrebbero protestare a seno nudo in un qualunque Paese arabo; magari nel "nuovo" e democraticissimo Egitto, che imputa alle vittime di stupro la violenza subita. Fiato al vento. Ovviamente queste quattro esaltate preferiscono sbraitare e dibattersi qui da noi, fingendo ce ne sia davvero bisogno.

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