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L'inchiesta a Bergamo

Le toghe a tavola fanno festa
coi boss del narcotraffico

Spuntano le foto di tre magistrati bergamaschi con Patrizio e Massimo Locatelli: finiti in carcere dopo il papà per traffico di droga

Della famiglia di malavitosi parla Roberto Saviano nel suo ultimo libro "ZeroZeroZero"
Le toghe a tavola fanno festa
coi boss del narcotraffico

di Matteo Pandini

«Il nome di un trafficante di droga non lo ricorda mai nessuno». Lo scrive Roberto Saviano nel suo ultimo libro, ZeroZeroZero, in cui parla di cocaina e spiattella la storia del boss bergamasco Pasquale Claudio Locatelli. Attualmente è in carcere: poco dopo il suo arresto finirono in cella pure i due figli Patrizio e Massimiliano. Saviano si sorprende che nessuno, neanche nella provincia lombarda, avesse sentito puzza di bruciato quando i rampolli facevano fortune con un’industria edile come la Lopav Spa, mentre il papà-boss era già in galera con accuse pesantissime e il sospetto di legami con i clan di mezzo mondo, tra cui quello camorristico dei Mazzarella. Saviano ha ragione: nessuno sembrava sospettare. Neanche i magistrati bergamaschi. Tanto che alcuni di loro, tra i più seri e brillanti, facevano festa e pranzavano proprio con i figli del narcotrafficante. Facendosi addirittura fotografare per una rivista locale. Era infatti successo che poco prima di essere arrestati per ordine del gip di Napoli, i due ragazzi avessero organizzato un evento per riunire i 150 dipendenti e le relative famiglie. Era domenica 19 settembre 2010. Alle Ghiaie di Bonate, oltre ai titolari e agli operai, c’erano parecchi ospiti vip. Qualche politico. Alcuni religiosi, come l’arcivescovo Gaetano Bonicelli. E soprattutto tre magistrati: Carmen Pugliese, Angelo Tibaldi, Mario Conte. Non erano soli. C’era anche un ispettore di polizia in servizio in Procura. Questo dicono le fotografie. In più, alcuni dei presenti ricordano di aver visto pure il direttore del carcere di Bergamo Antonino Porcino e un sottoufficiale della Guardia di Finanza.

Carceri e fughe - Circa un mese dopo, Patrizio e Massimiliano Locatelli finiranno in manette con l’accusa di concorso in traffico di stupefacenti e riciclaggio. Gli hanno sequestrato beni per circa 10 milioni. Già questo avrebbe dell’incredibile. Ma il peggio è che il padre, Pasquale Claudio, era un fuoriclasse della malavita. Saviano lo racconta bene nel libro. Quando aveva vent’anni si dedicava al furto di auto di grossa cilindrata. Locatelli - scrive Saviano - è furbo e inizia a imparare le lingue per allargare i suoi interessi. Austria. Francia. Poi Spagna. S’inventa parecchi soprannomi e si stabilisce in una villa nei dintorni di Saint-Tropez. Viene arrestato nel 1989. In casa gli trovano 41 chili di coca colombiana. Finito nel carcere di Grasse per scontare una decina di anni, si rompe un braccio. Gli agenti lo trasportano a Lione. Quando arriva a destinazione, un commando attacca la scorta e scappa col boss. È fuga. Va in Spagna e si fa chiamare «Mario di Madrid». Come racconta Saviano, è l’uomo di riferimento dei narcos colombiani in Europa e proprietario di una flotta navale per il traffico internazionale di cocaina. 

Non proprio un pesce piccolo, insomma. Lo scrittore lo definisce un «broker della polvere». E scrive: «Ha intuìto che l’eroina come mercato di massa stava finendo, mentre il mondo ne consumava ancora tonnellate». Nel 1991 riuscirà a scappare da una villa nel Bresciano, dove era andato dalla sua compagna Loredana. Pochi anni più tardi verrà pizzicato con un avvocato e il sostituto procuratore di Brindisi: nel processo il magistrato riuscirà a dimostrare di non sapere chi fosse Pasquale Locatelli e verrà prosciolto. Evidentemente, qualche boccone con le toghe sono un vizio di famiglia. Dopo anni di galera in Spagna, il boss torna nella prigione di Grasse (quella dell’evasione), ma nel 2004 devono estradarlo a Napoli. Una sentenza della Corte di cassazione gli ridà la libertà. E Locatelli senior torna in Spagna, dove fa dentro e fuori da galera distribuendo false identità. 

