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Si tira la cinghia

Meno viaggi, agnelli e uova
La Pasqua low cost degli italiani

Spese in calo del 20%. L'allarme di Federalberghi: "Crisi epocale: economia turistica ai livelli post Seconda Guerra Mondiale"

Meno viaggi, agnelli e uova
La Pasqua low cost degli italiani

Niente viaggi, poche uova e pranzi rigorosamente casalinghi. È questa la fotografia della Pasqua 2013, anche’essa, come tutte le festività che l’hanno preceduta, all’insegna dell’austerity più severa. A poche ore dall’inizione della tradizionale via crucis percorsa dal nuovo papa Francesco le associazioni di categoria hanno iniziato a snocciolare i dati sull’andamento delle spese legate ai festeggiamenti. Desolante il quadro. Per questa Pasqua si dice addio alle tradizionali vacanze in cui si dorme fuori (-20%) e ai pasti al ristorante (-3%). Non si rinuncia, però, ad una giornata di svago magari facendo ricorso al pranzo al sacco preparato a casa. Quanto ad uova e colombe, sono almeno 5 milioni gli italiani che cucineranno da soli i dolci tipici, con conseguenze sensibili sugli acquisti dei prodotti industriali, in calo del 12%. Il pranzo di Pasqua verrà consumato per più di otto italiani su dieci a casa con una spesa stimata in 1,1 miliardi di euro con un calo del 10% rispetto allo scorso anno.

Alimentari - Consumi in forte ribasso è anche la previsione di Confesercenti, che parla di una contrazione media delle vendite alimentare nell’ordine del 10%. Tra gli operatori commerciali del settore le aspettative sono improntate a forte preoccupazione: sulla base degli ordini ricevuti fino ad ora, la Fiesa, l’associazione di categoria Confesercenti che riunisce gli esercenti specialisti di alimentazione, si attende una sostanziale diminuzione delle vendite totali rispetto a Pasqua 2012, anche se sulla spesa finale inciderà molto l’aspetto meteorologico. Nello specifico, sul fronte dei dolci tipici, la previsione è di una calo degli acquisti tra il 5% e il 7% per le colombe e dell’8% per le uova di cioccolato. In calo anche le carni, con una contrazione del 10% per gli agnelli. Sui salumi si registrerà una lieve flessione, di circa il 5%. Non sfuggono all’austerity generale neanche le vendite di pesce, (-3%), nonostante la diminuzione dei prezzi (fino al -10%), che ha riguardato il pesce d’allevamento e le vongole. Stabile il consumo di pesce azzurro, mentre calano decisamente gli acquisti di crostacei e frutti di mare (-8%). Stime in ribasso (-3%) anche per le vendite dei vini. Più fosco il quadro tratteggiato dalle associazioni dei Consumatori, secondo cui la situazione economica negativa del nostro paese, associata alla forte perdita del potere d’acquisto da parte dei cittadini e ad un generalizzato aumento dei prezzi al dettaglio, porterà le famiglie a tagliare gli acquisti dei prodotti tipici pasquali, senza però rinunciare al classico pranzo di Pasqua, che resta una tradizione fissa nelle case degli italiani. Il Codacons ha monitorato l’andamento delle vendite e la propensione all’acquisto da parte dei consumatori. Analizzando i prezzi de prodotti alimentari tipici di Pasqua in vendita presso la piccola e grande distribuzione, si riscontrano rincari generalizzati per i generi dolciari e i prodotti trasformati, spiega l’associazione, con le classiche colombe o uova di cioccolato che subiscono aumenti medi compresi tra il 6 e l’8% rispetto al 2012. «I consumi delle famiglie relativi ai beni pasquali risentiranno della pesante crisi economica in atto», afferma il presidente Carlo Rienzi. In particolare per uova e colombe il Codacons registra un calo record degli acquisti mediamente del 17% rispetto allo scorso anno. Gli italiani tuttavia, pur effettuando sensibili tagli agli acquisti alimentari, non rinunceranno al classico pranzo di Pasqua in famiglia, «e la spesa complessiva per il pranzo pasquale sarà di circa 1 miliardo di euro».

