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Contaminazione alimentare

Escrementi di topo nei dolci di Pasqua: sequestrata un'azienda del salernitano

Per celare lo pessimo stato di conservazione, inventavano etichettatura e data di scadenza. Analoga operazione nel Salento

Escrementi di topo nei dolci di Pasqua: sequestrata un'azienda del salernitano

Ancora uno scandalo alimentare. I carabinieri del Nas di Salerno hanno sequestrato un'azienda dolciaria abusiva per le pessime condizioni igieniche in cui versava. Da qui il sequestro di 24 tonnellate di prodotti dolciari che erano in pessimo stato di conservazione e, in alcuni casi, contaminati con escrementi di topo. Addirittura, l'etichettatura e la data di scadenza dei prodotti veniva totalmente inventata dall'azienda. L'azienda, sita nell'agro nocerino sarnese, era infatti  totalmente abusiva: per commercializzare i prodotti usava una falsa partita iva, quella di un'azienda di impianti elettrici. I Nas hanno quindi sequestrato anche la struttura (di circa 300 mq), onde evitare i potenziali rischi per la salute pubblica dei prodotti li prodotti.Le indagini dei Nas hanno poi portato alla chiusura di altre tre aziende di dolciumi e al sequestro di circa 21 tonnellate di semilavorati per dolciumi, per un valore commerciale di 350 mila euro.

Sequestrati 5 quintali di cioccolato - Operazione dei Nas anche a Lecce, dove hanno impedito la commercializzazione di prodotti tipici delle festività pasquali potenzialmente dannose per la salute pubblica, sequestrando numerosi sacchi da 25 kg di cioccolato in polvere in evidente cattivo stato di conservazione. I locali erano caratterizzati dalla presenza da muffe, infiltrazioni d'acqua e crepe nei muri. Le materie prime erano custodite all'interno dei locali insieme ad altri prodotti non alimentari. Sono quindi stati sequestrati sia i locali che le materie prime, per un totale, quest'ultime, di oltre cinque tonnellate di cioccolato destinato alla produzione di uova pasquali da distribuire negli esercizi commerciali di Brindisi e Lecce.

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Commenti all'articolo

  • lillo10

    02 Aprile 2013 - 22:10

    ma dicono che la muffa sia un antibiotico , parte gli scherzi , perchè non gli fanno mangiare il tutto a chi li a prodotti, operai compresi se vuoi loro sono già abituati

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  • teo's

    01 Aprile 2013 - 13:01

    Contento di non essere l'unico a pensarla così, amareggiato (per essere buonista e non utilizzare termini peggiori) che purtroppo non cambierà nulla..

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  • giocefa

    01 Aprile 2013 - 10:10

    di tante denunce mai che sia stato pubblicato il nome dell'azienda e dei prodotti contraffatti!! almeno per dare la possibilità a quelli che l'hanno comprati e che li hanno ancora in casa di buttarli via. Bisogna togliere a questi delinquenti la certezza dell'impunità e dare loro condanne severe. Non concedere a nessun familiaree affini fino al 12° di rilevare le aziende fallite e continuare il commercio sotto altro nome. gli autori di questi attentati all'umanità dovranno pagare caro le loro malefatte e mettere a tacere anche tutti i difensori dei diritti dei carcerati.

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  • nicolix

    01 Aprile 2013 - 10:10

    X teo: non temere di essere giudicato estremista, estremista e’ la giustizia buonista che non applica le dovute pene a costoro che inpunemente attentano alla nostra vita: questo si chiama tentato omicidio. Quello che e’ sconcertante e’ che quelli che vengono colti con “gli escrementi nel sacco” grazie all’encomiabile lavoro dei nostri investigatori, vengano semplicemente multati se va’ bene (multa che poi neanche pagano) e ricominciano da capo con un’altro marchio e non sarei sorpreso di apprendere che usufruiscono anche dei contributi del settore. Bisogna finirla con questo degrado, questi sono reati molto seri, allo stesso livello dell’inquinamento ambientale: non si puo’ piu’ tollerare che il profitto individuale danneggi irrimediabilmente la vita nostra, dei nosti figli e del nostro mondo.

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