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La nave da demolire

Milioni di euro e lavoro per due anni
I porti italiani si litigano
il rottame della Costa Concordia

Piombino è il più vicino, ma ha strutture inadeguate. E così sul relitto allungano gli occhi Palermo, Genova, La Spezia e Civitavecchia

Milioni di euro e lavoro per due anni
I porti italiani si litigano
il rottame della Costa Concordia

In gioco ci sono contributi statali, centinaia di impieghi, lavoro per circa due anni. Tanto vale il rottame della nave da crociera Costa Concordia, che dal 13 gennaio 2012 giace inerte sul fondale a pochi passi dal porto dell'isola del Giglio. Al suo recupero sta lavorando la società americana Titan Salvage, in collaborazione con l'italiana Micoperi. Una volta rimessa in assetto verticale, la nave andrà trasportata verso un porto e lì demolita pesso a pezzo. Ed è a questo punto che il relitto fa gola a tanti. A partire, come scrive il Corriere della Sera, dal porto di Piombino. La località toscana dista poche decine di miglia dal luogo dell'incidente, e appare quindi come la destinazione più logica della nave della Costa. Per il suo arrivo in un porto ormai "fantasma", lo Stato è pronto a stanziare 160 milioni di euro in opere di adeguamento delle strutture all'arrivo del gigante dei mari: scavo dei fondali, una nuova diga foranea di un chilometro, due bretelle stradali. Opere che, però, richiederebbero a loro volta lunghi lavori, difficilmente compatibili con un intervento di demolizione che si vorrebbe far partire entro l'ottobre di quest'anno.

Ed ecco che, allora, sulla Concordia hanno allungato gli occhi altri porti italiani. Il neogovernatore del Lazio Nicola Zingaretti sponsorizza Civitavecchia, che potrebbe svolgere l'operazione a costo zero. "Lo smantellamento della nave in quel porto è uno sperpero milionario a carico dei contribuenti. Se avvenisse a Civitavecchia, l'operazione sarebbe di gran lunga più veloce ed economica" dice  la Confederazione laziale della piccola e media industria. Il governatore della Liguria Claudio Burlando fa sapere che Genova e La Spezia sarebbero prontissime a ricevere la Concordia. E se Piombino dovesse gettare la spugna, il siciliano Rosario Crocetta coltiva una speranza per Palermo. Il governatore della Toscana Enrico Rossi, però, difende la "sua" Piombino con le unghie: "I danni maggiori li abbiamo avuti noi, Piombino ha bisogno di ritrovare lavoro e competitività. E' giusto che l'intervento sulla Concordia si compia qui". Il suo principale alleato è proprio la Costa, che terrebbe tanto volentieri la Concordia lontana dai porti turistici da cui partono o transitano le sue crociere, come Genova, Civitavecchia e Palermo. 

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