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Toghe rosse

Palermo, Scarpinato si è insediato alla procura generale

Caselliano di ferro, ha fatto per anni coppia con Ingroia nei più importanti processi politici. Ha pure scritto un libro anti-Cav

Roberto Scarpinato
Brutte notizie per chi, e sono tanti, stava festeggiando il trasferimento di Antonio Ingroia ad Aosta. Già, perché alla procura generale di Palermo, proprio oggi, venerdì 12 aprile, si è insediato un'altra punta di diamante dell'antiberlusconismo: Roberto Scarpinato, che con Ingroia ha condiviso per molti anni la stessa scrivania a Palermo. Scarpinato, nell'eterna lotta tra caselliani e grassiani, rientra di diritto nella prima fazione, seppur non si è mai esposto, non quanto Ingroia, mediaticamente, ne ha mai azzardato, finora, nessun processo mediatico. 
Il fallimento del processo Andreotti - C'è lui, però, nella maggior parte dei disastrosi processi politici imbastiti alla procura di Palermo negli ultimi anni: rappresentava l'accusa, ad esempio, nel processo contro il Senatore a vita Giulio Andreotti che, come noto, si è concluso con l'assoluzione con l'ex-esponente dell'Udc. Tra l'altro, che l'aria alla procura di Palermo non è destinata a cambiare, lo ha affermato esplicitamente a margine della cerimonia d'insediamento, dichiarando: "Sarò il custode e il garante dell'eredità ricevuta da chi, prima di me, ha costruito con il sacrificio di molti il patrimonio di credibilità che contraddistingue la Procura di Palermo". Chiaro, no?. 
Il libro contro il Cav - Scarpinato, però, che proviene dalla procura di Caltanissetta, si diletta anche come scrittore. Insieme a Saverio Lodato, giornalista che si occupa di mafia, nel 2008 ha dato alle stampe un libro dal titolo "Il ritorno del principe". Di cosa tratta? Ma di Berlusconi, of course, di cui traccia un profilo che più giustizialista non si può, ricicciando il conflitto d'interessi, le leggi ad personam, la corruzione politica e tutto quanto prevede il manuale del buon antiberlusconiano. Una scelta, insomma, nel segno del "tutto cambi affinché nulla cambi". Una piccola rivincita per Ingroia, un altro incubo per i siciliani.

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Commenti all'articolo

  • danianto1951

    13 Aprile 2013 - 18:06

    a comandare nella procura più mafiose del mondo

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  • bocciatore

    13 Aprile 2013 - 12:12

    Questo è uno dei p.m. coinvolto nell'accusa a Andreotti finita con la sentenza che ha fatto ridere persino i polli, meno quelli di sx. naturalmente.

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  • eovero

    13 Aprile 2013 - 11:11

    un'altro togato che arriva da Caltanissetta,penso la cittadina che dovrebbe avere il maggior numero di dipendenti pubblici della isola,ma quanti sono i magistrati che vengono da lì? e i carabinieri? e i finanzieri? e tutte quelle persone che vestono una divisa militare? e quanti sono i mafiosi di questa cittadina??....che schifo che fa l'Italia....

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  • Ganibar

    13 Aprile 2013 - 11:11

    Roberto Scarpinato è una grande speranza per i siciliani onesti. E' un campione di legalità e di integrità morale non di antiberlusconismo, anche se le due cose coincidono!

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