Viaggi - Per Pasqua sono in partenza il 14,1% di italiani in meno dello scorso anno. Secondo l’indagine effettuata dall Istituto ACS Marketing Solutions per Federalberghi, andranno in vacanza, dormendo almeno una notte fuori casa, 8,2 milioni di persone, contro i 9,5 milioni del 2012, di preferenza in casa di amici e parenti. "I dati previsionali di Pasqua sono l’ennesima conferma di come l’Italia stia purtroppo vivendo una crisi epocale, che rischia di far tornare l’economia turistica ai livelli post Seconda Guerra Mondiale", commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. Il sondaggio mostra un sorpasso storico delle case di parenti e amici (scelte dal 28,1% del campione) rispetto alle strutture alberghiere (preferite dal 27,6%). Le presenze in hotel calano dello 0,8% mentre aumentano quelle in B&B (dal 2al 6,1%); in flessione anche l’agriturismo (-1%). La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) si attesterà sui 317 euro rispetto ai 329 del 2012 (con un calo del 3,6%) generando un giro d’affari di 2,59 miliardi (rispetto ai 3,13 miliardi del 2012) per un decremento del 17%. L’88% di chi andrà in vacanza resterà in Italia, mentre il 12% all’estero. Chi resterà in Italia spenderà in media 272 euro (rispetto ai 288 del 2012), mentre chi andrà oltreconfine spenderà una media di 631 euro a persona (rispetto ai 682 del 2012). La durata media, infine, della vacanza si attesterà sulle 3,2 notti rispetto alle 3,5 notti del 2012. Il sondaggio mostra un sorpasso storico delle case di parenti e amici (scelte dal 28,1% del campione) rispetto alle strutture alberghiere (preferite dal 27,6%). Le presenze in hotel calano dello 0,8% mentre aumentano quelle in B&B (dal 2al 6,1%); in flessione anche l’agriturismo (-1%). La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) si attesterà sui 317 euro rispetto ai 329 del 2012 (con un calo del 3,6%) generando un giro d’affari di 2,59 miliardi (rispetto ai 3,13 miliardi del 2012) per un decremento del 17%. L’88% di chi andrà in vacanza resterà in Italia, mentre il 12% all’estero. Chi resterà in Italia spenderà in media 272 euro (rispetto ai 288 del 2012), mentre chi andrà oltreconfine spenderà una media di 631 euro a persona (rispetto ai 682 del 2012). La durata media, infine, della vacanza si attesterà sulle 3,2 notti rispetto alle 3,5 notti del 2012. 

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Commenti all'articolo

  • charmant2

    31 Marzo 2013 - 11:11

    aiuta vivere con meno acciacchi e meno spese. Ci siamo scordati che la carne non si mangia di venerdì? E non è un bel risparmio? Leggo che vi sono tante famiglie tristi per l'aumento:ripiegassero su quella di pollo.La carne di vaccina,ci regala gli acidi urici che,se vanno a depositarsi nelle articolazioni,confuse con l'artrosi,ci procurano molti guai.Rallegriamoci.

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  • attila51

    30 Marzo 2013 - 19:07

    Ho 65 anni ,una famiglia sul gobbo e uno stipendio al limite del decoro. Non ho ripeto non ho mai avuto i 272 euro medi pro capite per fare le vacanze ne a Natale ne Pasqua, non sono tra quelli che fanno ( tuttora) il tutto esaurito in montagna, non sono tra i 40.000 che attualmente occupano le navi da crociera sul mediterraneo,non sono mai stato tra le migliaia di italiani che attualmente sono al caldo ai tropici E NON Sono mai morto. Albergatori con i vostri prezzi andate a ca...re.

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