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Numeri e tempi

Tra cabina elettorale e buffet:
ecco come si vota il Presidente

Senatori, deputati e delegati regionali saranno chiamati ad esprimere la preferenza due volte al giorno. Dalla quarta chiamata basta la maggioranza qualificata

Le cabine montate a Montecitorio per le elezioni

Le cabine montate a Montecitorio per le elezioni

 

Si inizia a votare alle 10 di oggi, 18 aprile 2013: senatori, deputati e delegati regionali si ritroveranno a  Montecitorio per eleggre il 12esimo Presidente della Repubblica. Il calendario prevede due votazioni al giorno, una la mattina e una alle 16, senza soluzioni di continuità, visto che si tratta di un’unica seduta. 

Lo spoglio - La votazione avverrà per schede con il sistema della chiama, per ordine alfabetico, partendo dai senatori, proseguendo con i deputati e concludendo con i delegati regionali, che esprimeranno la loro preferenze nelle cabine (saranno 4) allestite nell’emiciclo. Quindi avrà inizio lo spoglio, pubblico, con il presidente della Camera, con al suo fianco quello del Senato, che leggerà il nome segnato sulla scheda, a meno che non sia bianca o nulla. Verranno considerati dispersi i voti inferiori a due. Se il quorum necessario verrà raggiunto, lo scrutinio si concluderà con la  proclamazione dell’eletto. A quel punto però non sarà ancora in carica. Entrerà nel pieno delle sue funzioni solo dopo il giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione, che verrà prestato nell’Aula di Montecitorio sempre davanti al Parlamento riunito in seduta comune appositamente convocata. Quindi il nuovo Capo dello Stato pronuncerà il suo messaggio di insediamento. A dettare i ritmi dei lavori saranno naturalmente i quorum richiesti per eleggere il Capo dello Stato. Nei primi tre scrutini occorre la maggioranza di due terzi dell’assemblea, dal quarto in poi è sufficiente quella assoluta. Il plenum sarà formato da 1007 grandi elettori, vale a dire 630 deputati, 319 senatori, 58 delegati regionali (tre per ogni Regione più uno per la Val d’Aosta). Quindi nei primi tre voti per poter arrivare al Quirinale serviranno 672 preferenze, poi 504.

Chi vota - Sulla carta il centrosinistra dispone di 118 senatori, 339 deputati, 28 delegati regionali, per un totale di 485. Il centrodestra, considerando anche la Lega, può contare su 117 senatori, 126 deputati e 27 delegati regionali, complessivamente 270. Il Movimento 5 stelle avrà 53 senatori e 109 deputati, arivando così  a 162 parlamentari; Scelta civica 21 senatori, 46 deputati, più 4 del  Maie (italiani all’estero), più due delegati regionali dell’Udc, per   un totale di 73. Le minoranze linguistiche, compreso il rappresentante  della Val d’Aosta, avranno 12 elettori. Il quadro si completa con i tre senatori a vita Giulio   Andreotti, Emilio Colombo e Carlo Azeglio Ciampi (Mario Monti è   iscritto nel Gruppo di Scelta civica); con il deputato eletto con il Centro democratico ma iscritto nel Misto Franco Bruno e con la   senatrice Giovanna Mongili, eletta con i 5 Stelle, iscritta al Misto e  ancora in carica dopo che l’Aula ha respinto le sue dimissioni.

Il buffet - Superlavoro garantito alla buvette: si calcola che nei giorni  delle votazioni le due macchine per l’espresso (la seconda è stata   installata pochi giorni fa) sforneranno una media di 2mila 500 caffè al giorno. E se ieri, giornata di seduta alla Camera, sono stati serviti 100 tra cornetti e paste, 40 tramezzini, 150 panini e 200   spremute, si può facilmente immaginare come da domani e fino alla   conclusione delle votazioni, queste cifre siano destinate a raddoppiare se non a triplicare, dal momento che a Montecitorio sono attesi 1.007 elettori, oltre ai funzionari, ai dipendenti della Camera e ai giornalisti che solitamente frequentano la buvette.

 

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Commenti all'articolo

  • noinciucio

    18 Aprile 2013 - 09:09

    si rifocilleranno alla buvette (cosa vietata dal loro guru) o si porteranno le pagnotte da casa?

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