Intanto i due figli sono rimasti in Italia e mettono in piedi la Lopav Spa, che si occupa di pavimentazioni. Vincono pure un appalto da 500mila euro all’Aquila. Oltre a quello per il nuovo centro commerciale di Mapello, Bergamo, che a fine 2010 verrà scandagliato per la scomparsa della 13enne Yara Gambirasio, inghiottita nel buio di Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e trovata cadavere tre mesi dopo. Nel maggio 2010 Pasquale Locatelli finisce in carcere, dopo che gli inquirenti avevano pedinato proprio il figlio che lo stava raggiungendo in Spagna. Pochi mesi dopo, anche i rampolli subiranno lo stesso trattamento. Nel corso delle indagini su Yara, era emerso che il padre della ragazza, Fulvio Gambirasio, aveva avuto rapporti di lavoro con la Lopav. Per Saviano, aveva addirittura testimoniato in un processo contro Pasquale Locatelli. Ma la pista di un possibile collegamento con la scomparsa della 13enne è stata abbandonata in fretta.

Sostituti procuratori - Erano tanto sicuri di sé, i rampolli Locatelli, da invitare a pranzo dei magistrati.  Angelo Tibaldi fu tra i più giovani ed efficaci sostituti procuratori che indagarono sugli episodi di corruzione che, nell’era di Tangentopoli, riguardavano anche Bergamo. Da anni è giudice del tribunale civile. Carmen Pugliese è attualmente il sostituto procuratore di maggior anzianità della Procura orobica. Si è occupata di più settori: dallo spaccio di droga alla pedofilia. Mario Conte, già sostituto procuratore a Bergamo e oggi giudice del tribunale civile, negli anni ’90 ha lavorato anche a Milano con Di Pietro. Recentemente è stato assolto dalla Corte d’assise di Milano dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti nel procedimento che lo vedeva imputato per i suoi rapporti con i carabinieri del Ros del generale Giampaolo Ganzer. Questa volta ha ragione Saviano. «Il nome di un trafficante di droga non lo ricorda mai nessuno».

 

 

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Commenti all'articolo

  • mascar56

    05 Luglio 2016 - 12:12

    Mandare teste di cuoio.... STOP

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  • imahfu

    03 Maggio 2013 - 10:10

    Tutto per giustificare l'ingiustificabile. Ma attento, bananas: se vince il PDL saremo tutti esclusi dall'UE e al fallimento sicuro. Berlusconi ''non c'era posto a Londra''. Rifiutato alle manifestazioni a Londra. La Germania lo prenderebbe a calci e la Francia sorride (ricordate Sarkozi e la Merkel ?) eppure costui era di destra.

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  • rendagio

    02 Maggio 2013 - 13:01

    e' vero che ci sono magistrati onesti (pochi ) ed è anche vero che sono il potere assoluto prima di Dio in Italia,quando cominceremo ad eliminarli fiscamente , vedi ultimi spari a Roma...allora forse capiranno qualcosa, ora sono dei parassiti ad oltranza, bisogna colpire fisicamente non solo loro, ma i figli, le mogli le amanti e certi amici, solo cosi' sipotra fare una vera giustizia ..requescanti ..in pace .Italiani svegliatevi

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  • oasis77

    11 Aprile 2013 - 08:08

    Ora capisco perchè aspetto una sentenza da 3 anni per un danno ricevuto alla mia azienda... Sono tutti a pranzo e a cena con boss mafiosi e politici corrotti.. azz devo dire alla banca di portare ancora di pazienza visto che dovranno digerire e smaltire tutte ste calorie...

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